Ho deciso di iniziare il post di oggi linkando un video che ho trovato su YouTube, che mostra in modo evidente il consumismo che si genera sotto Natale: cliccate qui per vederlo. Natale è la festa cristiana più risentita, forse (purtroppo) proprio a causa di questa trasformazione da evento religioso a consumistico. Al giorno d’oggi non si sta più a pensare alla nascita di Gesù, agli aspetti religiosi, a quanto si può dare per far bene all’umanità. Al giorno d’oggi il regalo par’essere più importante. Fino a qualche decade fa, il regalo di Natale almeno era qualcosa di importante: dimostrava l’affezione e l’attaccamento, agli amici ed ai parenti, ed il buon comportamento durante quell’anno, ai figli. Ora no, non più. Ora il regalo è un comportamento necessario ai fini sociali. Se Marcel Mauss fosse ancora tra noi, vedrebbe il realizzarsi delle sue teorie quasi sessant’anni dopo la sua morte, alla faccia di tutti quelli che l’hanno criticato. Perché sì, aveva ragione, anche se le sue teorie erano molto più semplicistiche. “Il dono implica una forte dose di libertà. È vero che c’è l’obbligo di restituire, ma modi e tempi non sono rigidi e in ogni caso si tratta di un obbligo morale, non perseguibile per legge, né sanzionabile. Il valore del dono sta nell’assenza di garanzie da parte del donatore. Un’assenza che presuppone una grande fiducia negli altri” (cit. Wikipedia). Ovviamente è impensabile al giorno d’oggi credere che le relazioni siano alla base della sociabilità, però la definizione di dono mi pare veramente azzeccata.
Dopo tutto, noi, siamo la società che spende, spende, spende. Anche se le banche crollano e i nostri risparmi svaniscono nel nulla, noi spendiamo. Siamo quelli che hanno cambiato il colore del vestito di Babbo Natale, prima verde, ora rosso dopo le pubblicità inventate dalla Coca Cola. Siamo la generazione di quelli che a Natale non vanno alla messa di mezzanotte perché sono con gli amici a far festa (io ci vado…Ma purtroppo siamo in ben pochi…). Siamo quelli che non sanno nemmeno che Gesù è nato in questo giorno. Siamo quelli che crediamo in religioni non cristiane, o non crediamo affatto, e prima buttiamo o togliamo via i Crocefissi, poi festeggiamo questo evento con tutti i nostri amici cristiani. Siamo quelli che non pensano alla fame che c’è nel mondo. Siamo quelli che mangiano panettone e bevono champagne, non pensando che a qualche chilometro da noi c’è qualcuno che sta morendo di fame. Siamo quelli che si lamentano della propria vita, perché non si ha abbastanza, a proprio avviso. Siamo quelli che se non ricevono il regalo sperato sono tristi. Siamo quelli che credono sia più importante Babbo Natale di Gesù.
In questo periodo adoro ascoltare la canzone di Alicia, “A Natale Puoi”. La musica, almeno, ricorda ancora l’atmosfera che dovrebbe circondare il Natale. Io – come promesso a inizio anno – darò dei soldi in beneficenza. Non so se proprio a Natale o un pochetto dopo. Sono solo alla ricerca di una Onlus affidabile che mi ispiri. Mi piacerebbe adottare un bambino a distanza con i soldi che potrei guadagnare ospitando pubblicità sul mio blog, ma in Italia non lo si può fare (bisognerebbe creare una ditta). Così mi limiterò a dare qualche soldino a chi ne ha più bisogno di me. Perché “è Natale e a Natale si può fare di più”….
p.s. Non sono assolutamente contro il consumismo né contro il gesto del dono. Solo non adoro che questo possa sostituire la vera sostanza del Natale. Io ho fatto il presepe, sarò in Chiesa alla messa di mezzanotte, donerò qualche soldino a una Onlus (qualcuno ha consigli? Sarebbero molto graditi!). Non sarà tanto, ma comunque in questo modo cerco di ricordare la vera essenza del Natale. Ovvio, farò anche io regali ad amici e parenti. Ma non perché so che molto probabilmente li riceverò anche da loro…solo perché mi fa piacere donare loro un po’ di gioia in questo giorno!
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*Marta* |
Già =) Parole Sante!!!!
Purtroppo siamo tutti un pò materialisti ed è triste vedere gente che non riesce nemmeno a valorizzare il Natale se non con regali che più costano e più, secondo loro, sono belli. E’ triste vedere che ci sono persone incapaci di apprezzare le piccolezze, le attenzioni, un bacio, una carezza e che riescono solo a lamentarsi della propria infelicità quando son circondati da situazioni ben peggiori, dove la felicità o un sorriso non sono nemmeno presenti. Certe persone pagherebbero x un sorriso mentre altre pensano all’ultima borsa che è un must per il loro Natale.
Comunque non sei l’unico dei pochi che ancora vanno alla messa di mezzanotte =)
Il consumismo c’è perchè è così che va il mondo e per chi, come noi, a Natale dà importanza a certi valori non resta che fare piccoli grandi gesti che possono fare piacere agli altri e abbandonarsi all’atmosfera natalizia di canzoni come quella di Alicia =)
ps: ti è servita eh sociologia??? (vedi Mauss)
Ciauuu bacioni
Alex |
Ihih ne sai qualcosa di messa di mezzanotte, visto che ci andremo insieme?? =)
Baci!!!
*Marta* |
Ah si??? Non lo sapevo XD ahahahah scherzo!
bacioni giganti
Pietro Serra - Sorso |
Alex, Alex!!!!
Di che ti meravigli? Questo è il frutto della scristianizzazione dell’Italia, così come del resto del mondo.
L’albero di Natale non ha nulla a che fare con noi… Era una tradizione nordica e ce l’abbiamo pure noi a contaminare la nostra tradizione… Anche se nel tuo pezzo non ne hai parlato è bene analizzare più attentamente anche questo aspetto. La scristianizzazione avviene così, tramite l’inquinamento delle culture e noi copiamo gli americani col consumismo, salvo poi crisi economiche… (?)