Gli "impresentabili" alle elezioni
Postato 1 anno, 3 mesi fa alle 11:24. 4 commenti
Moltissimi giornalisti e personaggi notoriamente irriverenti hanno fatto la gara a chi pubblicava la più lunga lista dei candidati “impresentabili” per queste elezioni europee. C’è chi se la prende con Mastella, con De Mita o con Emanuele Filiberto (che principe non è). La lista è molto lunga, in realtà, ma il mio obiettivo non è quello di pubblicare anche qui tutti i nomi, ma bensì di ragionarci su.
Quello che nessuno ha detto è che questi non sono affatto candidati “impresentabili”. Son personaggi che molti si augurano non vengano eletti, io in primis, ma che è giusto vengano candidati, ne hanno tutto il diritto. Non è vergognoso che qualcuno voglia prendere voti tramite loro, fa parte del gioco. Il problema nasce infatti dal momento in cui migliaia di persone crederanno di potersi fare rappresentare da un ballerino famoso per le sue discendenze, anziché da chi la politica la fa da una vita in modo corretto. Perché se è vero che rimaniamo perplessi a vedere tanti personaggi di dubbio valore in politica (magari non tutti poi, chissà), è anche vero che se questi finissero per rappresentarci sarà solo merito, o colpa, di chi li voterà. E non si può quindi far altro che condannare il fatto che noi italiani siamo un popolo di “tontoloni” seduti davanti alla televisione, che si incantano a guardare il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi, anziché uscire di casa e rendersi conto di cosa i nostri amministratori locali stanno facendo per noi, cercando magari di contribuire anche in modo attivo. Se fosse diversamente, nessuno avrebbe mai candidato queste persone.
Tuttavia c’è da fare i complimenti alla Lega Nord, per meriti che vengono riconosciuti all’unanimità da tutto il mondo politico: il Carroccio è l’unico partito che candida persone vere, che sono cresciute politicamente nelle amministrazioni locali e che così non solo sono preparate ad affrontare candidature più importanti, ma sanno anche i problemi della gente, quelli che spesso vengono trascurati a Roma ed a Strasburgo.
