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	<title>Alex Menietti</title>
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		<title>E se #Trenitalia mentisse sui ritardi?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi mi segue su Twitter sa quanto mi diverto (si fa per dire) durante la settimana a pubblicare i ritardi dei treni di Trenitalia su cui viaggio: purtroppo, facendo il pendolare, sono spesso vittima di disagi. Disagi per cui la linea Ivrea-Torino è perennemente al centro del dibattito sui media locali e per cui la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/05/trenitalia.jpg" alt="" title="trenitalia" width="620" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-1613" /></p>
<p>Chi mi segue su Twitter sa quanto mi diverto <em>(si fa per dire)</em> durante la settimana a pubblicare i ritardi dei treni di Trenitalia su cui viaggio: purtroppo, facendo il pendolare, sono spesso vittima di disagi. Disagi per cui la linea Ivrea-Torino è perennemente <a href="http://lasentinella.gelocal.it/cronaca/2012/02/24/news/l-inferno-dei-pendolari-mandateci-le-segnalazioni-1.3217469" target="_blank">al centro del dibattito sui media locali</a> e per cui la Regione la sta tenendo sotto osservazione. Ma quello di cui voglio parlare in questo post è qualcosa di <strong>molto</strong> più importante di qualche semplice ritardo.<br />
<span id="more-1609"></span><br />
Partiamo da una premessa. <strong>La Regione Piemonte elabora periodicamente un indice di puntualità mensile</strong>, che serve a verificare eventuali eccessi di ritardo della compagnia per poter così procedere all&#8217;assegnazione dei rimborsi ai possessori di biglietti e abbonamenti. <strong>Gli studi della Regione</strong>, come precisano <a href="http://www.regione.piemonte.it/trasporti/viaggiaPiemonte/indici.htm" target="_blank">sul sito stesso</a>, <strong>si basano &#8220;sulla banca dati di Trenitalia&#8221;</strong>. Niente di male, verrebbe da pensare.</p>
<p>Quello che fa strano è che guardando la <a href="http://www.trenitalia.com/cms-file/allegati/trenitalia/in_regione/csrPiemonte.pdf" target="_blank">Carta dei Servizi di Trenitalia</a> per il servizio in Piemonte c&#8217;è un dato che emerge che, chi come me viaggia quasi tutti i giorni, farà difficoltà a spiegarsi: nel 2011 il 90,69% dei treni è arrivato al massimo con 5 minuti di ritardo. Se tanto mi dà tanto, dovrei viaggiare in ritardo solo su un treno ogni dieci che prendo. Dunque, fondamentalmente, o il grande disagio che viviamo è dovuto a problemi solo sulla nostra linea, o ci sono problemi solo nelle ore di punta. O&#8230;</p>
<p><strong>O forse il problema è più importante di quello che sembra.</strong> Qualche settimana fa ho cominciato a controllare durante il viaggio il sito di Trenitalia, scoprendo qualcosa di assolutamente inimmaginabile.</p>
<p>Il <strong>19 aprile</strong> ero a Torino Porta Nuova, e avrei dovuto prendere il <strong>treno per Ivrea delle 16.25</strong>. Pian piano il tabellone luminoso assegna i binari a tutti i treni, tranne a quello che aspettavo. All&#8217;ora a cui sarebbe dovuto partire compare poi un ritardo, anziché il binario: 5 minuti, che dopo poco diventeranno 25. Partendo dopo 25 minuti era possibile viaggiare alla stessa ora anche sul Torino &#8211; Milano, facendo il cambio a Chivasso: solitamente questa linea viene privilegiata e i ritardi sono contenuti, così chiedo informazioni sul ritardo al punto d&#8217;assistenza clienti di Trenitalia. Mi spiegano che <strong>il ritardo è dovuto al fatto che &#8220;stava arrivando il treno dal deposito ma s&#8217;è dovuto fermare per cambio di materiale&#8221;</strong> (!!) e mi consigliano di prendere il treno diretto a Milano, che mi farà tornare a casa molto probabilmente prima di quello per Ivrea. Così faccio, e salgo sul treno per Milano.</p>
<p>In effetti il treno è piuttosto puntuale, parte con meno di cinque minuti di ritardo. Il che significa che in linea teoria il treno di Ivrea aspetterà almeno 10 minuti prima di seguirci nello stesso tragitto. Per sicurezza seguo l&#8217;andamento del treno per Ivrea sul sito mobile di Trenitalia: è il n. 24823. Passiamo Settimo, passiamo Brandizzo, e il treno non risulta essere partito. <em>(Una nota per chi non ha mai controllato un treno, per chiarire un dubbio che potrebbe sorgere: il servizio segnala la puntualità a ogni stazione, anche se non fa fermata.)</em> <strong>Poi, appena passato Brandizzo, scopro l&#8217;inimmaginabile: il treno per Ivrea che fino a un attimo prima risultava non essere ancora partito, all&#8217;improvviso, ci aveva superati.</strong> Non perché l&#8217;avessi visto (è impossibile, e comunque non era successo), ma perché sul sito risultava così: <strong>il treno per Ivrea era transitato da Chivasso alle 17.19, con 29 minuti di ritardo</strong>, e l&#8217;arrivo previsto è dunque spostato alle 17.59. Scendo dal treno per Milano a Chivasso cercando la coincidenza per Ivrea (tratta Chivasso-Ivrea) e la voce dell&#8217;altoparlante informa che il treno n. 24823 proveniente da Torino PN e diretto a Ivrea ha un ritardo di 40 minuti: ergo, non è ancora arrivato (se il ritardo era corretto, il treno era partito da una decina di minuti, quindi in quel momento si trovava più o meno a Torino Porta Susa). Salgo sulla mia coincidenza, dopo poco partiamo e io, imperterrito, controllo ancora il ritardo del 24823 sul sito di Trenitalia: &#8220;prima avranno sbagliato a segnare la fermata&#8221;, penso. Nient&#8217;affatto: <strong>se l&#8217;arrivo a Ivrea con il ritardo segnalato sul sito era previsto per le 17.59, il treno &#8211; sempre e solo secondo il sito &#8211; arriva addirittura prima, alle 17.34, in perfetto orario!!</strong> In 15 minuti il treno avrebbe fatto il doppio della tratta che fa solitamente in quel percorso. Nelle immagini qui sotto si possono vedere gli <em>screenshot</em> che ho fatto al sito; ma continuate a leggere sotto, ce ne sono ancora delle belle.</p>
<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/05/24823.jpg" alt="" title="24823" width="620" height="393" class="aligncenter size-full wp-image-1612" /></p>
