Harvard la migliore Università. Italia fanalino di coda
Postato 1 anno, 6 mesi fa alle 00:20. 5 commenti
E’ Harvard la migliore università al mondo. Questo almeno secondo la classifica annuale stilata dal Times. A seguire ci sono l’università di Yale (Connecticut) e di Cambridge (Gran Bretagna).
Come ormai siamo già abituati, le nostre Università spuntano solo al fondo della classifica: la migliore italiana risulta come sempre Bologna, ma compare alla posizione numero 192. A seguire, ci sono La Sapienza di Roma (205), il Politecnico di Milano (291), Padova (296). Oltre la 300ma posizione si trovano poi Firenze, Pisa e Napoli. Tra le novità, invece, l’uscita della Bocconi di Milano dalle prime 400.
Sulla notizia, è intervenuta anche il Ministro Gelmini: «I risultati danno clamorosamente ragione al Governo. È finita un’epoca, bisogna avere il coraggio di cambiare». I maggiori problemi – a suo avviso – sono strutturali e di sistema, e non hanno a che fare con i finanziamenti. Per fare capire meglio la situazione, fa un paragone con un altro Paese: «L’Italia spende come la Germania eppure ha un sistema universitario peggiore».
Queste classifiche mi lasciano sempre un po’ interdetto: su quali fattori si calcolanio i punti? quanto pesa ciascuno? Bologna migliore del Politecnico di Milano? La Sapienza meglio della Bocconi? A me questa classifica puzza un po’
La classifica viene fatta da sei mila accademici e duemila datori di lavoro pubblico e privato provenienti da tutto il mondo. Ovvio che la classifica può risultare in parte soggettiva (si considerano anche le opinioni degli studenti, che può essere un bene o un male a seconda dei punti di vista): le differenze di poche posizioni non sono penalizzanti. Tuttavia il fatto che la migliore italiana sia intorno alla 200ma posizione è preoccupante. Il fatto che la miglior Università sia quella di Bologna era già uscita anche da altri dati, mi pare quelli dell’Ocse.
Le nostre università e le nostre scuole sono così schifose? Sicuri?
Allora perché gli atenei stranieri (Harvard, Yale, MIT, Oxford, Cambridge… ecc…) sono pieni di professori e ricercatori italiani?!?
Riflettiamo un po’. Se ci pensiamo il giudizio va in parte corretto.
In Italia non è tanto la formazione pre-laurea il problema, tant’è che “esportiamo cervelli” uno dietro l’altro, cervelli che vanno a fare il PhD e ricerca proprio nelle blasonate università angloamericane. Il punto critico è il post-laurea, vale a dire la valorizzazione di quei cervelli come ricercatori e docenti o come lavoratori. Qui sta il difetto del sistema.
Quindi attenzione: la scuola e l’università italiane non sono generalmente di pessima qualità quanto alla preparazione dei cervelli, ma fanno schifo quanto alla loro valorizzazione e inserimento in un contesto produttivo e culturale.
Comunque la Gelmini ha poco da parlare, visto COME è diventata avvocato. Proprio lei…… Un po’ di pudore non guasterebbe.
ovvio dire che concordo con alepuzio, e non è solo il suo avatar a rendermelo simpatico.
Princeton a che posto sta ?