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Sexyprof torna ad insegnare (e a farsi palpare?)

Postato 2 anni, 4 mesi fa alle 00:20. 7 commenti

E’ arrivata qualche giorno fa la notizia della riammissione della sexyprof di Monteroni (Lecce), quella che in classe si faceva palpare dai suoi studenti senza dir loro nulla, limitandosi ad allontanare uno di loro – da quanto si vede nel video diffuso su YouTube – quando allunga una mano sotto al perizoma, arrivando a zone “proibite“. Senza fare una piega, senza fermarsi un secondo. Mentre allontana la mano del suo studente continua a conversare con una studentessa, probabilmente interrogata.
L’insegnante, una volta finita su YouTube e su tutti i media nazionali, aveva temporaneamente perso il posto di lavoro, in attesa della conclusione delle indagini. Allibita non si arrende e, facendo ricorso al Tar, riesce a vincere la causa. Così ecco l’ordine di reintegrarla nelle graduatorie regionali d’insegnamento. L’Ufficio Provinciale ha già annunciato che farà a sua volta ricorso. Uscendo dalla polemica fine a se stessa, sarebbe bello verificare più a fondo la questione.
1. Cosa ne pensano gli studenti di quell’insegnante? Ho provato a fare qualche ricerca su google, ma nessuna traccia di opinioni dei suoi studenti. Sarebbe interessante sapere cosa dicono di lei.
2. La preparazione dei suoi studenti? L’insegnante è di matematica e se qualcuno non segue le lezioni lo si scopre velocemente. Visto che nel video tutti i ragazzi facevano branco dietro all’insegnante, verificare la preparazione degli studenti permetterebbe di scoprire se tutte le lezioni andavano così o se è stato un caso eccezionale.
3. Nell’attuale situazione nessuno è stato punito. Né l’insegnante, che si faceva palpare, né gli studenti, che la palpavano. Il Dirigente Scolastico, avendo piena autonomia nelle sue decisioni, perché non fa qualcosa?
Sarebbe bello avere risposta a queste tre domande…ma purtroppo rimarranno solo dei dubbi. Dubbi sotterrati in un caso che ha suscitato clamore ma nessuna conseguenza degna di nota. Ennesima dimostrazione della malaistruzione italiana.

Saggio d’inizio ‘900 sulla scuola

Postato 2 anni, 4 mesi fa alle 00:20. 4 commenti

Si chiama Giovanni Papini, nacque a Firenze nel 1881 e iniziò giovanissimo un’intensa attività letteraria. Oltre a numerosi libri e collaborazioni, furono molto importanti i suoi lavori quindicinali per il Corriere della Sera, poi pubblicati dopo la sua morte. Figlio di un garibaldino, si interessò alla saggistica e proprio di questa categoria fa parte “Chiudiamo le scuole”, un breve scritto ironico e, in parte, metaforico. Uno scritto che vi propongo perché decisamente attuale, nonostante sia stato scritto poco meno di cent’anni fa. Parla della scuola, di come i bambini perdano i migliori anni della loro vita su un banco ad ascoltare un docente che non riesce a stare dietro ai tempi che passano. E se questo discorso veniva proposto nel 1914, figuratevi quanto sarebbe attuale ora! Ovviamente non tutto quel che vien detto è da prendersi come oro colato, ma una lettura la consiglio a tutti. Potete scaricare e poi leggere il pdf cliccando qui.

A tutti gli eporediesi e canavesani consiglio inoltre di comprare in data odierna La Voce del Canavese, perché è uscita una mia inchiesta sui problemi dell’Istituto “Cena” di Ivrea, che accoglie circa 900 studenti. Contributi facoltativi finti obbligatori, servizi tutt’altro che igienici e richieste di rimborso agli studenti per riparare l’istituto. Una lettura interessante per tutti i ragazzi ma anche per i genitori, che si accorgeranno della vita degli studenti all’interno della scuola.