<p>Da quando è successo quello strano episodio e ho così scoperto il sito mobile di Trenitalia, fortunatamente, ho avuto modo di viaggiare di meno. Ieri però ero di nuovo a lezione e così, alle 18.25, prendo il solito treno per Ivrea, questa volta il n. 24827. Fino a Chivasso va tutto bene, ripartiamo in ritardo (alle 19.15) ma vabbé, dieci minuti di ritardo sono quasi un&#8217;abitudine, va bene così. <strong>Arriviamo fino a Strambino e, all&#8217;improvviso, il treno comincia a fermarsi ogni mezzo chilometro circa</strong>, aspettando minuti e minuti ogni volta che si ferma. Abbiamo ipotizzato che il problema fosse ai passaggi a livello, perché in loro prossimità il treno o si fermava o rallentava a passo d&#8217;uomo. Nessuno ci ha spiegato la ragione del ritardo, per cui sono solo ipotesi. Sta di fatto che il ritardo comincia a farsi consistente e, così, provo a testare nuovamente il sito di Trenitalia. La sorpresa questa volta è ancora più amara. Mentre eravamo ancora fermi nella zona di Strambino (non alla stazione, magari!) <strong>il sito di Trenitalia segnala che il treno 24827 è arrivato alla stazione di Ivrea alle 19.36, con dieci minuti di ritardo. In realtà eravamo solo all&#8217;inizio della nostra lunga attesa a Strambino.</strong> Arriveremo a Ivrea dopo oltre un&#8217;altra mezz&#8217;ora, alle 20.09, con un ritardo di ben 43 minuti. Non a caso la coincidenza per Aosta che attende a Ivrea è partita con un altro grande ritardo, come mostrato nella figura sotto: quale motivo, se non attendere il treno per Ivrea? (tra l&#8217;altro sono arrivati nello stesso momento i due treni, quindi anche quello aveva un grande ritardo).</p>
<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/05/248271.jpg" alt="" title="24827" width="620" height="398" class="aligncenter size-full wp-image-1615" /></p>
<p>Quindi anche in questo caso i dati risultanti sul sito di Trenitalia sono errati. Posso dunque cominciare a immaginare che anche altre volte che non ho controllato il sito è stato segnalato l&#8217;arrivo del treno nettamente in anticipo rispetto a quando davvero è arrivato. <strong>E se come detto all&#8217;inizio la Regione Piemonte basa i suoi indici di puntualità sui dati di Trenitalia, non è che questi strani errori che compaiono sul sito fanno quindi risultare puntuali i treni che in realtà arrivano con ritardi spropositati agli occhi di chi vigila sul servizio?</strong></p>
<p><em>Spammo</em> questo post un po&#8217; in giro, sperando che qualcuno sappia darmi una risposta a questa domanda: la Regione Piemonte basa i suoi indici sugli stessi orari che risultano a noi sul sito di Trenitalia, o su altri dati a noi nascosti?</p>
<p>Per chi volesse approfondire il tema, consiglio di leggere la <a href="http://www.trenitalia.com/cms-file/allegati/trenitalia/in_regione/csrPiemonte.pdf" target="_blank">Carta dei Servizi di Trenitalia</a> ed il <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:315:0014:0041:it:PDF" target="_blank">regolamento n. 1371/2007 del Parlamento Europeo</a>.</p>
<p>La foto in cima è stata scattata da <a href="http://www.flickr.com/photos/39514369@N02/6730269929/" target="_blank">atropo8 e pubblicata su Flickr.com</a> con diritti Creative Commons.</p>
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		<title>Ancora sulla raccolta differenziata in Canavese [aggiornato]</title>
		<link>http://www.alexmenietti.it/2012/04/ancora-sulla-raccolta-differenziata-in-canavese/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 09:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Andrate]]></category>
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		<description><![CDATA[Due mesi fa avevo parlato del crollo del -31,1% della plastica differenziata nella zona del Canavese servita dall&#8217;SCS. Il calo è dovuto all&#8217;adozione di bidoni con bocca di conferimento molto più contenuta. Dato che da domani se ne parlerà a livello istituzionale, riporto un po&#8217; delle opinioni che ho raccolto in questi mesi. Sebbene le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/02/plastica.jpg" alt="" /><br />
Due mesi fa avevo parlato del <a href="http://www.alexmenietti.it/2012/02/raccolta-differenziata-in-canavese-la-plastica-crolla-del-31-percento/">crollo del -31,1% della plastica differenziata</a> nella zona del Canavese servita dall&#8217;SCS. Il calo è dovuto all&#8217;adozione di bidoni con bocca di conferimento molto più contenuta.</p>
<p>Dato che <strong>da domani se ne parlerà a livello istituzionale</strong>, riporto un po&#8217; delle opinioni che ho raccolto in questi mesi. <span id="more-1598"></span>Sebbene le opinioni che riporto siano pubbliche, ho preferito comunque coprire foto e nome della persona per tutelarne la riservatezza. Cominciamo da Facebook.</p>
<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/04/opinionidifferenziata.jpg" alt="" title="opinionidifferenziata" width="626" height="593" class="aligncenter size-full wp-image-1599" /></p>
<p>E arriviamo al commento sul mio blog.</p>
<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/04/commentodifferenziata1.jpg" alt="" title="commentodifferenziata" width="626" height="349" class="aligncenter size-full wp-image-1601" /></p>
<p>Un esempio del macchinario a cui si fa riferimento nell&#8217;ultimo commento, è quello che si può trovare nel video che segue.</p>
<p><center><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/YxevVBAeN4s?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p>Penso che alla luce dei dati mostrati nel <a href="http://www.alexmenietti.it/2012/02/raccolta-differenziata-in-canavese-la-plastica-crolla-del-31-percento/">precedente post</a> e recependo anche quelle che sono le opinioni di parte delle persone <em>colpite</em> dalla scelta adottata dall&#8217;Scs, non si possa che aprire un dibattito sul tema.</p>
<p>__________________________</p>
<p><strong><em>Aggiornamento del 27 aprile.</em></strong></p>
<p>Scs ha risposto chiarendo i dati precisi delle impurità presenti nella plastica, giustificando così il calo della stessa differenziata. Nel 2012 dovrà essere mantenuto il livello massimo di impurità del primo semestre 2011 perché possa continuare a ricevere i contributi.</p>
