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Grande, Vale!

Postato 1 anno, 11 mesi fa alle 00:20. 3 commenti


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Minacciare la bocciatura? E' reato!

Postato 1 anno, 11 mesi fa alle 00:20. 4 commenti

Studenti, quante volte vi sarà accaduto di sentire i professori minacciare qualche vostro compagno con la bocciatura? Ora, con l’intervento della Corte di Cassazione, i professori che si imporranno con questo comportamento saranno punibili per minaccia aggravata. Nella sentenza emessa si può leggere che per i ragazzi “la ingiusta prospettazione di una bocciatura rappresenta una delle peggiori evenienze“. Pertanto, tale comportamento è “idoneo ad ingenerare forti timori, incidendo sulla libertà morale“. Il caso è scoppiato lo scorso anno al Liceo Scientifico “Paolo Lioy” di Vicenza, in cui l’insegnante Marcello P. (50 anni, fonte La Repubblica) disse alla studentessa Silvia C. che “non aveva più alcuna possibilità di essere promossa“. Questo – secondo quanto riportato da La Repubblica – per vendicarsi di un intervento fatto nell’assemblea dei genitori dalla mamma della ragazza che chiedeva di rimuovere proprio questo docente, in quanto scorretto. A decretare la ragione della studentessa è così arrivata la sentenza della Cassazione. “L’impossibilità di realizzare il male minacciato esclude il reato solo se si tratti di impossibilità assoluta, non quando la minaccia sia idonea ad ingenerare comunque un timore nel soggetto passivo“.

Diritto allo Studio: solo una questione economica?

Postato 1 anno, 11 mesi fa alle 00:20. 2 commenti

Quante volte s’è parlato di diritto allo studio come una “semplice” questione economica… Lo studente si potrebbe vedere negato questo diritto, se non ricevesse un’aiuto economico. Ma siamo veramente sicuri che il problema termini lì? Ci riflettevo l’altro ieri, nella segreteria dell’Università. Quando un docente non sa insegnare la sua disciplina, il diritto allo studio viene rispettato? Il dizionario De Mauro identifica con la parola “studio”, l’ “attività di chi frequenta regolari corsi scolastici e universitari”. Se il significato fosse veramente tutto qui…beh, il problema svanirebbe. Ma a mio avviso il diritto allo studio consiste anche nell’avere la possibilità di farsi insegnare le lezioni, e non apprenderle da soli. Perché se per diritto di studio si intende lo studio per conto proprio, anche il discorso economico, con borse di studio ed Edisu, non avrebbe alcun senso. E’ altresì compreso nel diritto di studio – almeno a mio avviso – anche l’ambito organizzativo. Se un ragazzo ha un problema che vuole risolvere, deve poter avere qualche persona di riferimento che lo aiuti. Il tutor non serve a nulla. E’ utile all’interno della singola facoltà, non nell’Università. Quando sorgono i primi dubbi o problemi si comincia a chiedere a una persona, magari di una segreteria, che prontamente girerà a qualcun altro la competenza. Questa persona che dovrebbe essere competente però non sembra preparata, e così gira a sua volta la responsabilità a qualcun altro. Non ci sarebbe da sorprendersi se si ricominciasse il giro da capo. Mi viene in mente una parte del cartone “Asterix e le dodici fatiche“. Si ha fortuna solo se si trova qualche persona cordiale e disponibile. In questo caso mi ritengo molto fortunato. Per gli studenti con meno fortuna, però, il diritto allo studio viene veramente garantito nell’ambito organizzativo?
Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni in merito.