gen 12 2010
Far conoscere la battaglia delle arance “all over the world”
Quando è partito questo esperimento con Christian Fiore, ve l’assicuro, non pensavo fosse così facile. Diffondere maggiormente la battaglia delle arance del Carnevale di Ivrea in tutta Italia e, possibilmente, anche all’estero.
Il motivo che ci ha spinti ad organizzare questa iniziativa, essenzialmente, è uno. Il Comune fa forse un po’ di fatica a diffondere istituzionalmente l’evento, lo dimostrano i zero euro spesi nel 2009 per manifestazioni e servizi turistici; il Comitato / Fondazione del Carnevale fa il possibile, ma se tra gli aderenti non c’è qualcuno con competenze informatiche particolarmente generoso, tutta l’attività da svolgere va pagata a qualche specialista. E allora chi può provare a dare una mano nella promozione di un evento tanto importante per il nostro territorio? Semplice, noi cittadini. Ed eccomi in prima linea insieme all’attivissimo Christian Fiore.
Probabilmente non tutti han dato il giusto peso alle parole che ho scritto. Ho parlato di “esperimento”, definendo questa nostra iniziativa. La parola non è affatto casuale. Onestamente non mi aspettavo, nè ci aspettavamo, tanto eco. Abbiamo iniziato creando una pagina su Facebook: in pochi giorni abbiamo superato i settemila “fans”. Abbiamo creato due pagine sui nostri rispettivi blog, invitando la blogosfera a fare altrettanto: in poche ore i primi siti cominciano a rilanciare le origini del nostro Carnevale. Abbiamo creato anche dei volantini di pubblicità, scaricabili e stampabili. Vi sembrerà strano, ma decine di persone ce li han chiesti per pubblicizzare la nostra battaglia in diverse zone d’Italia. Li stanno distribuendo gratis, senza prendere un centesimo da nessuno. Per motivi di lunghezza non posso riportare tutti i loro nomi, ma vi invito a leggerli e a riportarli ovunque questi volontari: li trovate sulla pagina FB.
Siamo già stati contattati sia dalla Fondazione, con cui presto ci incontreremo per una piacevole chiacchierata, che da alcuni giornalisti, alcuni locali ed alcuni addirittura esteri. Sembrano tutti sorpresi da quanto sia stato facile muovere gli eporediesi in questa campagna pubblicitaria organizzata senza un centesimo, ma solo con tanta forza di volontà e con tanto amore per il Carnevale.
L’esperimento che avevamo deciso di provare sta funzionando. Da qui a un mese cercheremo di moltiplicare i contatti con le persone, di dare le informazioni a loro necessarie. Intanto non posso che invitare tutti a iscriversi nel gruppo Facebook, disponibile cliccando qui o di guardare lo “Speciale Carnevale di Ivrea” che ho creato a questa pagina.
Buona lettura, e viva ‘l carlevé!
| Se ti è piaciuto l'articolo puoi iscriverti ai feed rss del blog per leggerli comodamente nel tuo browser o nel tuo aggregatore preferito. Clicca qui per iscriverti!Se preferisci, per non perderti mai nessuna notizia, puoi invece iscriverti alla newsletter: riceverai così una mail ogni volta che verrà pubblicato un articolo. In tal caso completa il modulo qui sotto e clicca su "Iscriviti!". |






12 gennaio 2010, ore 22:47
Ciao Alex!
Non ho parole di fronte a tutta questa ‘popolarità’ ottenuta quasi per gioco. Il nostro attivismo ottiene il miglior ripago con l’adesione di migliaia di cittadini del mondo, distribuendo volantini a costo zero, e condividendo link e quant’altro.
GREAT
5 febbraio 2010, ore 13:51
a me pare che non sia una buona idea…

per una ragione di spazi…
Ivrea è una città piccola, sostanzialmente senza servizi e senza accoglienza adeguata per un numero eccessivo di persone
ricordate che per gli aranceri e per il Corteo le difficoltà più grosse si incontrano quamdo c’è troppa gente…
pensateci su
Roberto
P.s.
anche perchè se capita un incidente a causa del sovraffollamento, un incidente grave ovviamente, una possibile conseguenza potrebbe essere quella di chiudere il centro storico alla battaglia delle arance…
6 febbraio 2010, ore 10:16
Se non cerchiamo di sfruttare il Carnevale a dovere, siamo una città senza futuro. Ivrea non ha più nulla, può giusto sperare di approfittare del Carnevale per evolvere un po’ tutto quello che sta intorno al turismo: però come hai notato anche tu (”senza servizi e senza accoglienza adeguata”) molte sono le responsabilità di chi amministra la città. Tuttavia non ho voluto addentrarmi in questo tema per il semplice motivo che dobbiamo stare tutti insieme, senza divisioni, almeno in questi pochi giorni all’anno.
P.s. è un’ipotesi tua quella che evidenzi.
6 febbraio 2010, ore 16:44
Carnevale d’Ivrea, battaglia di arance, guerra di arance e morti di fame: “cultura” o vergogna? Interesse culturale? Riconosciuto a livello ufficiale? Grande Festa Civica? Rievocazione della ribellione popolare alla tirannia? O crimine contro l’umanità? Se quello miliardo di persone con fame avesse la possibilità di vedere in Internet questo spetttacolo che penserebbe d’Italia? “Far conoscere la battaglia delle arance “all over the world”… Diffondere maggiormente la battaglia delle arance del Carnevale di Ivrea in tutta Italia e, possibilmente, anche all’estero.” Gloria o vergogna?