<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/04/IMAG0385.jpg" alt="" title="Impurità nella plastica. Dati Scs" width="620" height="277" class="aligncenter size-full wp-image-1607" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La battaglia delle arance come evento di promozione turistica</title>
		<link>http://www.alexmenietti.it/2012/04/la-battaglia-delle-arance-come-evento-di-promozione-turistica/</link>
		<comments>http://www.alexmenietti.it/2012/04/la-battaglia-delle-arance-come-evento-di-promozione-turistica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 06:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Come mio solito, pubblico anche sul mio blog la presentazione che esporrò nelle prossime ore all&#8217;Università per il corso di City Marketing del prof. Guala. Chi desiderasse maggiori informazioni o il file della presentazione può contattarmi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/04/battaglia.jpg" alt="" title="battaglia" width="620" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-1593" /><br />
Come mio solito, pubblico anche sul mio blog la <strong>presentazione</strong> che esporrò nelle prossime ore all&#8217;Università per il corso di <strong>City Marketing</strong> del prof. Guala.<br />
<span id="more-1592"></span><br />
<center><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12525327" width="595" height="497" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></center></p>
<p>Chi desiderasse maggiori informazioni o il <em>file</em> della presentazione può <a href="http://www.alexmenietti.it/contatti/">contattarmi</a>.</p>
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		<title>Raccolta differenziata in Canavese, la plastica crolla del 31%</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 11:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Andrate]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Comunale Andrate]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra gli ordini del giorno che ho presentato e che discuteremo nel prossimo Consiglio Comunale di Andrate ce n&#8217;è uno che ritengo particolarmente importante, che tratta della plastica differenziata nel Canavese. L&#8217;Scs, l&#8217;azienda che effettua la raccolta differenziata, nel luglio 2010 cambiò i bidoni per la raccolta della plastica, mettendo quelli nuovi &#8220;con bocca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/02/plastica.jpg" alt="" title="plastica" width="620" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-1565" /><br />
Tra gli ordini del giorno che ho presentato e che discuteremo nel prossimo Consiglio Comunale di Andrate ce n&#8217;è uno che ritengo particolarmente importante, che tratta della <strong>plastica differenziata nel Canavese</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>Scs</strong>, l&#8217;azienda che effettua la raccolta differenziata, nel luglio 2010 cambiò i bidoni per la raccolta della plastica, mettendo quelli nuovi &#8220;con bocca di conferimento più contenuta&#8221;, costringendo così la popolazione a buttare via l&#8217;immondizia <em>oggetto per oggetto</em>, senza poter più utilizzare sacchi per raccogliere la differenziata di casa.<span id="more-1563"></span> <strong>Mi sono sempre espresso negativamente in merito</strong>, in quanto non si possono <strong>sempre chiedere sforzi alla gente senza fornire incentivi</strong> e, infatti, le mie obiezioni si sono verificate fondate. Dal primo semestre del 2010 al primo semestre del 2011 <strong>la raccolta differenziata della plastica è calata del 31,1%</strong>.<br />
L&#8217;impegno di anni e anni per insegnare alla popolazione a differenziare e per far comprendere i benefici che derivano dalla differenziazione della plastica si è ridotto di circa un terzo in appena un anno, per una policy decisa dall&#8217;alto per cercare di diminuire le impurità presenti nella differenziata. E poco mi pare che conti a questo punto il fatto che realmente si siano ridotte le impurità, perché a mio avviso il ragionamento di fondo è sbagliato: non credo si possa pensare di diminuire di un terzo la raccolta differenziata solo per diminuire di qualche punto percentuale le impurità. <strong>Sarebbe come chiudere le scuole per evitare il bullismo</strong>, o chiudere i giornali per evitare diffamazioni: il fine non giustifica i mezzi, e per quanto questi esempi siano esagerati, credo che possano fornire qualche spunto di riflessione.</p>
<p>Due sono le domande che mi sono state poste fino ad ora su questa interrogazione, a cui rispondo in questo post perché le ritengo di interesse pubblico: <strong>perché questa interrogazione?</strong> E perché proprio ad Andrate, la cui differenziata pesa poco sul totale dei Comuni coperti dall&#8217;Scs?<br />
Potrei darne diverse di motivazioni. Innanzitutto perché se non caleranno le impurità, la Scs prospetta prossimamente un <strong>aumento delle tariffe di 9€ a persona</strong>. Che in un periodo di <em>stagflation</em> non sono irrilevanti, tutt&#8217;altro. E l&#8217;aumento &#8211; così come è stato previsto &#8211; non differenzierà affatto il Comune più piccolo da quello più grande, e per questo Andrate è al centro della situazione proprio come lo è Ivrea o qualsiasi altro Comune servito dall&#8217;Scs. Ma l&#8217;interrogazione non nasce solo per questo motivo. Nasce anche perché <strong>nessuno sembra essersi allarmato particolarmente di fronte a questi dati</strong>: la notizia del calo del 31% mi pare sia stata accolta con eccessiva indifferenza anche dai giornalisti <em>(categoria alla quale appartengo)</em>, e affrontare l&#8217;argomento in sedi istituzionali non può che agevolare un confronto e un dibattito pubblico sulla questione. Un confronto necessario per esempio per discutere delle policy adottate dall&#8217;azienda, non in modo critico-distruttivo, ma cercando di proporre un clima costruttivo, che stimoli la ricerca di soluzioni magari migliori di quelle adottate fino ad ora. Perché se gli sforzi fatti in diversi anni crollano di un terzo in un solo anno a causa di una politica scelta dall&#8217;azienda <em>(la stessa Scs sul suo notiziario attribuisce il calo ai nuovi bidoni)</em>, credo che questa possa essere messa in discussione. Anzi, <strong>debba essere messa in discussione</strong>. E non credo esista luogo più adatto a discuterne che in Consiglio Comunale.</p>
