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	<title>Commenti a: Ancora sul Crocefisso</title>
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		<title>Di: Alex</title>
		<link>http://www.alexmenietti.it/2009/11/ancora-sul-crocefisso/comment-page-1/#comment-1518</link>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 08:47:32 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie mille Sara! Buona giornata, invece, a te, data l&#039;ora odierna!</description>
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		<title>Di: Sara</title>
		<link>http://www.alexmenietti.it/2009/11/ancora-sul-crocefisso/comment-page-1/#comment-1517</link>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 18:55:21 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Alex, direi che la metafora del tuo amico illustra perfettamente il concetto di fondo, senza dover aggiungere molto altro. E fa anche decisamente riflettere. Aspetto il tuo prossimo post, per il resto complimentoni e, data l&#039;ora, buona serata!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Alex, direi che la metafora del tuo amico illustra perfettamente il concetto di fondo, senza dover aggiungere molto altro. E fa anche decisamente riflettere. Aspetto il tuo prossimo post, per il resto complimentoni e, data l&#8217;ora, buona serata!</p>
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		<title>Di: Alex</title>
		<link>http://www.alexmenietti.it/2009/11/ancora-sul-crocefisso/comment-page-1/#comment-1516</link>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:28:53 +0000</pubDate>
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		<description>Sara, certo che mi ricordo di te! Ovvio, non come ti avessi vista ieri, però...
Ho apprezzato tanto il tuo commento: il tuo è un po&#039; il pensiero che aveva anche Oriana Fallaci, solo che lei in Dio era sicura di non credere. Io non metto in dubbio che il simbolo possa non essere apprezzato - dal punto di vista religioso - da tutti. Ma perché non apprezzarlo per quello che rappresenta? Un mio caro amico, che si era candidato alle elezioni provinciali di quest&#039;anno nel collegio di Ivrea, commenta questa vicenda con una metafora molto interessante: &lt;i&gt;&quot;Essere vegetariani non dà diritto ad abolire la carne dalle nostre tavole&quot;&lt;/i&gt;. Per quanto lontana da questa vicenda, questa frase mi sta facendo riflettere già da qualche giorno.
Se riesco già in giornata preparo un altro post per dimostrare quanto il Cattolicesimo sia nella nostra cultura e nella nostra società, volenti o nolenti. E non può essere una sentenza europea a cambiarlo, in questo caso.
Grazie di leggermi e di aver commentato!! Buona giornata, Sara!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sara, certo che mi ricordo di te! Ovvio, non come ti avessi vista ieri, però&#8230;<br />
Ho apprezzato tanto il tuo commento: il tuo è un po&#8217; il pensiero che aveva anche Oriana Fallaci, solo che lei in Dio era sicura di non credere. Io non metto in dubbio che il simbolo possa non essere apprezzato &#8211; dal punto di vista religioso &#8211; da tutti. Ma perché non apprezzarlo per quello che rappresenta? Un mio caro amico, che si era candidato alle elezioni provinciali di quest&#8217;anno nel collegio di Ivrea, commenta questa vicenda con una metafora molto interessante: <i>&#8220;Essere vegetariani non dà diritto ad abolire la carne dalle nostre tavole&#8221;</i>. Per quanto lontana da questa vicenda, questa frase mi sta facendo riflettere già da qualche giorno.<br />
Se riesco già in giornata preparo un altro post per dimostrare quanto il Cattolicesimo sia nella nostra cultura e nella nostra società, volenti o nolenti. E non può essere una sentenza europea a cambiarlo, in questo caso.<br />
Grazie di leggermi e di aver commentato!! Buona giornata, Sara!</p>
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		<title>Di: Sara</title>
