L’è torna carlevè!
Un po’ più presto rispetto agli altr’anni, ma ecco ritornare il carnevale più bello del mondo: giovedì grasso, a cui seguiranno la sfilata di sabato e la famosa battaglia delle arance, per tre giorni. Come tutti gli anni, arriveranno turisti da mezzo mondo a vedere Ivrea, così bella e a così pochi mesi dalle nuove amministrative!
E’ per questo motivo che negli ultimi giorni un po’ sono mancato e, ancor di più, mancherò fino a martedì: il carnevale entra nello spirito di ogni Eporediese e per questi pochi giorni all’anno ci tiene completamente occupati. A maggior ragione quest’anno, che sto lavorando anche alla campagna elettorale per le amministrative: presto vi darò informazioni anche su questo.
Per ora non mi resta che augurare un buon carnevale a tutti i canavesani ed un buon fine settimana a tutti gli altri!
Ci rileggiamo mercoledì, quando tornerò a scrivere (quasi) quotidianamente, come sempre.
p.s. in foto io l’anno scorso, con la divisa dei Tuchini. Ci si vede in Borghetto, gente!
I tre porcellini? Offendono i musulmani ed i muratori. Per questo motivo in Gran Bretagna l’agenzia governativa Becta ha escluso un lavoro basato su questa fiaba da un concorso riguardante la Tecnologia applicata all’educazione: il lavoro in questione era un libro digitale per bambini, intotalato “Tre piccoli cowboy muratori”, e basato sulla storia dei famosi “tre porcellini”. Dopo la decisione di esclusione, ecco l’indignazione della gente, prima fra tutti Anne Curtis, direttrice creativa del libro: «Pensare che la presenza di maialini in una storia sia razzista è come darci uno schiaffo. Allora che cosa dovremmo fare seguendo questo criterio? Proibiamo la Fattoria degli animali di Orwell nei licei perché ci sono i maiali? Vietare la lettura di queste storie chiude le menti, non le apre.»
Come non darle ragione? L’Europa prosegue con questo assurdo buonismo che non porta da nessuna parte, censura testi che non solo non sono offensivi, ma non riguardano nemmeno le religioni. Censurare un libro che ricorda (ma non parla!) di maiali, animale impuro per i musulmani, è un’offesa per tutti noi (musulmani compresi, immagino). In questo caso non vengono toccate le nostre radici ma bensì l’innocenza di una storiella per bambini, censurata per la malizia di qualcuno. Ed ora cosa ci attende?
Se viene applicata tanta malizia ad una storia per bambini, figuriamoci cosa accadrà per i problemi seri.
Questo eccesso di buonismo non sfocia nella definizione di “rispetto”, ma bensì in discriminazione: sì, della nostra cultura.
Qualche giorno fa s’era parlato dell’ultimatum di Fioroni al sindaco di Milano, Letizia Moratti: la causa di tanti problemi è stata la scelta del primo cittadino di escludere dalle scuole dell’infanzia i bambini clandestini – e quindi irregolari(vedi qui).
I 10 giorni dell’ultimatum sono passati e Moratti non cede: così questo inizio settimana ha definito il tutto una «incomprensibile interferenza».
Secondo la sua opinione «le scuole dell’infanzia non rientrano nella scuola dell’obbligo quindi, si tratta di una politica in più che fa il Comune di Milano nell’offrire questo servizio ai suoi cittadini». Su 170 scuole dell’infanzia comunali, solo 22 sono statali ed il finanziamento ricevuto riguarda un centinaio di milioni di euro; Moratti è preoccupata anche per la scelta di Fioroni, di cui parla così: «la cosa grave è che il ministro ci chiede di discriminare i bambini milanesi e quelli figli di immigrati regolari a favore dei figli degli immigrati irregolari».
Ammesso che queste dichiarazioni sono arrivate alcuni giorni fa, quando c’era ancora il Governo in carica, va detto che non si può biasimare la scelta del sindaco Moratti: riporto qui di seguito una parte dell’articolo pubblicato da Alfredo Mantovano su “L’Occidentale”
Quando, all’art. 38, la legge sull’immigrazione affronta questo tema, non pone alcuna deroga per età o per fascia di scuola relativamente ai clandestini e/o ai loro figli: il riferimento, in certi caso addirittura esplicito, è solo agli stranieri regolarmente soggiornanti. Anche in tal caso è evidente la ratio: come si fa ad accettare la richiesta di iscrizione per un figlio presentata da un (sedicente) genitore, che è un clandestino? Quale logica c’è nell’accettare, a parità di condizioni con i cittadini e con gli stranieri regolari, l’inserimento scolastico di chi, con il familiare clandestino, va per legge allontanato dal territorio nazionale?
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Ora con la crisi di Governo anche questo ultimatum del Ministro Fioroni forse si estinguerà: lo spero di cuore, perchè con tutto il rispetto per i clandestini, bisogna preferire milanesi ed immigrati regolari che, quanto meno, contribuiscono alle entrate del Comune ed al miglioramento dei servizi.
Vi posto l’articolo pubblicato oggi su “Il Canavese” in merito alla mia partecipazione su Mtv ed all’inchiesta “Scuole Sicure“: oltre a questo, sempre nell’area riservata a Ivrea, trovate anche la recensione del libro “70/80 Belle Epoque” di Raffaele Alfieri, di cui avevo già parlato anche io nei giorni scorsi (vedi qui).