<p>Per questo nell&#8217;interrogazione abbiamo chiesto &#8211; insieme agli altri ragazzi del gruppo consiliare che rappresentato &#8211; maggiori informazioni al Sindaco su tutto ciò che riguarda la raccolta differenziata della plastica. Per avere maggiori strumenti noi per valutare la situazione e per attirare maggiormente l&#8217;attenzione su una situazione che non merita affatto indifferenza.<br />
Per chi fosse interessato a leggere l&#8217;interrogazione <a href='http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/02/scs.pdf'>clic qui</a>.</p>
<p><em>C&#8217;est la démocratie.</em></p>
<p>Photo &#8220;<a href="http://www.flickr.com/photos/maynard/1432077021/" target="_blank" rel="nofollow">#6620 recycled plastic (PET) bottles</a>&#8221; by Nemo&#8217;s great uncle from Flickr.com with Creative Commons rights.</p>
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		</item>
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		<title>Ecco chi potrebbe vincere il Festival di Sanremo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul fatto che le major siano in crisi non c&#8217;è dubbio. Se i cantanti americani riescono bene o male ad ammortizzare i costi diffondendo la propria musica in tutto il mondo, per i cantanti italiani affidati alle major non è altrettanto semplice, e la dimostrazione arriva dal continuo emergere (e sparire) di cantanti nati dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/02/ariston.jpg" alt="" title="ariston" width="620" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-1556" /><br />
Sul fatto che <strong>le major siano in crisi</strong> non c&#8217;è dubbio. Se i cantanti americani riescono bene o male ad ammortizzare i costi diffondendo la propria musica in tutto il mondo, per i cantanti italiani affidati alle major non è altrettanto semplice, e la dimostrazione arriva dal <strong>continuo emergere (e sparire) di cantanti nati dai talent show</strong>. E così canali come Mtv diventano dei mezzi commerciali a disposizione delle major per promuovere i cantanti in promozione in un dato periodo, nel tentativo di aiutarli a vendere qualche centinaio di dischi in più.</p>
<p>Vorrei però provare a mostrare come gli statistici &#8211; o i più paranoici &#8211; potrebbero osservare una grande rilevanza delle major anche nella vittoria del Festival di Sanremo<span id="more-1550"></span> e, per farlo, desidero riportare i vincitori degli ultimi dieci anni. I dieci anni non sono un arco temporale qualsiasi, perché <strong>nel 2001 nasceva il primo iPod</strong>, <a href="http://marquee.blogs.cnn.com/2011/03/15/jon-bon-jovi-steve-jobs-is-killing-the-music-business/" target="_blank">criticato da Bon Jovi</a> per aver distrutto il mercato musicale (di fatto, per aver diffuso gli mp3 e aver aperto alla pirateria su internet).</p>
<p>Ecco dunque la lista degli ultimi dieci vincitori:</p>
<table>
<tr>
<td>2002</td>
<td>Matia Bazar</td>
</tr>
<tr>
<td>2003</td>
<td>Alexia</td>
</tr>
<tr>
<td>2004</td>
<td>Marco Masini</td>
</tr>
<tr>
<td>2005</td>
<td>Francesco Renga</td>
</tr>
<tr>
<td>2006</td>
<td>Povia</td>
</tr>
<tr>
<td>2007</td>
<td>Simone Cristicchi</td>
</tr>
<tr>
<td>2008</td>
<td>Giò di Tonno e Lola Ponce</td>
</tr>
<tr>
<td>2009</td>
<td>Marco Carta</td>
</tr>
<tr>
<td>2010</td>
<td>Valerio Scanu</td>
</tr>
<tr>
<td>2011</td>
<td>Roberto Vecchioni</td>
</tr>
</table>
<p>Partendo da qui, proseguiamo guardando <strong>le etichette discografiche dei primi tre classificati</strong> in quegli anni. Nei casi in cui i cantanti fossero <em>appartenuti</em> a etichette discografiche minori o indipendenti, si è segnata la major che ha distribuito il singolo e/o l&#8217;album di riferimento. Dove gli album non erano frutto di investimenti da parte di major, si è riportato un trattino &#8220;-&#8221;.</p>
<table>
<tr>
<td>Anno</td>
<td>1°</td>
<td>2°</td>
<td>3°</td>
</tr>
<tr>
<td>2002</td>
<td>Sony</td>
<td>Sony</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td>2003</td>
<td>Sony</td>
<td>Universal</td>
<td>EMI</td>
</tr>
<tr>
<td>2004</td>
<td>Universal</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td>2005</td>
<td>Universal</td>
<td>-</td>
<td>-</td>
</tr>
<tr>
<td>2006</td>
<td>Warner</td>
<td>Warner</td>
<td>Universal</td>
</tr>
<tr>
<td>2007</td>
<td>Sony</td>
<td>Warner</td>
<td>RCA (BMG)</td>
</tr>
<tr>
<td>2008</td>
<td>Sony</td>
<td>Sony</td>
<td>Warner</td>
</tr>
<tr>
<td>2009</td>
<td>Warner</td>
<td>Warner</td>
<td>Sony</td>
</tr>
<tr>
<td>2010</td>
<td>EMI</td>
<td>Warner</td>
<td>Sony</td>
</tr>
<tr>
<td>2011</td>
<td>EMI</td>
<td>Universal</td>
<td>-</td>
</tr>
</table>
<p>L&#8217;andamento è particolare. A parte il fatto che &#8211; come ci si poteva aspettare &#8211; in pochissime occasioni sono arrivati sul podio artisti non seguiti dalle grandi major (e ancora in meno casi questi nomi li abbiamo risentiti), è molto interessante notare come <strong>il primo posto venga solitamente vinto per due anni di fila da artisti che condividono la stessa etichetta discografica</strong>, intervallati in alcuni casi dalla vittoria di un artista Warner (tranne tra il 2003 e il 2004, anni in cui si passa direttamente da Sony a Universal, ma con grande rilevanza di artisti provenienti da etichette minori). Ovviamente è solo un caso, ci sono le giurie a votare e quindi è impossibile controllare il risultato finale. Però intanto l&#8217;anno scorso ho indovinato il vincitore del Festival, quando tutti scommettevano sull&#8217;accoppiata Emma e Modà. Ma sicuramente sarà stata solo fortuna.</p>
<p>Tra i partecipanti di questa edizione del Festival di Sanremo ci sono Emma, Renga, Zilli e la <a href="https://twitter.com/#!/search/irene%20fornaciari" target="_blank">criticatissima</a> Fornaciari (Universal); Arisa (Warner); Dolcenera (EMI); Bersani, Noemi, la coppia D&#8217;Alessio e Bertè e la coppia Carone e Dalla (Sony).</p>
