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	<title>Alex Menietti &#187; Crocefisso</title>
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		<title>La cultura cattolica</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Sentenza della Corte Europea sul Crocefisso]]></category>

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		<description><![CDATA[Ispirato da un commento sul mio blog di qualche settimana fa, spendo un post per parlare di quelli che sono i valori non religiosi della nostra società, per secoli (millenni) attaccata al Cattolicesimo. Mi spiego meglio. Con la polemica del Crocefisso siamo stati tutti bravi ad esprimere giudizi ed a portare avanti idee fatte nostre. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2009/11/buddyk.jpg" alt="buddyk" title="buddyk" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-873" />Ispirato da un commento sul mio blog di qualche settimana fa, spendo un post per parlare di quelli che sono i valori non religiosi della nostra società, per secoli (millenni) attaccata al Cattolicesimo. Mi spiego meglio. Con la polemica del Crocefisso siamo stati tutti bravi ad esprimere giudizi ed a portare avanti idee fatte nostre. Il nostro Stato, durante il processo alla Corte, aveva affermato che il simbolo in questione avesse un valore ben più che religioso per il nostro Paese. Eppure secondo l&#8217;Europa non è così. Provo a spiegare io perché lo è.</p>
<p>Partiamo per esempio dalla giornata odierna. <strong>E&#8217; domenica, siamo tutti a casa.</strong> Chi dalla scuola/università e chi dal lavoro. Perché proprio la domenica? Perché è il giorno di preghiera dei cattolici. La domenica si può stare a casa come uscire. Stando a casa possiamo guardare <strong>la messa sulla Rai</strong>, televisione di Stato.<br />
Uscendo, possiamo andare a <strong>visitare le nostre favolose città d&#8217;arte</strong>: Milano, Firenze, Venezia, Roma. Basta scegliere. Eppure anche qui incappiamo in splendidi simboli del Cattolicesimo: <strong>duomi e basiliche, accompagnati da dipinti e statue con personaggi usciti dal Vangelo e dalla Bibbia</strong>. Pensate a Milano senza la Madonnina, o Venezia senza la basilica di San Marco. Per non parlare delle <strong>strade che dobbiamo attraversare</strong> per arrivarci, visto che spesso contengono nomi di Santi. Anche qui il Cattolicesimo ha avuto il sopravvento: non come religione, ma come cultura.<br />
Ovunque ci guardiamo intorno ne abbiamo la dimostrazione. Ve ne accorgereste anche se vi chiedessi la <strong>data </strong>odierna, se andaste in alcuni dei principali <strong>musei </strong>del nostro Paese, se vedeste che le maglie di Inter e Parma contengono una croce su tutta la maglia. Per non parlare del simbolo della <strong>Croce Rossa Italiana</strong>!</p>
<p>Tutti questi simboli appartengono alle nostre giornate, li viviamo quotidianamente. Sono parte di noi, sia che crediamo nel Cattolicesimo, che crediamo in qualcun altro o in nessuno. Non sono imposizioni, perché ogni cosa appartiene a qualche nostro avo, e così viene tramandato di generazione in generazione, fino ad arrivare a noi. Non sono strumenti di esorcizzazione, no, nemmeno il Crocefisso. E&#8217; qualcosa che rappresenta la nostra cultura. Il significato, per molti, termina qui. E qui allora termina anche il mio post.</p>
<p>Se un genitore finlandese ha paura che il figlio venga indottrinato e diventi Cattolico, si curi più di tutte queste cose che del Crocefisso in aula. Gli converrebbe. Se invece è una scusa per dare la caccia al Cattolicesimo&#8230;beh, che dire. Ha risvegliato negli italiani l&#8217;attaccamento a questo simbolo (in tutti i sondaggi realizzati gli italiani dicono di volerlo) e, sollevando questa polemica, l&#8217;ha reso importante anche davanti agli occhi di chi non ci crede, come appunto suo figlio.</p>
