Postato 9 mesi, 2 settimane fa alle 12:06. 0 commenti
Ispirato da un commento sul mio blog di qualche settimana fa, spendo un post per parlare di quelli che sono i valori non religiosi della nostra società, per secoli (millenni) attaccata al Cattolicesimo. Mi spiego meglio. Con la polemica del Crocefisso siamo stati tutti bravi ad esprimere giudizi ed a portare avanti idee fatte nostre. Il nostro Stato, durante il processo alla Corte, aveva affermato che il simbolo in questione avesse un valore ben più che religioso per il nostro Paese. Eppure secondo l’Europa non è così. Provo a spiegare io perché lo è.
Partiamo per esempio dalla giornata odierna. E’ domenica, siamo tutti a casa. Chi dalla scuola/università e chi dal lavoro. Perché proprio la domenica? Perché è il giorno di preghiera dei cattolici. La domenica si può stare a casa come uscire. Stando a casa possiamo guardare la messa sulla Rai, televisione di Stato.
Uscendo, possiamo andare a visitare le nostre favolose città d’arte: Milano, Firenze, Venezia, Roma. Basta scegliere. Eppure anche qui incappiamo in splendidi simboli del Cattolicesimo: duomi e basiliche, accompagnati da dipinti e statue con personaggi usciti dal Vangelo e dalla Bibbia. Pensate a Milano senza la Madonnina, o Venezia senza la basilica di San Marco. Per non parlare delle strade che dobbiamo attraversare per arrivarci, visto che spesso contengono nomi di Santi. Anche qui il Cattolicesimo ha avuto il sopravvento: non come religione, ma come cultura.
Ovunque ci guardiamo intorno ne abbiamo la dimostrazione. Ve ne accorgereste anche se vi chiedessi la data odierna, se andaste in alcuni dei principali musei del nostro Paese, se vedeste che le maglie di Inter e Parma contengono una croce su tutta la maglia. Per non parlare del simbolo della Croce Rossa Italiana!
Tutti questi simboli appartengono alle nostre giornate, li viviamo quotidianamente. Sono parte di noi, sia che crediamo nel Cattolicesimo, che crediamo in qualcun altro o in nessuno. Non sono imposizioni, perché ogni cosa appartiene a qualche nostro avo, e così viene tramandato di generazione in generazione, fino ad arrivare a noi. Non sono strumenti di esorcizzazione, no, nemmeno il Crocefisso. E’ qualcosa che rappresenta la nostra cultura. Il significato, per molti, termina qui. E qui allora termina anche il mio post.
Se un genitore finlandese ha paura che il figlio venga indottrinato e diventi Cattolico, si curi più di tutte queste cose che del Crocefisso in aula. Gli converrebbe. Se invece è una scusa per dare la caccia al Cattolicesimo…beh, che dire. Ha risvegliato negli italiani l’attaccamento a questo simbolo (in tutti i sondaggi realizzati gli italiani dicono di volerlo) e, sollevando questa polemica, l’ha reso importante anche davanti agli occhi di chi non ci crede, come appunto suo figlio.
Postato 2 anni, 8 mesi fa alle 12:00. 2 commenti
Qualche giorno fa vi ho lasciato parlare di un tema molto ‘delicato’: la Chiesa è veramente troppo distante dai giovani?
Dal vostro confronto sono uscite opinioni interessanti, che potete leggere cliccando qui, di cui alcune molto molto originali. Proprio per questo dedico lo spazio di oggi alle opinioni più interessanti.
La Chiesa non è lontana dai giovani. Sono i giovani ad essere lontani da lei. Negli ultimi anni la Chiesa è rimasta quasi la stessa. Quello che è cambiato è lo stile di vita delle persone. Prima i ragazzi era più semplici e quindi riuscivano a vivere seguendo parametri abbastanza restrittivi. Oggi la vita è sregolata e nessuno ha voglia di dedicarsi ad un qualcosa. Tutto qui. La causa sta solo nel benessere che ha portato ad una vita più aperta e ricca di molte opportunità.
Saverio, 19, Livorno
La Chiesa è una realtà che dura da duemila anni. nel corso del tempo sicuramente ha commesso degli errori, ma questo perchè è guidata da uomini. Troppo spesso si criticano con leggerezza le Sue azioni, magari dimenticando quanto di bene fa ancora oggi per le popolazioni più bisognose (oserei dire “dimenticate”), che sono solo un peso agli occhi della società contemporanea, accecata dal desiderio di ricchezza.