<p>Se quella riportata sopra fosse una teoria verificata, potremmo dire con certezza che <strong>non vincerà sicuramente un artista EMI</strong> (via Dolcenera), ed è molto <strong>improbabile una vittoria di artisti Sony</strong>, vittoriosi già quattro anni su dieci (via anche Bersani, Noemi, D&#8217;Alessio e Dalla).<br />
Warner sempre sul podio dal 2006, <strong>Arisa dunque candidata nella top 3</strong>? Se poi la Warner facesse davvero da outsider tra i cicli di vittorie biennali delle altre major potrebbe addirittura arrivare prima, nonostante le quotazioni sfavorevoli alla cantante. Se non vincesse Arisa sarà invece un <strong>artista Universal a portare a casa la vittoria (e qui ecco i favoriti Emma e Zilli)</strong>, e a questo punto l&#8217;<strong>etichetta dovrebbe raddoppiare il prossimo anno</strong> con un altro suo artista vincitore.<br />
_______________________</p>
<p><em>Aggiornamento del 19/02/12</em></p>
<p>Effettivamente ha vinto Emma (Universal), con al secondo posto Arisa (Warner), a sorpresa. A questo punto l&#8217;anno prossimo anno vincerà nuovamente un artista della Universal?<br />
_______________________</p>
<p>Un ringraziamento a <a href="https://twitter.com/#!/la_martulin" target="_blank">@la_martulin</a> per l&#8217;aiuto nell&#8217;elaborazione dei dati.<br />
Photo &#8220;<a href="http://www.flickr.com/photos/vidharr/2306276534/" target="_blank">Festival della canzone italiana</a>&#8221; by Samuele Silva from Flickr.com with Creative Commons rights.</p>
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		<title>I diritti degli studenti della scuola superiore [ebook]</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 12:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie su di me]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico online, gratis per chiunque, il mio libro &#8220;I diritti degli studenti della scuola superiore&#8221;, lavoro che mi ha impegnato per alcuni anni dopo il diploma e che è unico nel suo genere in tutta Italia. In 151 pagine, contiene la spiegazione di tutte le norme più importanti per gli studenti, molti casi pratici e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/02/dirittistudentiscuolasuperiore.jpg" alt="" title="I diritti degli studenti della scuola superiore" width="620" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-1536" /></p>
<p>Pubblico online, <strong>gratis </strong>per chiunque, <strong>il mio libro &#8220;I diritti degli studenti della scuola superiore&#8221;</strong>, lavoro che mi ha impegnato per alcuni anni dopo il diploma e che è unico nel suo genere in tutta Italia. In 151 pagine, contiene la spiegazione di tutte le norme più importanti per gli studenti, molti casi pratici e le domande più frequenti che mi sono state fatte negli anni di consulenza che ho fornito su Skuola.net.</p>
<p><center><strong>Download</strong></center></p>
<table width="200">
<tr>
<td width="100px"><a href='http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/02/dirittidegli_content.pdf'><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/02/pdf.jpg" alt="" title="Scarica il libro in formato pdf" width="96" height="90" class="aligncenter size-full wp-image-1538" /></a></td>
<td width="100px"><a href='http://www.alexmenietti.it/Menietti.Diritti.degli.studenti.epub'><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/02/ebook.jpg" alt="" title="Scarica il libro in versione ePub" width="96" height="90" class="aligncenter size-full wp-image-1545" /></a></td>
</tr>
</table>
<p><span id="more-1535"></span></p>
<p>E&#8217; possibile reperire il libro anche edito da Smashwords con codice ISBN 978-1-4657-1338-4.<br />
Photo <a href="http://www.flickr.com/photos/cuppycakelolz/5413860314/" target="_blank" rel="nofollow">&#8220;Quiet Time&#8221;</a> by cuppycakelolz from Flickr.com with Creative Commons Rights, modified.</p>
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		<title>Laurearsi nel ramo della Comunicazione</title>
		<link>http://www.alexmenietti.it/2012/01/laurearsi-nel-ramo-della-comunicazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Laurearsi in corsi di laurea orientati alla comunicazione è davvero tempo perso come sempre più spesso si sente dire? Prendo spunto per una riflessione dal recente post di Giorgio Soffiato su Marketing Arena e da uno scambio di commenti avuto con Sara S. su Facebook. Dato che studio &#8220;Comunicazione pubblica e politica&#8221;, credo di poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2012/01/pc.jpg" alt="" title="Overload di comunicazione" width="620" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-1530" /><br />
<strong>Laurearsi in corsi di laurea orientati alla comunicazione è davvero tempo perso come sempre più spesso si sente dire?</strong> Prendo spunto per una riflessione dal recente <a href="http://marketingarena.it/2012/01/09/mamma-voglio-fare-il-comunicatore-la-laurea-in-scienze-della-comunicazione-e-i-suoi-perche/" target="_blank"><strong>post</strong></a> di Giorgio Soffiato su Marketing Arena e da uno scambio di <a href="https://www.facebook.com/menietti.alex/posts/237326613005623" target="_blank"><strong>commenti</strong></a> avuto con Sara S. su Facebook. Dato che studio &#8220;Comunicazione pubblica e politica&#8221;, credo di poter esprimere anche la mia opinione con forza.<span id="more-1523"></span></p>
<p>Innanzitutto Giorgio riporta alcuni problemi strutturali per il comunicatore professionista, che ritengo interessante citare:</p>
<blockquote><p><strong>Cul­tura</strong>: in Ita­lia manca la cul­tura della comu­ni­ca­zione come leva di mar­ke­ting (e non solo) a ser­vi­zio delle imprese. Uno dei pro­blemi che più spesso è stato sol­le­vato nei com­menti all’articolo è che chi si occupa di comu­ni­ca­zione nelle imprese in realtà spesso ha una for­ma­zione di altro tipo (tec­nica, ammi­ni­stra­tiva, com­mer­ciale) e prende deci­sioni sulla base dell’esperienza fatta in azienda più che di solide basi sul tema.</p>
<p><strong>Sta­bi­lità</strong>: esi­ste un forte pro­blema di sosti­tui­bi­lità delle per­sone, lau­ree “più forti” (inge­gne­ria ad esem­pio) rie­scono dopo un primo periodo a otte­nere con­tratti più sta­bili men­tre gli esperti in comu­ni­ca­zione fati­cano molto in que­sto senso (ricor­date anche il feno­meno nofree­jobs?)
