Orsetto Maometto: docente arrestata
Postato 2 anni, 9 mesi fa alle 18:56. 3 commenti
L’orsetto Maometto. E’ questo il caso scoppiato in Sudan, dove un’insegnante britannica, Gillian Gibbson, è stata arrestata domenica con l’accusa di oltraggio alla religione islamica.
L’accusa riguarda una lezione di settembre in cui la maestra, che faceva lezione a una classe di bambini di 7 anni sia cristiani che musulmani, portò in classe un peluche e chiese ai suoi alunni di scegliergli un nome: 20 bambini su 23 scelsero per lui “Maometto” e, da qui, la polemica. Ad insospettirsi sono stati alcuni dei genitori, che vedendo tornare a casa i propri figli col peluche e un quaderno-diario, in cui avrebbero dovuto scrivere cosa faceva l’ “orsetto Maometto”, hanno subito denunciato il fatto alle autorità sudanesi.
Gillian Gibbson è così stata arrestata e, se venisse ritenuta colpevole, rischia 40 frustate, sei mesi di prigione o una multa.
A parte la pena, su cui preferisco evitare commenti, vorrei fare una riflessione.
Stiamo vivendo in un mondo completamente diverso, non solo da un Continente all’altro, ma anche da Stato a Stato.
Con questo non sto attaccando affatto il Sudan, ma bensì l’Italia. Quell’Italia che sta perdendo tutto ciò che caratterizza la sua profonda cultura, le sue tradizioni, il suo essere.
Per secoli (anzi, millenni) i nostri avi hanno avuto un credo, degli ideali; hanno contribuito a creare la cultura e la società che oggi esiste ed in cui viviamo: bene, noi, in segno di un laicismo forzato e di un menefreghismo diffuso, stiamo perdendo tutto ciò.
Non bisogna essere cristiani praticanti nè credenti per apprezzare un simbolo, come può essere, per esempio, un Crocefisso.
Oriana Fallaci la vedeva lunga su questo argomento: lei, atea e forte contestatrice della Chiesa, riteneva di esserne comunque coinvolta dal punto di vista culturale. E così, in effetti, dovrebbe essere per tutti coloro che non ci credono.
In Sudan hanno ragione ad essere affezionati alla loro religione, anche se tutto ciò dovrebbe avvenire senza esagerazioni: vanno bene gli oltraggi, vanno bene i vilipendi. Ma il fatto di chiamare un orsetto di peluche “Maometto”, non mi pare possa essere un’offesa, tanto più dal momento che il peluche è un personaggio che i bambini amano e che, al massimo, potrà produrre l’effetto opposto.
Ma questo è il mondo, c’è chi si sbarazza delle proprie tradizioni e chi, invece, ha paura di creare addirittura delle umiliazioni a quello che dovrebbe essere il proprio profeta.
Figuriamoci che effetti potrebbe avere una bestemmia.
Dal mio punto di vista una vera vergogna arrestare la professoressa…
Anche calcolando che è avvenuto in Sudan mi sembra davvero sconcertnte la pena di 40 frustate…
Spero che questo fatto non passi inosservato, e che la professoressa venga subito scagionata da ogni accusa!
Mi è piaciuta l’ultima frase: “Figuriamoci che effetti potrebbe avere una bestemmia.” personalmente non ci penso neanche a quali torture ti farebbero xD
ciao
40 frustate ?? proprio per questo ritengo i paesi islamici con pene fisiche dei paesi totalmente incivili. i diritti dell’uomo che fine hanno fatto ?? Mi fanno solamente skifo…
sul nome c’è da discutere per un semplice motivo…ma con centomila nomi proprio quello doveva far scegliere…
Infine, certe volte la giustizia italiana dovrebbe prendere esempio da quella incivile di cui stiamo parlando, in Italia gli esecutori della strage di capaci si sn fsatti solamente 10 anni, non oso immaginare la pena del sudan per un reato simile. Credo che forse la pena del sudan fosse stata più adatta
Molto meglio l’orso biagio di bonsai tv…
http://bonsaitv.wordpress.com/2008/04/28/i-consigli-di-biagio/
Detto questo trovo imbarazzante che queste cose accadano ancora. Diciamo la verità e non nascondiamoci dietro a un dito: questo è un atto di inciviltà, ignoranza e grande fanatismo. Smettiamola di usare la parola “cultura ” per difendere degli atteggiamenti che nascono così chiaramente dall’ignoranza.