Nei decenni in cui si assisteva allo splendore di Jukebox e Pacman ed all’evoluzione dell’attività industriale e della società, nasce il racconto di uno scrittore in erba, Raffaele Alfieri, che parla della sua vita da “bullo” per le strade proprio della mia cittadina, Ivrea.
Un bullismo vissuto in un’altra epoca ed in un’altra realtà in cui viene dimostrato un grande rispetto verso le altre persone: nulla di ciò che si sente in questo periodo al telegiornale di danni a diversamenti abili o di violenze fisiche/morali.
E’ stata una piacevole lettura, vista l’occasione di confronto con le idee di persone della generazione che mi ha preceduto. Interessato, ho contattato l’autore, con cui ho avuto un colloquio: anche lui ha tenuto a sottolineare le differenze dell’essere “bulli” oggi con quanto ha rappresentato questo modo di essere in passato. Sempre di azioni “non consigliabili” si tratta, ma allora tutto veniva fatto con rispetto per gli altri e senza cattiveria.
Per chiunque desiderasse maggiori informazioni o l’acquisto del libro, lo potete trovare in tutte le edicole di Ivrea e dintorni al prezzo di 13€ o, per il resto d’Italia, è possibile ordinarlo al costo di 10€ più spese di spedizione (che consistono in pochi euro): una lettura piacevole che consiglio a tutti.
Vi lascio anche i contatti di Raffaele Alfieri, l’autore, nel caso in cui desideraste sentire direttamente lui: tel 3398643009 / web www.7080belleepoque.com
|
diregiovani |
Post in home su http://www.diregiovani.it!
Patrizia |
Un articolo molto interessante, Alex: tutt’altra cosa il bullo di quei tempi rispetto all’orrendo bullismo dei giorni nostri!
La differenza, come scrivi tu è (o era) il rispetto per gli altri.
DANIELE B |
bel intervento
raffaele |
buona pasqua a te e famiglia raffa