</p></blockquote>
<p>Partendo dal pensiero di Giorgio, che mi ha colpito, provo a esporre un ragionamento che faccio con gli amici ormai da anni. In Italia è abbastanza evidente &#8211; specie oggi &#8211; che <strong>tutto il mondo del lavoro sia fortemente in crisi</strong>: quello autonomo, in primis, e a seguire ovviamente quello dipendente. Che ci si sia laureati in giurisprudenza, in architettura, in economia o in comunicazione, quello che ci ritroveremo di fronte una volta laureati è un mercato ormai saturo, probabilmente addirittura in esubero di professionisti, anche a causa sia della recessione (iniziata negli ultimi mesi del 2011) che si vedrà alla fine di quest&#8217;anno, sia delle <a href="http://www.alexmenietti.it/2011/12/perche-credo-che-la-manovra-monti-potesse-essere-migliore/"><strong>misure drastiche</strong></a> volute da Monti. Si salvano da questo discorso forse giusto i laureati in medicina.</p>
<p><strong>Fare l&#8217;avvocato o il commercialista non è più come 40 anni fa</strong>, quando una volta ottenuta l&#8217;abilitazione aprivi il tuo studio, trattavi praticamente di tutto, ed eri praticamente certo di avere almeno un discreto successo. Oggi anche molti paesini hanno il loro avvocato o il loro commercialista, per riuscire a ritagliarsi dello spazio è necessario farsi in quattro e tentare di <strong>specializzarsi in una piccola nicchia per poter superare tutta la concorrenza</strong> nella preparazione di quel tema. Esempio, se avessi bisogno di un avvocato esperto di temi scolastici, il più vicino ce l&#8217;ho a 50 km da casa, a Torino. Un eccellente esempio per dimostrare come specializzandosi ci si possa ritagliare il proprio spazio.</p>
<p>Però il problema è che spesso l&#8217;<strong>Università</strong> rimane ancorata troppo sui canonici insegnamenti teorici, rimanendo lontana sia da particolari specializzazioni utili un domani sul lavoro, sia dalla pratica stessa che si può fare solo con i tirocini (in cui però si lavora gratis, facendo spesso cose inutili lontane da quelle promesse).</p>
<p>Interessante a tal proposito il commento di Mattia Fari, lasciato sul post di Giorgio Soffiato citato in precedenza:</p>
<blockquote><p>L&#8217;università (non solo Scienze della Comunicazione) necessita una ristrutturazione, in particolare mi riferisco a quei Corsi (umanistici) non direttamente collegati/indirizzati ad un preciso lavoro o ad una cerchia ristretta di lavori. Lo scollamento tra i due mondi poi è più netto se, come avvertito da molti studenti/laureati (in scienze della comunicazione e non solo), l&#8217;università stessa non prova a colmare il gap pratico/teorico/burocratico col mondo del lavoro provando essa stessa ad indirizzare e motivare i suoi studenti verso uno o più percorsi preferenziali. Per fare ciò dovrebbe assumere alcune dinamiche della formazione post laurea. </p></blockquote>
<p>In tutto questo discorso, è ovvio che i <strong>ragionamenti risultino mille volte più accentuati per i laureati in corsi di comunicazione</strong>: vuoi perché siamo <em>(saremo, non sono ancora laureato)</em> in tanti, vuoi per la mentalità italiana e per la crisi, vuoi per un milione d&#8217;altri motivi.</p>
<p>Per questo credo sia importante prendere l&#8217;Università non come uno strumento per trovare dopo il lavoro da dipendente che sarebbe bello fare e che permetterebbe un ottimo guadagno con il minor numero di ore lavorative possibile <em>(mi son informato sull&#8217;iter per diventare Segretario Comunale, che rimane tuttavia proibitivo)</em>. Ma piuttosto come uno <strong>strumento per prepararsi &#8211; parallelamente alla pratica che va fatta durante gli studi, anche solo nel tempo libero &#8211; per raggiungere quell&#8217;obiettivo che senza tempo e preparazione potrebbe risultare proibitivo</strong>. Sarà difficile da raggiungere anche con tempo e preparazione, ma è fattibile. D&#8217;altra parte sono nati così i vari Facebook e Google, ora chiamati dagli studiosi addirittura &#8220;over the top&#8221;.</p>
<p>Voglio credere alla leggenda raccontata da <a href="http://www.oscardimontigny.it/wwwwildwildwest-com.html" target="_blank">Oscar di Montigny</a> per cui <strong>gli studenti di Stanford girerebbero tutti con un business plan in tasca</strong>. Credo che per poter trarre quel che di positivo ha da darci l&#8217;Università <strong>si debba avere una propria idea da sviluppare</strong>, e fare le scelte dei corsi di laurea in questa direzione. Che sia collegata alla giurisprudenza, all&#8217;economia o alla comunicazione. Io ho scelto il corso di laurea in &#8220;Comunicazione pubblica e politica&#8221; perché una volta laureato voglio tentare un&#8217;idea che ho da tempo, e che metterebbe insieme il lavoro fatto per conto mio in questi anni sul web (e quindi anche nel giornalismo) e lo svago: mi mancavano delle basi teoriche, che sto ottenendo in questo periodo, studiando comunicazione all&#8217;Università.</p>
<p>Poi è ovvio, capitasse l&#8217;occasione di un importante tirocinio o di un importante contratto in qualche grande azienda, dopo la laurea, probabilmente non direi di no. <strong>Ma voglio giocarmi tutte le mie carte per tentare di dare un perché alla mia preparazione accademica, orientata ai miei interessi di progetto autonomo, e poter un domani dire di averci almeno provato.</strong> Consiglio a tal proposito la lettura di un bell&#8217;articolo di Beppe Severgnini (<a href="http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_12/ragazzi-felici-ricchi-severgnini-facebook_b8bf69c6-ee3c-11df-8dee-00144f02aabc.shtml" target="_blank">clic qui</a>) che ritengo davvero molto interessante e incoraggiante.</p>
<p>Per questo non condivido il pensiero di chi si lamenta dell&#8217;inutilità della facoltà di &#8220;Scienze Politiche&#8221; e dei corsi di laurea nel ramo della comunicazione. E&#8217; vero, tra chi cercherà lavoro il 90% probabilmente rimarranno delusi. <strong>Ma chi il lavoro vuole inventarselo?</strong></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/windsordi/5398124363/lightbox/" target="_blank">Photo by Windsordi from Flickr.com</a> with Creative Commons Rights.</p>