		<link>http://www.alexmenietti.it/2009/11/ancora-sul-crocefisso/comment-page-1/#comment-1515</link>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 08:48:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Alex, per prima cosa mi presento: sono tua cugina e ci sono ampie probabilità che tu ti ricordi pochissimo di me. Leggo da un po&#039; il tuo blog, e oggi intervengo con un piccolo commento, non necessariamente interessante. Trovo curioso il fatto che, come dimostra anche il commento di Ermes, si tenda ad attribuire la responsabilità di un&#039;iniziativa di questo tipo alla presenza nelle aule scolastiche di studenti stranieri appartenenti a religioni diverse dalla nostra. Quando ho cominciato ad andare a scuola io (era l&#039;oramai lontano 1987) ogni mattina la maestra faceva recitare all&#039;intera classe una preghiera. Giusto o sbagliato? All&#039;epoca era semplicemente normale. Alle medie il crocefisso era una presenza discreta e costante. Lo stesso al liceo. E se alle elementari ed alle medie il legame di noi studenti alla fede era più forte per ovvie ragioni, legate al percorso catechistico, legate alla tradizione, in quegli anni ancora forte, al liceo questa regola non era più valida. Molti di noi studenti avevano ormai raggiunto un distacco rispetto ad una religione percepita come anacronistica rispetto ai tempi ed alle consuetudini di adolescenti che cercavano di diventare adulti. Ma nessuno si è mai sentito disturbato dalla presenza di un crocefisso. C&#039;è sempre stata la consapevolezza di un simbolo che aveva ed ha dei significati che, come giustamente sottolinei, afferiscono anche ad un contesto civico e non solamente ad un contesto religioso. Quello che accade oggi, con la sentenza della Corte Europea e soprattutto con tutte le polemiche di coloro che richiedono a gran voce l&#039;eliminazione dei crocefissi dalle aule scolastiche è grave non tanto per il fatto che si voglia eliminare un simbolo religioso, quanto per il fatto che si voglia eliminare un simbolo che, nel bene e nel male, ha accompagnato la storia del nostro paese e da molto tempo prima che diventasse realmente uno stato. Esistono simboli e tradizioni che costruiscono un&#039;identità. Poi ognuno è libero di credere o di non credere, di essere cattolico, ateo, di avere un&#039;altra fede. Non è questo il punto. L&#039;identità di un paese si costruisce anche attraverso simboli che affondano le proprie radici in un passato più o meno lontano. Perdere quei simboli significa perdere la propria identità collettiva. E&#039; molto grave il fatto che a chiedere questo non siano tanto &quot;stranieri&quot;(certo, può accadere, ed allora è giusto fare appello al rispetto che è comunque dovuto alle tradizioni del paese in cui si sceglie di vivere) ma italiani. E&#039; un sintomo grave di perdita di identità collettiva. E&#039; il motivo per cui la consapevolezza di essere parte di un popolo rischia di morire. Ed è il motivo per cui concordo con te, anche se non sono una cattolica praticante, anche se la mia fede non viene coltivata da parecchio: perchè quel simbolo è parte della mia cultura, della mia tradizione, del mio essere nata in questo paese. Non penso che la presenza in un&#039;aula scolastica di un simbolo che ricordi qualcuno che ha detto &quot;ama il prossimo tuo come te stesso&quot; possa essere deleterio. Forse dovremmo tutti ripartire da questo: dal rispetto e dalla fratellanza, anche un po&#039; orgogliosi delle proprie tradizioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Alex, per prima cosa mi presento: sono tua cugina e ci sono ampie probabilità che tu ti ricordi pochissimo di me. Leggo da un po&#8217; il tuo blog, e oggi intervengo con un piccolo commento, non necessariamente interessante. Trovo curioso il fatto che, come dimostra anche il commento di Ermes, si tenda ad attribuire la responsabilità di un&#8217;iniziativa di questo tipo alla presenza nelle aule scolastiche di studenti stranieri appartenenti a religioni diverse dalla nostra. Quando ho cominciato ad andare a scuola io (era l&#8217;oramai lontano 1987) ogni mattina la maestra faceva recitare all&#8217;intera classe una preghiera. Giusto o sbagliato? All&#8217;epoca era semplicemente normale. Alle medie il crocefisso era una presenza discreta e costante. Lo stesso al liceo. E se alle elementari ed alle medie il legame di noi studenti alla fede era più forte per ovvie ragioni, legate al percorso catechistico, legate alla tradizione, in quegli anni ancora forte, al liceo questa regola non era più valida. Molti di noi studenti avevano ormai raggiunto un distacco rispetto ad una religione percepita come anacronistica rispetto ai tempi ed alle consuetudini di adolescenti che cercavano di diventare adulti. Ma nessuno si è mai sentito disturbato dalla presenza di un crocefisso. C&#8217;è sempre stata la consapevolezza di un simbolo che aveva ed ha dei significati che, come giustamente sottolinei, afferiscono anche ad un contesto civico e non solamente ad un contesto religioso. Quello che accade oggi, con la sentenza della Corte Europea e soprattutto con tutte le polemiche di coloro che richiedono a gran voce