Perché Beppe Grillo non mi piace proprio

Postato 2 anni, 4 mesi fa alle 00:20. 22 commenti

Inizio quest’articolo sapendo già che molti criticheranno le mie idee. Ne sono sicuro, ma pazienza. Ne parlo ugualmente e sarò ben felice di confrontarmi con chiunque desiderasse rispondermi con un commento.
Il successo di Beppe Grillo proprio non lo riesco a capire. E’ un personaggio senza dubbio intelligente, in gamba, che sa cosa fare per attirare l’attenzione. Molti apprezzano Berlusconi per il suo “savoir faire” ed il suo carisma, che nessun altro politico ha. Ma Beppe Grillo non gli invidia nulla, perché ne ha molto di più. Beppe Grillo sa farsi acclamare senza proporre nulla, sa farsi applaudire insultando chiunque. Lui non ha problemi di querele o d’immagine, i media lo esaltano quotidianamente. Pensate a un qualsiasi suo discorso che vi ha colpito. E’ stato senza dubbio interessante, portato magari avanti da esperti che hanno smontato ogni possibile apprezzamento per com’è ora quella cosa. Che si parli di legge Biagi o di conflitto d’interesse, di giornalisti o di quant’altro. Ma oltre a smontare l’attuale funzionamento delle cose, ha mai proposto un’alternativa valida?
Oggi volevo proprio smontare questa mia tesi e così, dopo al V2-Day, ho acceso la televisione per sentirlo parlare. Magari ha deciso di abbandonare per una volta il distruttismo, pensavo. Invece no. Ridicolizza Berlusconi, le sue televisioni. Parla di Obama, pensandolo con in mano i principali network statunitensi. Ne parla come se fosse ridicolo. Forse lo è davvero, forse no (se a qualcuno non piace mediaset perché la guarda?). Però non lo si è sentito parlare di proposte. Beppe Grillo pensa che chi viene eletto dal popolo non deve avere aziende? Perché se fosse così faremmo concorrenza al regime cinese. O preferisce lasciare eventuali aziende in mano a terzi, come negli Usa? Con tutti i miei dubbi correlati, visti i problemi di banche e finanze nel nostro Paese. Chissà cosa ne pensa. Notate? Parlandone in piazza è riuscito a farsi acclamare, la gente applaudiva. “Ha ragione Beppe Grillo”. Senza dubbio. Però a cosa è servito che ne abbia parlato? La sua è solo un’esaltazione della massa, la sua figura si limita all’irriverenza. Dovrebbe essere l’antipolitica, colui che cambierà l’Italia. Mi piacerebbe veramente tanto perché forse cambierebbe veramente qualcosa, ma nessuno lo teme. Perché è bravissimo a parlare, ha un grande carisma. Sa sputtanare bene i politici, che di scheletri nell’armadio ne hanno a migliaia. Sa denunciare i problemi della gente, facendo così sentire ogni singolo cittadino coinvolto nel suo progetto mediatico. Poi però manca la soluzione, manca quella proposta che potrebbe trasformare la critica in un cambiamento realizzabile. Riguardo al suo successo mediatico, poi, ci sarebbe da scrivere un libro. Attacca i giornali ed i giornalisti, snobba i periodici. E giornali e periodici lo esaltano ancor di più. Incredibile. Se Veltroni o Berlusconi attaccassero un giornale, il giorno dopo partirebbe la guerra mediatica. Tutti criticherebbero il leader politico, dalla Rai a Mediaset, dall’Unità a Libero. Lui invece no. Riesce a portare 25.000 persone in piazza a Torino per attaccare giornali e gioralisti, e tra qualche ora vedrete che titoloni gli dedicheranno tutte le testate. Di più. Ha parlato male di Berlusconi e Mediaset? Accendete un qualsiasi telegiornale e sentite il servizio. Sono arrivato quasi ad apprezzare Emilio Fede, che è stato l’unico a non gliele ha mandate a dire al comico genovese.
Capite perché non apprezzo proprio Beppe Grillo? Ora aspetto le vostre mille critiche!

p.s. ci tengo a precisare che apprezzo molto i MeetUp che, contrariamente a Beppe Grillo, contestano proponendo delle ottime soluzioni. Sono iscritto a quello di Ivrea.