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Perché credo che la manovra Monti potesse essere migliore

Posted by Alex on dicembre 29th, 2011 at 10:55 pm

Nella canzone “Come fai” di Giuseppe Povia si parla di come i politici siano dei pupazzi che, in un modo o nell’altro, fanno (devono fare?) gli interessi di chi comanda l’economia, le banche. Non voglio che questo sia il solito post superficiale contro tutti, contro la politica, contro i poteri forti. Non è nel mio stile, e non è nel mio interesse.

Tuttavia con il Governo Monti si hanno al Governo uomini che arrivano dalle banche, che hanno in mano il sistema economico italiano ed europeo. Ho già difeso la nomina di Mario Monti come Premier – dal punto di vista etico-legislativo – in un post del 21 novembre (vedi qui). Vorrei entrare quindi nel merito delle due fasi previste da Monti per esprimere le mie opinioni.

Fase zero. Innanzitutto l’economia del nostro Paese si basa(va) sulle piccole e medie imprese. Piccole e medie imprese che hanno risentito fortemente dell’ingresso della Cina in praticamente tutti i mercati, e che hanno spesso dovuto spostarsi verso un mercato più di nicchia con prodotti di qualità (e costi) medio-alti, ma che fino ad ora bene o male ha retto abbastanza bene. Si pensi all’abbigliamento, ai motori, alle ceramiche. L’Italia che produce e che mantiene lo Stato, che ha speso milioni e milioni di euro in inutilità per decenni interi. All’improvviso ci si rende conto che siamo al verde e che il nostro debito è faraonico, così l’Unione Europea mette dei paletti per rientrare solo per quanto riguarda la parte corrente (!!), ma anche quest’impresa fallisce (o semplicemente viene ignorata) e così tutti i media cominciano ad attirare l’attenzione sulla situazione economica italiana. Il mondo della finanza si basa sui rumors e sull’opinione pubblica e, così, ecco che le cose vanno peggiorando. I Btp volano alle stelle, lo spread diventa vertiginoso. La Cina comincia a comprare parte del nostro debito. Un Governo politico non è in grado di prendere misure drastiche che creano scontento tra la popolazione, è necessario un Governo tecnico. Guidato da Monti, uomo fidato dell’Unione Europea. Pronti, via. Si parte.

Fase uno. Tracciabilità a 1.000 €. Se devo comprare un computer devo farlo tramite la banca, non posso comprarlo in contanti. Il che mi costringe ad avere un conto corrente e ad avere ulteriori tasse da parte dello Stato, oltre che a pagare il privato che mi fornisce i servizi bancari. Senza entrare nel merito del signoraggio bancario, che non mi interessa affrontare né ora né qua. Non solo. Il Fisco dal primo gennaio potrà osservare ogni movimento bancario, il che mi crea curiosità sui metodi operativi. Saranno controllate solo aziende e persone fisiche titolari di aziende, o ogni cittadino? E visto che il principio “si è innocenti fino a prova contraria” non sembra essere tra i più apprezzati in ambito tributario e fiscale, se qualcuno venisse a chiedermi da dove ho preso i 300€ che ho messo sul mio conto, che magari mi sono stati regalati per la laurea? Come faccio a spiegarlo, non avendo tracciabilità di quei 300€ ricevuti? E’ una situazione estrema quella che sto presentando, ma pur sempre possibile nell’immaginario attuale.
Sempre con la fase uno è stata introdotta l’Imu (ex Ici), definita “anomalia italiana” dal discorso inaugurale di Monti. Per una volta che abbiamo un pregio arriva qualcuno a rovinarci la favoletta e ci dice che è un’anomalia. Aumentando le tasse si diminuisce la capacità d’acquisto degli italiani e quindi, di conseguenza, si rende più complicata la possibile ripresa economica.
Aumentano le accise sui carburanti, che trasformano le nostre tariffe tra le più alti (o lo sono in assoluto?) di tutta Europa. Ma questa non è un’anomalia italiana (?). Non è un’anomalia nemmeno l’aumento dell’Iva al 23% il prossimo anno, e al 23,5% l’anno successivo. Però intanto il Governo ha deciso che le Authority che abbiamo non bastano, e quindi ne è stata prevista una nuova per i trasporti. Il tempo delle vacche grasse – almeno per qualcuno – forse allora non è ancora proprio finito.
Non mi soffermo sulle pensioni. Ho 23 anni e sono (ancora) uno studente universitario, non arriverò mai alla pensione. Lasciatemi almeno fingere di non esserne interessato.

