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Risparmiare sui malati

Posted by Alex on luglio 16th, 2008 at 12:20 am

Pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 25 giugno 2008, il D.L. n°112 apporta alcune disposizioni riguardanti l’economia e la finanza che fanno – o han fatto – nascere diverse polemiche. Chiarisco subito che non parlerò di tutto il decreto, sia perché impiegherei ore ed ore a descriverlo, sia perché impieghereste anche voi una vita a leggerlo. Descrivo solo i punti un po’ più interessanti.
Punto numero uno: gli assegni. Nei mesi scorsi era passato un provvedimento che stabiliva che ogni spostamento di denaro superiore ai 5.000 € dovesse essere fatto tramite banca. Niente contanti. Un controllo esagerato, che questo decreto cambia, riportando il limite a 12.500 €.
Punto numero due: aboliti gli elenchi clienti e fornitori. Bella notizia per le aziende! Questi elenchi costringevano a tracciare un profilo completo contenente tutti i fornitori e tutti i clienti, con tutti i dettagli di spese ed introiti. Un lavoro immenso, sempre e solo utile a controllare gli spostamenti di denaro. Sono veramente così ladri gl’italiani?
Punto numero tre: permessi di malattia per i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni. Sul caso c’è una polemica immensa. Nelle scorse settimane abbiamo visto online i redditi e le consulenze riguardanti questo settore grazie all’operazione trasparenza, molto molto utile. Fare però una stretta sui dipendenti mi sembra esagerato. Cominciamo citando il decreto: “nei primi dieci giorni di assenza e’ corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennita’ o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio”. Il malato potrà ricevere il controllo presso il suo domicilio anche per l’assenza di un giorno solo. Ma questo è ancora nulla. La visita di controllo potrà avvenire dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00 e per assenze superiori ai 10 giorni, o dal secondo permesso per malattia annuale, dovrà obbligatoriamente ricorrere a strutture sanitarie pubbliche. Dipendenti pubblici, dunque, scordatevi il diritto di scegliere il medico che vi curerà. Scordatevi anche il più rapido recupero psico-fisico, perché dovete rimanere nel vostro domicilio praticamente tutto il giorno. E se proprio vi servono delle medicine, potete andare a comprarle alle 13.00 o dopo le 20.00 (tra l’altro, non sono questi gli orari in cui la febbre è più alta, in caso di influenza?). Sul caso si è espresso anche Luca Puccetti di pillole.org: “Il lavoratore incapace al lavoro per motivi di salute è prima di tutto un malato che necessita di cure e tra tali cure può in alcuni casi annoverarsi la necessità di uscire dal domicilio di malattia comunque il dover osservare una fascia oraria così ampia per ottemperare alle esigenze di controllo medico-fiscali può recare nocumento alla salute del paziente, salute che come ben sappiamo è un concetto molto ampio e che sussume il concetto di benessere psicofisico in senso lato.” Anche per questo terzo punto, dunque, si parte dall’idea che il lavoratore, prima o poi, cada in errore. E quindi si cerca di prevenire. Andrebbe invece dapprima tutelata la salute dei dipendenti: allora sì che si potrebbero poi combattere i finti-malati, che costano cari alle Pubbliche Amministrazioni. “Saremmo facili profeti – conclude Luca Puccetti – nel prevedere che tale norma sarà presto all’attenzione della Corte Costituzionale”.

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