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		<title>Perché credo che la manovra Monti potesse essere migliore</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 20:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella canzone &#8220;Come fai&#8221; di Giuseppe Povia si parla di come i politici siano dei pupazzi che, in un modo o nell&#8217;altro, fanno (devono fare?) gli interessi di chi comanda l&#8217;economia, le banche. Non voglio che questo sia il solito post superficiale contro tutti, contro la politica, contro i poteri forti. Non è nel mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg" alt="" title="Photo &quot;XIX Pontignano - Closing debate: Mario Monti&quot; by UK in Italy" width="620" height="244" class="aligncenter size-full wp-image-1517" /></p>
<p>Nella canzone &#8220;Come fai&#8221; di Giuseppe Povia si parla di come i <strong>politici</strong> siano dei pupazzi che, in un modo o nell&#8217;altro, fanno (devono fare?) gli <strong>interessi di chi comanda l&#8217;economia, le banche</strong>. Non voglio che questo sia il solito post superficiale contro tutti, contro la politica, contro i poteri forti. Non è nel mio stile, e non è nel mio interesse. </p>
<p>Tuttavia con il Governo Monti si hanno <strong>al Governo uomini che arrivano dalle banche</strong>, che hanno in mano il sistema economico italiano ed europeo. Ho già difeso la nomina di Mario Monti come Premier &#8211; dal punto di vista etico-legislativo &#8211; in un post del 21 novembre (<a href="http://www.alexmenietti.it/2011/11/mario-monti-e-la-democrazia/" target="_blank">vedi qui</a>). Vorrei entrare quindi nel merito delle due fasi previste da Monti per esprimere le mie opinioni.<span id="more-1512"></span></p>
<p><strong>Fase zero</strong>. Innanzitutto l&#8217;<strong>economia del nostro Paese si basa(va) sulle piccole e medie imprese</strong>. Piccole e medie imprese che hanno risentito fortemente dell&#8217;ingresso della Cina in praticamente tutti i mercati, e che hanno spesso dovuto spostarsi verso un mercato più di nicchia con <strong>prodotti di qualità</strong> (e costi) medio-alti, ma che fino ad ora bene o male ha retto abbastanza bene. Si pensi all&#8217;abbigliamento, ai motori, alle ceramiche. L&#8217;Italia che produce e che mantiene lo Stato, che ha speso milioni e milioni di euro in inutilità per decenni interi. All&#8217;improvviso ci si rende conto che siamo al verde e che il nostro debito è faraonico, così l&#8217;Unione Europea mette dei paletti per rientrare solo per quanto riguarda la <strong>parte corrente</strong> (!!), ma anche quest&#8217;impresa fallisce (o semplicemente viene ignorata) e così tutti i media cominciano ad attirare l&#8217;attenzione sulla situazione economica italiana. Il mondo della finanza si basa sui rumors e sull&#8217;opinione pubblica e, così, ecco che le cose vanno peggiorando. I Btp volano alle stelle, lo spread diventa vertiginoso. <strong>La Cina comincia a comprare parte del nostro debito</strong>. Un Governo politico non è in grado di prendere misure drastiche che creano scontento tra la popolazione, è necessario un Governo tecnico. Guidato da Monti, uomo fidato dell&#8217;Unione Europea. Pronti, via. Si parte.</p>
<p><strong>Fase uno</strong>. <strong>Tracciabilità a 1.000 €</strong>. Se devo comprare un computer devo farlo tramite la banca, non posso comprarlo in contanti. Il che mi <strong>costringe ad avere un conto corrente</strong> e ad avere ulteriori tasse da parte dello Stato, oltre che a pagare il privato che mi fornisce i servizi bancari. Senza entrare nel merito del signoraggio bancario, che non mi interessa affrontare né ora né qua. Non solo. Il Fisco dal primo gennaio potrà osservare <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-12-06/movimenti-bancari-tracciati-fisco-225320.shtml?uuid=AaW9z4RE" target="_blank">ogni <strong>movimento bancario</strong></a>, il che mi crea curiosità sui metodi operativi. Saranno controllate solo aziende e persone fisiche titolari di aziende, o ogni cittadino? E visto che il principio &#8220;si è innocenti fino a prova contraria&#8221; non sembra essere tra i più apprezzati in ambito tributario e fiscale, se qualcuno venisse a chiedermi da dove ho preso i 300€ che ho messo sul mio conto, che magari mi sono stati regalati per la laurea? Come faccio a spiegarlo, non avendo tracciabilità di quei 300€ ricevuti? E&#8217; una situazione estrema quella che sto presentando, ma pur sempre possibile nell&#8217;immaginario attuale.<br />
Sempre con la fase uno è stata introdotta l&#8217;<strong>Imu</strong> (ex Ici), definita &#8220;<strong>anomalia italiana</strong>&#8221; dal discorso inaugurale di Monti. Per una volta che abbiamo un pregio arriva qualcuno a rovinarci la favoletta e ci dice che è un&#8217;anomalia. Aumentando le tasse si diminuisce la capacità d&#8217;acquisto degli italiani e quindi, di conseguenza, si rende <strong>più complicata la possibile ripresa economica</strong>.<br />
<strong>Aumentano le accise sui carburanti</strong>, che trasformano le nostre tariffe tra le più alti (o lo sono in assoluto?) di tutta Europa. Ma questa non è un&#8217;anomalia italiana (?). Non è un&#8217;anomalia nemmeno l&#8217;aumento dell&#8217;<strong>Iva al 23%</strong> il prossimo anno, e al 23,5% l&#8217;anno successivo. Però intanto il Governo ha deciso che le Authority che abbiamo non bastano, e quindi ne è stata prevista una nuova per i trasporti. <strong>Il tempo delle vacche grasse &#8211; almeno per qualcuno &#8211; forse allora non è ancora proprio finito.</strong><br />
Non mi soffermo sulle pensioni. Ho 23 anni e sono (ancora) uno studente universitario, <strong>non arriverò mai alla pensione</strong>. Lasciatemi almeno fingere di non esserne interessato. </p>
<p><strong>Fase due</strong>. <strong>Riformare il catasto.</strong> Proprio in Italia, dove l&#8217;unico tipo d&#8217;investimento interessante per cittadini e stranieri erano gli immobili (se Clooney da Holliwood è venuto a comprar casa a Como un motivo ci sarà pure). Anziché considerare i vani, si considereranno ora i metri quadrati per il valore catastale. Neanche a dirlo si pagherà di più di Imu. Con la solita conseguenza che, con una maggiore tassazione, c&#8217;è minore potere d&#8217;acquisto. Poi <strong>tante parole</strong> sul precariato, la disoccupazione e bla bla bla (cit. Barney Stinson). Interessante il fatto che abbia detto esplicitamente che verrà fatto di tutto per <strong>evitare tensioni sociali</strong> come in Grecia. Effettivamente gli attacchi a Equitalia di queste settimane sono tutt&#8217;altro che rassicuranti, ma il fatto che la vicenda cominci ad avere una rilevanza istituzionale vuol dire che probabilmente attira particolari attenzioni.</p>