l&#8217;eliminazione dei crocefissi dalle aule scolastiche è grave non tanto per il fatto che si voglia eliminare un simbolo religioso, quanto per il fatto che si voglia eliminare un simbolo che, nel bene e nel male, ha accompagnato la storia del nostro paese e da molto tempo prima che diventasse realmente uno stato. Esistono simboli e tradizioni che costruiscono un&#8217;identità. Poi ognuno è libero di credere o di non credere, di essere cattolico, ateo, di avere un&#8217;altra fede. Non è questo il punto. L&#8217;identità di un paese si costruisce anche attraverso simboli che affondano le proprie radici in un passato più o meno lontano. Perdere quei simboli significa perdere la propria identità collettiva. E&#8217; molto grave il fatto che a chiedere questo non siano tanto &#8220;stranieri&#8221;(certo, può accadere, ed allora è giusto fare appello al rispetto che è comunque dovuto alle tradizioni del paese in cui si sceglie di vivere) ma italiani. E&#8217; un sintomo grave di perdita di identità collettiva. E&#8217; il motivo per cui la consapevolezza di essere parte di un popolo rischia di morire. Ed è il motivo per cui concordo con te, anche se non sono una cattolica praticante, anche se la mia fede non viene coltivata da parecchio: perchè quel simbolo è parte della mia cultura, della mia tradizione, del mio essere nata in questo paese. Non penso che la presenza in un&#8217;aula scolastica di un simbolo che ricordi qualcuno che ha detto &#8220;ama il prossimo tuo come te stesso&#8221; possa essere deleterio. Forse dovremmo tutti ripartire da questo: dal rispetto e dalla fratellanza, anche un po&#8217; orgogliosi delle proprie tradizioni.</p>
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		<title>Di: Alex</title>
		<link>http://www.alexmenietti.it/2009/11/ancora-sul-crocefisso/comment-page-1/#comment-1514</link>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:15:47 +0000</pubDate>
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		<description>Ermes per esperienza personale ti posso assicurare che moltissimi di questi casi sono dovuti a nostri connazionali, evidentemente privi di valori o di buon senso. Nel 2005 s&#039;era parlato di alcune scuole elementari che avevano cambiato i canti natalizi per togliere le parole riguardanti il Natale, festività appartenente alla nostra confessione. O, altro scandalo tutto italiano, i presepi e appunto i Crocefissi negati perché...non si sa!
A mio avviso è a partire da questi nostri connazionali che deve partire l&#039;analisi, spostandosi poi anche verso tutti gli stranieri (europei compresi, visto che questa era finlandese).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ermes per esperienza personale ti posso assicurare che moltissimi di questi casi sono dovuti a nostri connazionali, evidentemente privi di valori o di buon senso. Nel 2005 s&#8217;era parlato di alcune scuole elementari che avevano cambiato i canti natalizi per togliere le parole riguardanti il Natale, festività appartenente alla nostra confessione. O, altro scandalo tutto italiano, i presepi e appunto i Crocefissi negati perché&#8230;non si sa!<br />
A mio avviso è a partire da questi nostri connazionali che deve partire l&#8217;analisi, spostandosi poi anche verso tutti gli stranieri (europei compresi, visto che questa era finlandese).</p>
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		<title>Di: Ermes</title>
		<link>http://www.alexmenietti.it/2009/11/ancora-sul-crocefisso/comment-page-1/#comment-1513</link>
		<dc:creator>Ermes</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:11:52 +0000</pubDate>
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		<description>Comunque non mi sembre normale il fatto che la maggior parte di questo problema è dovuto a gli stranieri che vengono nel nostro paese e vogliono venire a comandare. E come se noi andiamo nel loro paese e facciamo la stessa cosa xo a differenza nostra gli altri se ne fregano anche perche ognuno deve rispettare le usanze e le credenze del posto ma ovviamente tutto ciò non avviene in Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque non mi sembre normale il fatto che la maggior parte di questo problema è dovuto a gli stranieri che vengono nel nostro paese e vogliono venire a comandare. E come se noi andiamo nel loro paese e facciamo la stessa cosa xo a differenza nostra gli altri se ne fregano anche perche ognuno deve rispettare le usanze e le credenze del posto ma ovviamente tutto ciò non avviene in Italia.</p>
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