nov 30 2007
Orsetto Maometto: ecco l’assurda sentenza!
Prosciolta dalle accuse di incitamento all’odio e di disprezzo per il credo religioso. Colpevole di oltraggio all’Islam.
Questa la sentenza del tribunale sudanese in merito al caso dell’orsetto di peluche chiamato dagli studenti “Maometto”: la condanna riguarda l’insegnante che ha permesso di chiamarlo in quel modo, Gillian Gibbons, 54 anni, inglese.
Per lei si sono alzate voci di solidarietà da ogni parte del pianeta, da ogni Stato, da ogni confessione religiosa: anche i musulmani inglesi sembrano averle preso la difesa.
Ma il Sudan, fedele al suo inno nazionale, il Nahnu Jund Allah Jund Al-watan (”Siamo l’esercito di Dio e della nostra terra“), non è riuscito a resistere al capo d’accusa e così, salvata dalle 40 frustate che rischiava, è stata comunque condannata a 15 giorni di reclusione (che vi assicuro non essere favolosi come in Italia) ed alla successiva espulsione dal Paese.
L’Inghilterra, in seguito alla sentenza, ha subito contattato il suo ambasciatore ed il Ministro degli Esteri sudanese, cercando di far capire che si è trattato di un equivoco, che la donna non voleva offendere alcun credo religioso.
Vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni, ma per ora non possiamo che rimanere stupiti di fronte ad una sentenza alquanto assurda.
E’ stato costretto a denudarsi ed a “toccarsi” al grido di “Facci vedere che sai fare!“: protagonisti dei ragazzi leccesi con un diversamente abile.
L’orsetto Maometto. E’ questo il caso scoppiato in Sudan, dove un’insegnante britannica, Gillian Gibbson, è stata arrestata domenica con l’accusa di oltraggio alla religione islamica.
Università italiane? Bocciate, anche nel mondo.



