«La scuola è elemento unificante dello Stato e i programmi devono essere uguali per tutti, ma si deve aprire al contesto territoriale e alzare la propria qualità, abbassata dalle scuole del sud». Questa la frase – riportata da Il Messaggero – con cui il Ministro Gelmini due giorni fa ha attirato l’attenzione su di sé. «In Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti». Parole che danno come prima sensazione un po’ di superificialità, ma pensandoci bene non sono poi così tanto errate. E’ evidente che molti docenti, all’interno della scuola, non sono affatto preparati. Se nelle scuole elementari e medie inferiori il problema può riguardare “solo” l’aspetto educativo, nelle medie superiori e nelle università le lacune di alcuni docenti creano notevoli problemi negli studenti: quante volte succede agli alunni di terminare un percorso formativo senza aver imparato nemmeno l’essenziale, o di dover sostenere un esame senza averne le capacità, perché nessuno è stato all’altezza dell’insegnamento? Nella mia esperienza personale ricordo docenti sia meridionali che piemontesi che non sono stati in grado di insegnare bene la propria materia. Mentre nel caso – uno in particolare – di docente piemontese mi ricordo che non era stato capace di far capire le sue lezioni, nonostante fosse chiaro comunque che era un uomo di buona cultura, nel caso di docenti meridionali – in questo caso penso in particolare a due che ho avuto negli anni scorsi – il problema era di preparazione. La cultura nella loro materia era molto carente e, in questo modo, si veniva a creare un clima tutt’altro che costruttivo, dal momento che gli studenti – sfiduciati – pensavano ad altro. Perché è vero, gli studenti si divertono, fanno il minimo indispensabile a volte. Ma se un professore è impreparato se ne accorgono subito, come i cani con le persone che hanno paura. Ne sentono quasi l’odore. E in questi casi non fanno affatto festa perché non si fa nulla. Si ritrovano con altri coetanei, o con persone più grandi di loro. Provano ad imparare la materia da soli, perché abbandonati da quel servizio pubblico che dovrebbe invece agevolarli. Giusto per correttezza non ho detto in quale corso di studi ho incontrato questi docenti, né scendo nei particolari, proprio per evitare di farlo capire: ad ogni modo si trattava di un pugliese e di un campano.
Tornando alla polemica, sono assolutamente dalla parte della Gelmini questa volta. Beh, dopo tante sparate qualcosa deve pure essere azzeccato. E per sparate intendo grembiuli, sabato sabbatico e voto in condotta. Sono stato tanto critico le settimane scorse con il Ministro, ma ora no, ora sono contento. Tuttavia bisogna ancora apprende con quali modalità e tempi pensa di fare questi corsi e, soprattutto, a chi estenderli. Sbagliatissimo scegliere i docenti che parteciperanno ai corsi per appartenenza ad una regione, ma se si trovasse un metodo meritocratico per selezionarli solo in alcune regioni non sarebbe affatto male. E’ evidente che in alcune regioni il livello di istruzione spesso sia inferiore, lo si può notare anche solo parlando con i ragazzi, non è cattiveria nei loro confronti. Ma stiamo a vedere cosa riuscirà a fare il Ministro…
|
daniele b |
la condotta non era sbagliata come proposta era correttissima , forse era troppo di facciatta e la gelmini si dovrebbe occupare dei veri problemi della scuola .Però sui prof del sud non si può generalizzare , io ho avuto alcuni prof molto preparati e bravissimi , però altri molto meno .Forse l’unico problema che alcuni prof del sud parlano troppo il loro dialetto e meno l’italiano ,ma come capita per quelli del nord vale per tutti o del centro tutti preferiscono parlare il loro dialetto , se ne parlano uno , io preferisco sempre i prof che parlano solo italiano .No dialetti .poi anche per gli stranieri capire idialetto è ancora piu’ difficile che l’italiano .
Pipoca |
ciao alex, ho letto alcuni tuoi articoli e li ho trovati molto interessanti.
Mi soffermo su questo però, perché vorrei farti una domanda: come può si valutare la preparazione di un insegnante?
La mia domanda viene da una curiosità sincera e soprattutto dalla curiosità un’insegnante di un’altra generazione.
Alex |
Ti ringrazio di cuore Pipoca, e in riferimento al tuo quesito ti lascio a un post di fine giugno: clicca qui per leggerlo. Nei commenti si è poi evoluta l’idea con l’intervento di alcune altre persone.
Se ti interessa di questo tema ne parleremo anche in un’associazione politica che stiamo creando proprio in queste settimane io e Franca Corradini: quest’associazione si limiterà a discutere di tematiche scolastiche. Se vuoi ti terrò informata via email.
Saluti!
Cristallo di quarzo |
E no, eh! Ci sei ricaduto un’ altra volta!!!!!!!!!
Sempre categorico e settarista per non dire classista…
Sono tornata da qualche giorno e credimi sto davvero col dente avvelenato su come sta sempre più evolvendo la situazione in ambiente scolastico e non solo.
Sai cosa mi fa star male? Che come era nelle previsioni ci avviamo sempre più verso uno stato di “Regime”… se solo avessi mezzi e possibilità comincerei a fare le valigie. Non mi riconosco più in questo Paese…
Hai tempo per venirmi a leggere sul mio spaces?
Alex |
Bellissima la notizia, me l’ero persa. Me l’aveva chiesto un mio visitatore, ma non avevo notizie in merito. Lunedì ne parlo di sicuro eheh!
Riguardo all’articolo non voglio dire che i professori meridionali siano ignoranti, né che gli ignoranti siano meridionali. Però a ripensare a quanti insegnanti incontrati fino adesso, mi son sentito di dire queste cose. Poi può darsi che in realtà le mie siano state pure coincidenze…però boh, l’impressione che ho ricevuto è stata questa! E aggiungo, giusto per la par condicio: ho incontrato docenti meridionali bravissimi, in primis uno di diritto alle superiori, calabresissimo, con cui oltre a far lezione si riusciva spesso a dibattere anche sui temi più disparati, che toccavano in qualche modo la sua materia. Anche attualità e politica. E anche se da queste chiacchierate venivano fuori ideali e pensieri dei ragazzi, mai si è verificato l’effetto pigmaglione, mai. E’ un professore che ho ammirato e che continuerò a stimare per sempre!
Claudia |
E no!! Stavolta non ci sto proprio!! Si può sapere perchè noi del sud e delle isole dobbiamo essere sempre discriminati? Io per esempio ho dei docenti bravissimi e più che preparati!! e in quanto a qualche frase in dialetto durante la spiegazione, spesso ci aiutano a capire meglio. Però c’è anche da dire che per lo meno nell’ istituto dove studio io di ragazzi straniei non ce ne sono