Entro 10 giorni o Milano ripristina le regole sull’iscrizione alle scuole dell’infanzia dei bambini clandestini o l’Ufficio scolastico regionale sospenderà l’erogazione di ogni contributo statale: questa la decisione del Ministero dell’Istruzione.
Ma facciamo un passo indietro. Nei giorni precedenti al Natale il comune di Milano aveva stabilito, con una circolare, la chiusura delle iscrizioni alle scuole materne per i figli di extracomunitari senza permesso di soggiorno: persone che vivono in Italia nell’illegalità del loro essere clandestini ma che, in base ai vincoli della legge sulla parità, devono avere ugualmente il diritto all’istruzione assicurato. A ricordarlo il direttore scolastico regionale per la Lombardia, Anna Maria Dominici, che spiega inoltre che i bambini hanno il diritto di studio anche in caso di morosità delle famiglie per i pagamenti scolastici.
Così ecco l’intervento di Fioroni, secondo il quale “non possono esistere deroghe a questa fruizione (del diritti di istruzione, ndr) né per le colpe dei padri né per lo stato di povertà. L’intero assetto legislativo, fino a oggi e a prescindere dai colori politici dei governi, non ha mai messo in discussione il fatto che un bambino che vive sul nostro territorio abbia diritto a essere istruito e curato e questo indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche della famiglia“.
Voglio dargli ragione, il diritto allo studio dev’essere garantito. Ma cosa succederebbe se io di punto in bianco cominciassi a non pagare più le tasse universitarie? E cosa accadrebbe se io venissi seguito da tutti gli studenti?
Come minimo l’Università nel giro di pochi anni si ritroverebbe senza fondi e non sarebbe più in grado di fornire nemmeno un servizio minimo.
Il fatto di essere clandestini, inoltre, vuol dire che non solo non vengono pagate le tasse scolastiche, ma nella quasi totalità dei casi nemmeno tutte le altre che vengono normalmente e periodicamente pagate dai cittadini: l’illegalità non si combatte spalancando le braccia a tutti, si combatte arrivando a un compromesso.
Compromesso che per ora non si è ancora trovato.
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Enrico |
quoto:”l’illegalità non si combatte spalancando le braccia a tutti, si combatte arrivando a un compromesso” e il compromesso non può essere rappresentato da 100 milioni di euro annui sborsati dalle famiglie italiane per la sola istruzione dei clandestini. Se il ministero blocca i contributi statali, che al massimo coprono metà delle spese perchè l’altra metà viene erogata da regione e provincia, è ancora un guadagno per Milano che si ritroverà con circa 50 milioni di euro annui da investire su progetti socialmente più utili dell’istruire immigrati clandestini, anche perchè in questo caso la parola istruire significa sacrificarte il sapere di tutti gli alunni italiani che si ritrovano a dover affrontare un programma di studi ridotto al minimo per consentire un minimo di comprensione anche agli stranieri che non ancora parlano italiano. E poi se Milano riesce nel suo intento sono sicuro che verrà seguita a ruota da molte altre province che hanno lo stesso problema.
Alex |
Come non darti ragione?
Assurdo per di più che – visto che il Governo è al corrente della situazione d’emergenza – continui a fornire pochissimi finanziamenti alle regioni con questi problemi…la Lombardia prende meno di un quarto dei finanziamenti di altre regioni, grazie all’ultima Finanziaria…
E ora il Ministero minaccia di bloccare anche quei finanziamenti?
Paradossale
diregiovani |
Ciao, sei sulla homepage di http://www.diregiovani.it. Saluti, la redazione
Massimo |
Se io fossi nella Moratti e in Formigoni sfrutterei questo errore di Fioroni per lanciare una campagna: i soldi deli lombardi alla Lombardia e cominciare a chiudere i rubinetti che portano denaaro a Roma.
L'Occidentale |
Condivido pienamente le tue posizioni e ti segnalo in merito un nostro articolo che denuncia l’irregolarità del provvedimento del ministro Fioroni.
Daniele
DANIELE B |
brava moratti !!!!!!! abbasso fioroni !!!