<p><strong>L&#8217;unica fase. Quella mancata.</strong> Doveva esserci un taglio dei costi della politica, ma ad ora si è visto ancora ben poco. Sono dell&#8217;idea che non siano i parlamentari a cambiare il saldo del bilancio, ma il buon esempio può sempre aiutare, specie in un momento di crisi e di altissima tassazione verso i cittadini. Insieme ai parlamentari sarebbe necessario un netto taglio anche ai costi dei <strong>Consiglieri Regionali</strong>, che ricevono stipendi non tanto lontani da quelli dei colleghi a Roma. L&#8217;albo dei <strong>Segretari Comunali</strong> andrebbe abolito o quanto meno riformato, e anche qui sarebbero necessari drastici tagli agli stipendi (tendenzialmente tra i 10 e i <strong>20.000€ al mese</strong>). Si era partiti bene anche con i <strong>farmacisti</strong>, grande lobby tutta italiana <em>(non so perché mi adeguo a usare anche io la parola lobby in senso dispregiativo)</em>, ma poi si è fatta marcia indietro. Si è parlato delle <strong>frequenze tv</strong>, ma sembrano state più parole al vento che volontà di far qualcosa, visto che non se n&#8217;è detto più niente (c&#8217;è chi ipotizza entrate di <strong>8 miliardi di euro</strong> se si facesse davvero l&#8217;asta!). Un peccato anche il dietrofront sui <strong>beni di lusso</strong> (barche, auto, aerei), su cui peraltro Crozza fa tanta ironia. Anziché continuare ad aumentare il costo dei carburanti si potrebbero <strong>mettere tasse sui vizi</strong>: sul porno, sull&#8217;alcool, sulle sigarette, sul gioco d&#8217;azzardo. Così, quanto meno, non andrebbero a frenare lo sviluppo economico. E poi, pensate, in Danimarca tassano le persone grasse! Ma di occasioni mancate se ne potrebbe parlare per ore. Quello che più mi preoccupa è <strong>il rischio che le piccole e medie imprese non riescano a continuare a fare il loro lavoro</strong> (son loro che mantengono lo Stato e i servizi pubblici, fondamentalmente) e che la <strong>recessione </strong>prevista per il prossimo anno sia un punto di non ritorno. L&#8217;Italia in una crisi senza via d&#8217;uscita. Non si possono chiudere le frontiere ai prodotti importanti, né mettere i dazi in stile anni &#8217;90: la Cina possiede parte del nostro debito (magari possedesse solo il nostro), quindi non possiamo permetterci di darle contro. Anche un&#8217;uscita dall&#8217;euro ci coglierebbe impreparati, non saremmo in grado di provvedere a noi stessi all&#8217;inizio, anche se nel lungo periodo permetterebbe grandi successi con le esportazioni.</p>
<p>Spero non vi aspettaste una soluzione, non da me almeno. Volevo solo condividere il mio pensiero, perché credo sia <strong>possibile fare molto di più</strong> &#8211; e forse anche molto meglio &#8211; di quello che sta facendo il Governo (e che comunque nessuno prima ha avuto nemmeno il coraggio di provare a fare). Non so come andrà a finire. <strong>Ma ammetto di avere paura</strong>.</p>
<p>Maggiori approfondimenti sui siti de Il Sole 24 Ore, TgCom e LeggiOggi: <a href="http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/civile/civile/primiPiani/2011/12/la-manovra-salva-italia-del-governo-monti.html" target="_blank" rel="nofollow">Fase 1</a> | <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/1032443/monti-non-serve-altra-manovra.shtml" target="_blank" rel="nofollow">Fase 2</a> | <a href="http://www.leggioggi.it/2011/12/21/decreto-monti-sospesi-i-diritti-fondamentali-dell%E2%80%99uomo/" target="_blank">Controllo dei Conti Correnti</a><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/ukinitaly/6185030566/" target="_blank" rel="nofollow">Photo by UK in Italy from Flickr.com</a> with Creative Commons Rights.</p>
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		<title>Buon Natale!</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 16:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita del blog]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera ho fatto consegne di regali a casa di alcuni bambini, travestito da elfo, riscoprendo quella magia del Natale che tanto amavo da piccolo. Anche per questo motivo voglio augurare col cuore un lieto Natale e un felice anno nuovi a tutti coloro che mi conoscono, e a tutti coloro che &#8211; pur non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/ddVTOira8Ek?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ieri sera ho fatto consegne di regali a casa di alcuni bambini, travestito da elfo, riscoprendo quella magia del Natale che tanto amavo da piccolo.<br />
Anche per questo motivo voglio augurare col cuore un lieto Natale e un felice anno nuovi a tutti coloro che mi conoscono, e a tutti coloro che &#8211; pur non conoscendomi &#8211; mi leggono.</p>
<p>Credo possa risultare simpatico il video di Lucky che scarta il suo regalo di Natale, che ho scelto da affiancare agli auguri.</p>
<p>Buon Natale!</p>
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		<title>Mario Monti e la democrazia</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 05:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Una interessante chiave di lettura sull&#8217;Unione Europea e la nomina di Monti. Quello che si dimentica &#8211; e in molti stan cadendo in questo errore, più o meno voluto &#8211; è che in Italia i cittadini non eleggono il Presidente del Consiglio né tanto meno i Ministri, nonostante il tentativo di presidenzializzazione. Con il voto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><embed src="http://www.youtube.com/v/ozjJEah7Ss8" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="337"></embed></p>
<p>Una interessante chiave di lettura <strong>sull&#8217;Unione</strong> <strong>Europea</strong> e la nomina di Monti.</p>
<p>Quello che si dimentica &#8211; e in molti stan cadendo in questo errore, più o meno voluto &#8211; è che in Italia i <strong>cittadini non eleggono il Presidente del Consiglio</strong> né tanto meno i Ministri, nonostante il tentativo di presidenzializzazione. Con il voto gli italiani scelgono i parlamentari, che con le consultazioni dal Presidente della Repubblica decidono il Premier: succede così per tutti, anche per Berlusconi che mette il suo nome nel logo elettorale.<br />
Sono le nostre regole del gioco, è la nostra <strong>democrazia</strong>. </p>
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