Negli ultimi anni quasi mai s’è parlato d’immigrazione. Chi accennava anche solo alla regolazione dei flussi migratori veniva etichettato razzista, perché non rispettava gli altri umani. Diritti che, a quanto pare, consistevano nell’accogliere tutti, indiscriminatamente. Anche extracomunitari clandestini, irregolari. Reclamando poi per come venivano sfruttati da chi li assumeva in nero. Reclamando la mancata integrazione. Dove sta il problema? Nella clandestinità. Se una persona non è regolare, non può far valere i propri diritti di lavoratore e non può vivere una vita normale (partecipazione alla vita sociale ed amministrativa, per esempio), come può avere una vita simile a quella dei cittadini italiani? Come si fa a pensare che un datore di lavoro assuma una persona senza documenti regolari, che quindi potrebbe causargli diversi problemi in caso di controlli, per farla lavorare 8 ore al giorno, con uno stipendio adeguato e senza approfittarne? Ci sono tanti italiani disoccupati, la scelta cadrebbe su di loro. O su qualche extracomunitario regolare, che potrebbe far valere i propri diritti.
Il Governo ha così deciso il pugno duro per risolvere la situazione. Reato di clandestinità. Da 6 mesi a quattro anni per chi starà in Italia da clandestino. Una scelta che ha subito acceso molti scontri politici, ma necessaria. Da una parte lo situazione in cui vivono gli immigrati clandestini, dall’altra il malessere degli italiani. Ricordiamo la settimana scorsa gli scontri a Napoli contro i Rom? O ieri sera, a Roma, dove un gruppo di ragazzi ha assaltato i negozi di extracomunitari con spranghe e bastoni. “Bastardi, andate via!”, gridavano. Simbolo di un malumore che si diffonde a macchia d’olio. Malumore che non distingue più etnie e clandestinità. Dovuto all’esasperazione per i continui crimini che accadono in Italia, dagli stupri ai sequestri. Basta accendere un telegiornale per accorgersene. Ecco così che una legge razionale fatta attendere per tanti, troppi anni, può trasformare un semplice malumore in puro razzismo. Ora, ad attaccare il Governo per questa decisione, sono rimaste poche persone. Anche l’Europa sembra non intromettersi più. Pensando che la Spagna aveva risolto il problema con i fucili e la Grecia con i cannoni, l’Italia rimane il Paese più tollerante. Via libera al decreto ed al nuovo pacchetto sicurezza, dunque, sperando che qualcosa finalmente cambi.