Credo che Saverio abbia detto correttamente “sono i giovani ad essere lontani dalla Chiesa”: se questa Istituzione persevera da molti anni è perchè si è data delle regole, basate sugli insegnamenti di Cristo (e non dell’uomo) che certo sono scomodi, difficili da digerire.. motivo per cui si cercano delle interpretazioni che legittimino ciò che si vorrebbe fare. Ma chi diceva “chi mi vuol seguire prenda la sua croce e mi segua”?!
Enrico, 20, Padova
Concordo pienamente con Saverio e con Francesca. Premesso che non coltivo da tempo rapporti diretti con la Chiesa per mia personale scelta e che non rientro in un target adolescenziale (ho 25 anni), mi permetto di sottolineare alcune cose. Il fatto che la Chiesa proponga rituali antichi e “obsoleti” è una cosa perfettamente normale: il cattolicesimo è una religione e, come tale, deve offrire dei rituali stabili nel tempo e nelle modalità, proprio per offrire a chi crede un sostegno fermo e duraturo. Cosa penseremmo della Chiesa se cambiasse le proprie posizioni in campo morale e sociale ad ogni piccolo cambiamento dei tempi? La morale in vigore oggi ha poco a che fare con quella proposta dal Cattolicesimo. Vero, certamente, ma siamo così certi che la morale dei nostri tempi sia una vera legge morale? Esistono principi che non sono certo solo alla base del Cattolicesimo, come il rispetto per la vita, per la dignità di ogni persona e per gli altri, che nella cosiddetta morale odierna non sono più contemplati. Temi come l’eutanasia, o l’aborto sono fondamentali per la crescita e la responsabilizzazione dei giovani. Io personalnmente sono favorevole al concedere ad una donna la possibilità di abortire come ultima ratio, ma credo che sia fondamentale non ridurre l’aborto alla semplice eliminazione di un problema, messaggio che, spesso, viene veicolato ai giovani in termini anche molto crudi. In questo senso il fatto che esista una Chiesa, portatrice di valori antichi, è utile, perchè ricorda ad ognuno che i problemi sono sempre più complessi di quanto non sembrino. Credo anche che esista una sottile differenza fra gli insegnamenti evangelici e la dottrina ecclesiastica in senso stretto: se i primi sono fondamentali per la nostra cultura e per lo sviluppo di una società civile sana, la seconda è umana (troppo umana, per dirna con Nietzsche) e come tale va valutata e giudicata.
Concordo poi sul fatto che la Chiesa faccia molto per i giovani, soprattutto nei quartieri più disagiati delle grandi città o nei piccoli paesi, in cui, spesso, è l’unica alternativa alla solitude, alla televisione o al bighellonare senza meta. Io ho frequentato oratorio e Chiesa per molto tempo e sono fermamente convinta che questo abbia avuto una forte influenza sulla mia formazione a livello umano. Oggi sono un cattolico non praticante, ho le mie ferme convinzioni sulla mia libertà e su quella degli altri, penso che l’eutanasia sia, in alcuni contesti, un diritto del malato, penso che fare sesso prima del matrimonio non sia un problema, penso che se due persone vogliono convivere possano farlo liberamente. Penso anche che la morale cristiana, che poi si racchiude tutta nell’ “ama il prossimo tuo come te stesso”, sia un punto fermo della nostra civiltà e della nostra cultura, così come della nostra formazione personale.
Ultima considerazione: lo svago come modo per attirare i giovani. Quoto la risposta di Alex in pieno: “Lo svago potrebbe essere una soluzione, ma ci ritroveremmo – a mio modesto avviso – di fronte a un gruppo di persone che tanto si diverte e poco sa della religione e dei suoi principi.”. Per divertirsi ci sono molte altri spazi. Credo che offrire ai giovani un momento di seria riflessione sulla vita sia fondamentale e, in parte, la Chiesa offre anche questo.
“Tinychef“, 25
Postato 2 anni, 8 mesi fa alle 09:56. 17 commenti
L’idea per questa giornata è abbastanza particolare ma penso molto interessante. Vi propongo un tema su cui ognuno di voi potrà dire le sue opinioni, giustificandole: è molto aperta la traccia, quindi potete interpretarla come meglio pensate.
Le risposte migliori verranno pubblicate sul prossimo numero de “Il Duemila”, il quindicinale per cui scrivo: un’iniziativa che giudico favolosa, perchè lascia spazio alla vostra voce ed alle vostre idee.
La Chiesa negli ultimi anni è spesso stata al centro di dibattiti per le sue prese di posizione, estremamente conservatrici. Forse anche per questo, alcuni giovani si allontanano dalla religione proprio perchè la ritengono troppo lontana dalla realtà odierna: voi, cosa ne pensate?
Per rispondere vi basterà commentare questo articolo, il resto lo farò io.
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