7 febbraio 2010, ore 11:18
A Neo-Macchiavelli!!
il carnevale d’ivrea un crimine contro l’umanità??? il problema di diffondere il carenvale all over the world, potrebbe essere solo un problema logistico, che forse con un accurato studio e maggiori servizi potrebbe essere risolto. Questo carnevale è ricco di tradizione, di spirito di libertà e di fratellanza. Ho visto tante persone scettiche riguardo alla battaglia, venire a vederla per curiosità e rimanere estasiati e finireper rimanere coinvolti loro malgrado in questa aria di festa e di unione. E’ un mese che la città si prepara a carnevale è in tutto questo tempo si avverte l’attesa, la fibirllazione, si guardano le bandiere sventolare al vento e si inizia a sentire un brivido, qualcosa che ti passa dentro e ti unisce a tutti i secoli di storia della città. I gusti sono gusti, quindi è lecito che a qualcuno questo carnevale non piaccia, ma dire che sia un crimine contro l’umanità o una vergogna per litalia questo troppo. A mio avviso in giro per l’Italia e per il mondo ci sono scempi, vergogne e crimini molto più gravi, di una città che da secoli, festeggia la propria libertà ed il carnevale.
Saluti
Fania
7 febbraio 2010, ore 11:19
Condannare la Battaglia delle Arance come uno spreco di cibo, ecco la più comune delle tesi di chi parla senza informarsi prima (nella migliore delle ipotesi) o ammantato di una falsa aura di salvatore del mondo (nella peggiore).
Le arance utilizzate nel Carnevale -non ci stancheremo mai di ripeterlo- sono state regolarmente acquistate, e spesso in quel surplus di produzioni alimentari che solitamente restano a marcire nei campi, nei frutteti, nei vigneti. Chi non ha mai visto campi di angurie coltivate ma poi lasciate a marcire tutta l’estate, perchè per normative varie (della comunità europea) o per semplici ragioni di profitto (a volte, se il prezzo è troppo basso, raccogliere e spedire la frutta costa più di quanto ci si guadagni) i proprietari non danno inizio ai lavori di raccolta?
Ecco, vediamola così: invece, solo GRAZIE al Carnevale di Ivrea, l’economia gira un po’ di più e anche della frutta che non sarebbe finita sul mercato viene utilizzata. E magari raccolta proprio da immigrati, che con le loro rimesse mandano un po’ di soldi e quindi cibo a “quello miliardo di persone con fame”.
Detto questo, spero che chiunque si permetta simili arringhe non prenda mai l’auto, non lasci mai un avanzo al cenone di Natale (anche quest’anno, anche con la crisi, con gli avanzi dei cenoni di tutta Italia pare che ci mangiasse un paese africano per mesi), ricicli tutto, ecc.
7 febbraio 2010, ore 11:20
…e mi scuso se sono andato tremendamente OT, non avendo parlato minimamente della diffusione “all over the world” del Carnevale più bello del mondo.
Saluti da Istanbul (quest’anno lo salto per la prima volta da quando tiro!),
Lorenzo.
7 febbraio 2010, ore 11:26
per neo machiavelli:
la tua ignoranza e’ l’unica vergogna!!!!!!
7 febbraio 2010, ore 13:56
concordo con Lorenzo, molte delle persone che ho conosciuto da quando mi sono trasferita a Torino per studio (e sottolineo Torino, che non reputo abbastanza distante da non aver mai sentito parlare del Carnevale d’Ivrea, se non altro per i servizi “scandalosi” di Bianco al Tg regionale)ho conosciuto molte persone che, appena scoprivano che ero di Ivrea cominciavano a parlarmi male del nostro carnevale senza averlo mai neanche visto.
La prima motivazione che mi viene spesso data è proprio lo spreco delle arance, ora vi informo che, oltre alle quote latte diventate famosissime, l’UE ha istituito il sitema quote anche per altri prodotti alimentari; grazie a qusto sistema siamo costretti ad importare (in questo caso arance) dall’estero e mandare al macero quelle sovraprodotte. Grazie al carnevale gli agricoltori vengono pagati per fornirci le arance al posto di pagare di tasca loro per smaltirle.
Per quanto riguarda il problema dell’affollamento (detto da una spettatrice) i problemi maggiori secondo me sono dati da alcune persone (spesso del posto) che si credono superiori agli altri e spintonano senza rispettare la coda o si buttano sotto il carro della mugnaia per avere la mimosa a tutti i costi intralciando così il corteo.
maggiore civiltà in tutti eviterebbe molti rischi.
7 febbraio 2010, ore 22:09
La gente muore ogni santo giorno di fame, nel silenzio di ricchi borghesi che si divertono a fare la parte benefattori, ma questo non è prorpio l’esempio d’Ivrea per diversi motivi. Il primo fra tutti, come hai messo in risalto te, è quello dello spreco delle arance che… attenzione attenzione .. andrebbero comunque BUTTATE DA CHE SONO GLI SCARTI NON COMMERCIABILIZZABILI. Punto secondo,la figura dell’Italia nel Mondo, bhè allora che dire della Tomatigna in Spagna o del 4 luglio in America?! Tutti i Paesi se li guardi con l’occhio rigido di un povero bacchettone non ne escono bene.
Nessuno è Santo e nessuno è Eroe. Siamo tutti persone comuni che cercano di mantenere vive le loro tradizioni.
13 febbraio 2010, ore 15:11
Bellissimo messaggio Nina!
E bell’osservazione, Silvia. A quello – a esser sincero – non ci avevo pensato (mi riferisco alle quote).
W il carlevè!