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Vergognatevi, professori

Posted by Alex on gennaio 15th, 2009 at 12:20 am

Una lettera di uno studente a Il Messaggero segnala la situazione di un liceo di Roma, in cui gli insegnanti hanno deciso di attuare un modo singolare per protestare contro la riforma Gelmini: niente più visite d’istruzione né gite per tutto l’anno scolastico. Come hanno fatto ad organizzare questa forma di protesta? E’ semplicissimo, nessun docente ha dato la disponibilità all’accompagnamento – secondo lo studente che ha denunciato il fatto al quotidiano. Poi il ragazzo si abbandona ad un commento sarcastico, “che grande esempio di autorevolezza e professionalità!”
Ammesso che il fatto segnalato sia veritiero, il problema risulterebbe ben più grave del semplice divertimento che si perde con la gita (oltre all’aspetto culturale che tralascio volutamente).
Il primo aspetto grave è sicuramente la mancata opportunità di socializzazione. Specie nei primi due anni delle scuole superiori, la gita è un importante momento in cui gli studenti hanno modo di conoscersi più a fondo. Da considerare che nell’adolescenza è di vitale importanza riuscire a svilupparsi con serenità, e questo non può avvenire se gli studenti non trovano un ambiente sereno: questa serenità non viene data solo dall’istituto in modo diretto, ma anche dai legami con i propri compagni di classe, i cui rapporti non devono essere ostacolati dalla scuola. Mai.
Il secondo aspetto è la banalità della protesta e la mancanza di provvedimenti nei confronti di chi tiene questi comportamenti. Come si può pensare di continuare a protestare dentro alle scuole con una legge che è già in attuazione? In questi casi mi piace ricorrere a degli esempi equivalenti, perché non sempre tutti riescono a immaginare la scuola come un ambiente serio quale dovrebbe essere. Immaginate una proposta di legge che vada ad apportare delle modifiche alle fabbriche, magari sugli standardi di sicurezza (nel bene o nel male): sindacati e operai comincerebbero subito manifestazioni fuori dai posti di lavoro. La legge passa alle Camere e, anziché smettere, sindacati ed operai continuano le loro proteste dentro alle fabbriche, limitandosi a una certa parte del proprio lavoro e pretendendo lo stipendio pieno. Come potrebbe mai reagire il titolare della fabbrica? Eppure nella scuola non funziona così. Solo perché è un’istituzione pubblica si crede che ognuno al suo interno possa fare quello che vuole. Sbagliato.
Il terzo punto, collegato al secondo, è la strumentalizzazione degli insegnanti. E’ vergognoso che si continui a porta la politica a scuola e venderla agli studenti, ignari di cosa siano destra e sinistra, come pillole di saggezza. Perché per una protesta si può portare la politica in piazza: eticamente ci può ancora ancora stare (io sarei contrario anche a questo); ma non provate a dire che sia giusto portare i propri ideali politici dentro a una scuola, e imporre delle penalizzazioni agli studenti (qual è per loro saltar la gita) per colpa del tale Ministro o del tale Governo.
Nei prossimi giorni approfondirò sicuramente l’argomento, anche per capire se l’allarme è fondato o meno. Quel che abbiamo ora in mano è la denuncia di uno studente dispiaciuto di come vanno le cose nella sua scuola, e già non è poco.

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8 Responses to Vergognatevi, professori

  1.  

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  2. Beh, anche da noi la stessa cosa…ma più che altro protestano per il fatto che vengono pagati poco durante le gite di + giorni..(7€ all’ora…se ricordo bene xD) quindi chi glielo fa fare?
    per esempio la mia prof dovrebbe chiamare una baby sitter e alla fine ci rimetterebbe persino soldi xD

    Noi a livello di istituto ci stiamo organizzando per fare una gita accompagnati da professori contrari alla proposta…naturalmente il tutto è extracurricolare e perciò dovremo giustificare, ma poco male ^^

    Quindi in conclusione dico che non è giusto ma bisogna anche capire che nessuno regala niente e non vedo perchè i professori devono prendere due spiccioli, manco fossero delle persone raccattate per strada…

    Spero di non aver sparato castronerie xD

  3. No Fede, non hai sparato castronerie, assolutamente. Il problema degli stipendi c’è ed è attuale (meno professori da pagare meglio, ci consigliano le statistiche Ocse): i professori sono liberissimi infatti di non accompagnare gli studenti in gita. Quello che è grave è che questo avvenga come ripercussione! Parlare di stipendio è sovra partes, perché tocca tanto la destra quanto la sinistra. Parlare della riforma Gelmini che non piace è invece portare la politica a scuola. E questo non va bene! Lo stesso discorso te l’avrei fatto se fosse accaduta la stessa accaduta con Fioroni: non è la destra o la sinistra che mi interessa, ma il messaggio politico che si lancia dentro alle scuole: è questo che non è giusto!
    Tu hai già la tua idea, sei un ragazzo molto preparato, ma pensa ai tuoi compagni che non sanno ancora chi siano Berlusconi e Veltroni. Credi sia giusto spacciar loro come corretta una visione distorta delle cose? Potrebbero concordare, ma non è detto.

