Si chiama Giovanni Papini, nacque a Firenze nel 1881 e iniziò giovanissimo un’intensa attività letteraria. Oltre a numerosi libri e collaborazioni, furono molto importanti i suoi lavori quindicinali per il Corriere della Sera, poi pubblicati dopo la sua morte. Figlio di un garibaldino, si interessò alla saggistica e proprio di questa categoria fa parte “Chiudiamo le scuole”, un breve scritto ironico e, in parte, metaforico. Uno scritto che vi propongo perché decisamente attuale, nonostante sia stato scritto poco meno di cent’anni fa. Parla della scuola, di come i bambini perdano i migliori anni della loro vita su un banco ad ascoltare un docente che non riesce a stare dietro ai tempi che passano. E se questo discorso veniva proposto nel 1914, figuratevi quanto sarebbe attuale ora! Ovviamente non tutto quel che vien detto è da prendersi come oro colato, ma una lettura la consiglio a tutti. Potete scaricare e poi leggere il pdf cliccando qui.
A tutti gli eporediesi e canavesani consiglio inoltre di comprare in data odierna La Voce del Canavese, perché è uscita una mia inchiesta sui problemi dell’Istituto “Cena” di Ivrea, che accoglie circa 900 studenti. Contributi facoltativi finti obbligatori, servizi tutt’altro che igienici e richieste di rimborso agli studenti per riparare l’istituto. Una lettura interessante per tutti i ragazzi ma anche per i genitori, che si accorgeranno della vita degli studenti all’interno della scuola.
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daniele vinci |
Grande segnalazione Alex, e ottimo lavoro quello che stai facendo sulla scuola ad Ivrea…
a questo punto vorrei anche segnalarti un altro testo molto provocatorio in linea con Papini, si chiama Descolarizzare la società
Giacomo |
Sono Giacomo e abito a Chivasso,
Ho letto la tua inchiesta sulla voce riguardo la presunta tassa facoltativa da versare alla scuola.
Ora, forse tu non lo sai, ma quella tassa non è facoltativa ma OBBLIGATORIA perchè viene approvata in consiglio di istituto, da insegnanti, rappresentanti degli studenti e dei genitori; probabilmente tu non ne hai mai fatto parte e non lo sai, e non lo sanno neanche la preside di quella scuola e i giornalisti che ti hanno fatto pubblicare l\’articolo.
Comunque, leggendo i tuoi post mi da l\’idea che tu sia un ragazzo frustrato dalla scuola, anche perchè mi sembra strano che continui a occuparti di ste cose.
Ma forse mi aspetto troppo da una persona che apprezza il programma del PDL sulla scuola.
Un saluto.
Alex |
Caro Giacomo, ho fatto il rappresentante degli studenti per due anni ed il rappresentante nella giunta esecutiva per uno e, se permetti, penso di saperne qualcosina più di te sull’argomento, visto che sto collaborando con l’Adiconsum per questa inchiesta. Mi stupisce che pensi di saperne più di me, più di una preside e più di un giornale intero…eheh!
Detto ciò, non sono assolutamente frustrato, approfondisco solamente i temi scolastici perché la scuola italiana sta attraversando un profondo momento di crisi e, pertanto, porto in evidenza sul mio blog queste notizie.
Un’ultima cosa: hai mai letto la legge Bersani (L40/07)? Perché forse non hai nemmeno idea che esista una legge che regola i contributi scolastici, dall’anno scorso…
daniele vinci |
grande alex,non preoccuparti di voci fuori dal tuo raggio, stai facendo un ottimo lavoro!