Fase due. Riformare il catasto. Proprio in Italia, dove l’unico tipo d’investimento interessante per cittadini e stranieri erano gli immobili (se Clooney da Holliwood è venuto a comprar casa a Como un motivo ci sarà pure). Anziché considerare i vani, si considereranno ora i metri quadrati per il valore catastale. Neanche a dirlo si pagherà di più di Imu. Con la solita conseguenza che, con una maggiore tassazione, c’è minore potere d’acquisto. Poi tante parole sul precariato, la disoccupazione e bla bla bla (cit. Barney Stinson). Interessante il fatto che abbia detto esplicitamente che verrà fatto di tutto per evitare tensioni sociali come in Grecia. Effettivamente gli attacchi a Equitalia di queste settimane sono tutt’altro che rassicuranti, ma il fatto che la vicenda cominci ad avere una rilevanza istituzionale vuol dire che probabilmente attira particolari attenzioni.

L’unica fase. Quella mancata. Doveva esserci un taglio dei costi della politica, ma ad ora si è visto ancora ben poco. Sono dell’idea che non siano i parlamentari a cambiare il saldo del bilancio, ma il buon esempio può sempre aiutare, specie in un momento di crisi e di altissima tassazione verso i cittadini. Insieme ai parlamentari sarebbe necessario un netto taglio anche ai costi dei Consiglieri Regionali, che ricevono stipendi non tanto lontani da quelli dei colleghi a Roma. L’albo dei Segretari Comunali andrebbe abolito o quanto meno riformato, e anche qui sarebbero necessari drastici tagli agli stipendi (tendenzialmente tra i 10 e i 20.000€ al mese). Si era partiti bene anche con i farmacisti, grande lobby tutta italiana (non so perché mi adeguo a usare anche io la parola lobby in senso dispregiativo), ma poi si è fatta marcia indietro. Si è parlato delle frequenze tv, ma sembrano state più parole al vento che volontà di far qualcosa, visto che non se n’è detto più niente (c’è chi ipotizza entrate di 8 miliardi di euro se si facesse davvero l’asta!). Un peccato anche il dietrofront sui beni di lusso (barche, auto, aerei), su cui peraltro Crozza fa tanta ironia. Anziché continuare ad aumentare il costo dei carburanti si potrebbero mettere tasse sui vizi: sul porno, sull’alcool, sulle sigarette, sul gioco d’azzardo. Così, quanto meno, non andrebbero a frenare lo sviluppo economico. E poi, pensate, in Danimarca tassano le persone grasse! Ma di occasioni mancate se ne potrebbe parlare per ore. Quello che più mi preoccupa è il rischio che le piccole e medie imprese non riescano a continuare a fare il loro lavoro (son loro che mantengono lo Stato e i servizi pubblici, fondamentalmente) e che la recessione prevista per il prossimo anno sia un punto di non ritorno. L’Italia in una crisi senza via d’uscita. Non si possono chiudere le frontiere ai prodotti importanti, né mettere i dazi in stile anni ’90: la Cina possiede parte del nostro debito (magari possedesse solo il nostro), quindi non possiamo permetterci di darle contro. Anche un’uscita dall’euro ci coglierebbe impreparati, non saremmo in grado di provvedere a noi stessi all’inizio, anche se nel lungo periodo permetterebbe grandi successi con le esportazioni.

Spero non vi aspettaste una soluzione, non da me almeno. Volevo solo condividere il mio pensiero, perché credo sia possibile fare molto di più – e forse anche molto meglio – di quello che sta facendo il Governo (e che comunque nessuno prima ha avuto nemmeno il coraggio di provare a fare). Non so come andrà a finire. Ma ammetto di avere paura.

Maggiori approfondimenti sui siti de Il Sole 24 Ore, TgCom e LeggiOggi: Fase 1 | Fase 2 | Controllo dei Conti Correnti
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