  4. Rispondo solo dicendo che ognuno cerca di portare acqua al prorpio mulino..e noi dalle vergini menti (?) siamo dei bocconcini appetibili. Fatto stà che, vuoi per la politica, vuoi per gli stipendi (mi pagano di più a consegnare le pizze d’estate xD)…boh, anche se credo che confrontarsi in classe riguardo temi politici non sia sbagliato, nenache con una professoressa di parte..anzi lo ritengo costruttivo, almeno impariamo a parlare…(poi dipende da caso a caso)

    comunque sia per una volta mi trovo a capire e a condividere (in parte) questa protesta, assolutamente non per un fatto politico, ma per una questione di principio…con queste aspettative come può una mente brillante decidere di dedicarsi all’insegnamento? Mille volte meglio fare altro! E poi rimangono ad insegnare professoresse che non hanno mai fatto un percorso pubblico e anche se precarie rimangono perchè non c’è nessuno che subentra…scusate il mio, per così dire, off topic ma tenevo a puntualizzare 2 cosette xD

  5. D’accordissimo anche sulla prima parte, Fede! Sulla seconda no, invece eheh. Le proteste toccano un po’ tutto, ma non gli stipendi degli insegnanti, che continuano a far la fame come sempre. Per poter dar loro uno stipendio più dignitoso occorrebbe tagliare in modo drastico i posti, e successivamente aumentare i soldi. Per fare questo, però, ci sono vari problemi: il primo è sicuramente la mancanza di meritocrazia. Finchè il sistema si basa sugli anni di insegnamento è impossibile (eticamente) tagliare tanti insegnanti: lo si farebbe nel vuoto, senza sapere a chi si va a togliere la cattedra. Se si cominciasse invece a spingere avanti la meritocrazia, premiando dunque i professori più bravi (e ringiovanendo anche un po’ le cattedre), a quel punto sì, avrebbe senso un bel taglio di insegnanti. E un aumento degli stipendi. Non pensare sia facile, però. Oltre all’iter burocratico-organizzativo, abbiamo i sindacati che polemizzerebbero sui tagli (come possono volere più insegnanti rispetto il resto d’Europa e pagarli come gli altri?! Mah)…

  6. Il fatto è che…come fanno ai piani alti a premiare gli isegnanti bravi? come fanno a sapere che fanno bere il loro dovere? Filmano le lezioni? xD
    Questo è uno dei motivi per il quale secondo me bisogna fare qualcosa di più radicale…una mia professoressa ci ha fatto riflettere su una cosa…i professori sono pagati a ore, si può dire…ma non è che quando tornano a casa non fanno più niente…(correggono, si informano, ecc) o almeno, si spera che lo facciano…quindi bisognerebbe rifare i calcoli…

  7. Per l’università, per esempio, ci si avvale di questionari semplicissimi (proprio con la nuova riforma della Gelmini). Questi questionari non sono molto diversi dalla prova Invalsi che si fa alle superiori (mi pare in prima ed in terza, se non erro): ci sono domande di cultura generale sulle varie discipline che studi per verificare le tue conoscenze a riguardo. In questo modo si verifica la preparazione di tutti gli studenti che hanno come insegnante di storia una certa persona, e così via. Per valutare invece un modello un po’ più complesso (e lontano) di meritocrazia, era uscita una bella chiacchierata a questo link: http://www.alexmenietti.it/2008/06/come-far-valere-la-meritocrazia-tra-i-docenti
    Dai un’occhiata anche ai commenti!
    Spero di aver scritto qualcosa di “comprensibile” perché sono un po’ di fretta… Buon pomeriggio Fede! Tanti saluti!

  8. ma infatti non dovrebbero essere solo le gite scolastiche ad essere bloccate, come hanno fatto in pochi, ma tutto il sistema…dobbaimo bloccare berlummerda ne company…non dovresti sostenerli!