In merito all’articolo che ho scritto ieri sul Crocefisso che veniva tolto dalla parete di un’aula da un professore, sempre nella giornata di ieri ho provveduto ad intervistare per Skuola.net il Dirigente Scolastico dell’Istituto di Terni in cui sono accaduti i fatti ed il sindacato Cobas, che ha manifestato al fianco del professore “ateo”.
Intervista al Dirigente Scolastico, prof. Giuseppe Metastasio.
Cosa ne pensa di questa vicenda?
Innanzitutto la notizia non è “nuova”, in quanto l’episodio si ripete dall’inizio dell’anno. Sta di fatto che dall’inizio dell’anno c’è il ripetersi di questo comportamento da parte del docente, che sta proseguendo ancora anche in questi giorni. Oggi finalmente verrà ascoltato dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e probabilmente verranno presi provvedimenti disciplinari nei suoi confronti.
Se non sbaglio sono stati gli studenti a segnalarle questo episodio…
Sì ed è mio dovere tutelarli, come d’altra parte anche i lavoratori. La scuola ha al centro del servizio proprio gli studenti, che sono i fruitori del servizio. Stanno crescendo, tra l’altro fanno terza e quindi sono minorenni: un’imposizione nei loro confronti è grave.
Intervista a Nicola Giua dei Cobas.
Come giudica la vicenda?
Assurda. La vicenda è veramente assurda non solo per il fatto della polemica sul Crocefisso, ma anche per una serie di episodi accaduti dentro la scuola.
Si spieghi meglio.
Oltre all’episodio che è ormai noto a tutti, sono state svolte alcune riunioni in cui non per tutti è stato possibile intervenire. La volontà del Crocefisso in quell’aula, secondo noi, è stata indotta non dagli studenti ma da qualcun altro. Tutto è nato a fine settembre, quando due ragazzi del terzo anno hanno portato a scuola il simbolo religioso: da questa loro azione è nata una discussione tra loro ed il prof. Coppoli. Al termine di questo dibattito sono scesi a un compromesso: gli studenti erano liberi di tenerlo appeso, ma il professore l’avrebbe tolto dal muro ogni volta che avrebbe avuto lezione, perchè altrimenti l’avrebbe vissuto in modo problematico.
Quindi Lei dice che il professore avrebbe problemi ad insegnare con il Crocefisso appeso…
Esatto, il Crocefisso lo vive problematicamente. E’ dichiaratamente ateo lui, ma io che sono cattolico praticante mi sento di condividere la sua posizione. Siamo in uno stato laico.
Lo Stato prevede però anche che gli studenti debbano crescere non solo sotto il profilo formativo, ma anche sotto quello umano e culturale…
Il professore ha problemi etico-religiosi nel vedere quel simbolo appeso, e dal momento che lo Stato è laico ha diritto ad essere tutelato. Ripeto, secondo noi la volontà di appendere il Crocefisso è stata indotta da qualcun altro.
Un’ultima domanda: al centro della scuola – secondo Lei – ci sono gli studenti o i professori?
Tutti sono al centro della scuola, non solo queste due categorie. Certo è che senza studenti la scuola non esisterebbe…
Le foto non hanno nulla a che fare con il professore in questione né con la suddetta scuola.
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Furio DETTI |
Il prof ha fatto benissimo a togliere il crocefisso: lo stato è laico. La scuola pubblica pure. Solo che in Italia il papa, ma soprattutto i politici, si dimenticano che il potere temporale dei papi è finito nel 1871, dopo essere andato in crisi già dal XVIII secolo.