Si chiama Giovanni Papini, nacque a Firenze nel 1881 e iniziò giovanissimo un’intensa attività letteraria. Oltre a numerosi libri e collaborazioni, furono molto importanti i suoi lavori quindicinali per il Corriere della Sera, poi pubblicati dopo la sua morte. Figlio di un garibaldino, si interessò alla saggistica e proprio di questa categoria fa parte “Chiudiamo le scuole”, un breve scritto ironico e, in parte, metaforico. Uno scritto che vi propongo perché decisamente attuale, nonostante sia stato scritto poco meno di cent’anni fa. Parla della scuola, di come i bambini perdano i migliori anni della loro vita su un banco ad ascoltare un docente che non riesce a stare dietro ai tempi che passano. E se questo discorso veniva proposto nel 1914, figuratevi quanto sarebbe attuale ora! Ovviamente non tutto quel che vien detto è da prendersi come oro colato, ma una lettura la consiglio a tutti. Potete scaricare e poi leggere il pdf cliccando qui.
A tutti gli eporediesi e canavesani consiglio inoltre di comprare in data odierna La Voce del Canavese, perché è uscita una mia inchiesta sui problemi dell’Istituto “Cena” di Ivrea, che accoglie circa 900 studenti. Contributi facoltativi finti obbligatori, servizi tutt’altro che igienici e richieste di rimborso agli studenti per riparare l’istituto. Una lettura interessante per tutti i ragazzi ma anche per i genitori, che si accorgeranno della vita degli studenti all’interno della scuola.