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		<title>Ancora sul Crocefisso</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Crocefisso]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenza della Corte Europea sul Crocefisso]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho già parlato spesso del grande dibattito sul Crocefisso, sarà anche perché ne sono stato &#8220;protagonista&#8221; nell&#8217;ormai lontano 2004. Proprio per questo desidero tornare sulla questione parlando della recente sentenza della Corte Europea, che ha sollevato un grande scalpore. Sul tema sono uscite mille opinioni differenti, ma quello che è da notare è che politici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2009/11/Michelangelo_01.jpg" alt="" title="Michelangelo_01" width="276" height="360" class="alignleft size-full wp-image-868" />Ho già parlato spesso del grande dibattito sul Crocefisso, sarà anche perché ne sono stato &#8220;protagonista&#8221; nell&#8217;ormai lontano 2004.<br />
Proprio per questo desidero tornare sulla questione parlando della recente sentenza della Corte Europea, che ha sollevato un grande scalpore. <strong>Sul tema sono uscite mille opinioni differenti, ma quello che è da notare è che politici e studenti sembrano non avere dubbi. Il Crocefisso non crea disturbo, è giusto lasciarlo in aula.</strong> Nel mondo politico, oltre agli esponenti di centro-destra, che mi pare scontato appoggino le tradizioni, è da notare che anche Bersani s&#8217;è schierato contro la sentenza della Corte. Per quanto riguarda invece gli studenti, devo dire che sono rimasto un po&#8217; sorpreso: non mi aspettavo tanto attaccamento alla fede. In un sondaggio proposto da Skuola.net* il 75% degli studenti dice di essere contro alla sentenza. Sì al Crocefisso, quindi.<br />
A questo punto, per entrare meglio nella questione, apro una parentesi.<br />
La principale motivazione di chi non vuole il Crocefisso nelle aule scolastiche: <strong>l&#8217;Italia è uno stato laico</strong>. Citando Wikipedia, &#8220;la parola è originata dal greco λαikòς &#8211; del popolo, estensione del termine λαός, laós &#8211; popolo e contraddistingueva l&#8217;appartenente alla moltitudine degli uomini in contrapposizione agli appartenenti a una comunità chiusa&#8221;. Al giorno d&#8217;oggi questo termine viene dunque utilizzato per indicare un Paese che non abbraccia solo una comunità chiusa, quale il Cattolicesimo, ma la fede e le idee di ogni singola persona. Nella religione come in ogni altro ambito. Si è liberi di credere in quello che si vuole, la nostra Repubblica** è laica. Ce lo garantisce la Costituzione. Tuttavia è bene notare qualcosa che sfugge ai più: il comma II dell&#8217;art. 8 della Costituzione recita così. &#8220;Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l&#8217;ordinamento giuridico italiano&#8221;. <strong>Ebbene sì, i nostra padri costituenti hanno voluto rafforzare il valore della fede abbracciata dalla maggior parte degli italiani. Senza limitare le altre confessioni, ma è chiaro che citando una particolare fede nella Costituzione, le si dà un particolare valore.</strong> Non sappiamo se questo particolare valore dovesse risultare religioso o storico-culturale, sta di fatto che è innegabile questo aspetto.<br />
Detto questo, è bene parlare anche della sentenza. E&#8217; veramente vietato mettere il Crocefisso nelle aule scolastiche, secondo la Corte? Qui mi sorge qualche dubbio, lo premetto. La Corte Europea s&#8217;è infatti espressa su due <acronym title="I Regi Decreti sono atti normativi del Regno d'Italia: nel nostro caso adottati durante il ventennio fascista. Ovviamente, nel nostro sistema, non sono rimasti solo quei due RD: ce ne sono svariati, alcuni dei quali ancora molto importanti.">Regi Decreti</acronym>, in vigore in Italia, che prevedevano il Crocefisso come arredo scolastico. Pertanto possiamo anche pensare che questa norma fosse da intendere implicitamente abrogata già con, per esempio, la Costituzione. Il punto contro l&#8217;Italia è stato che quel simbolo potrebbe indottrinare i ragazzi non Cattolici &#8211; in grande minoranza. Ma la nostra Costituzione non abbiamo appena detto che abbraccia tutte le confessioni, e non ne rifiuta nessuna? Non è fare discriminazione, perché accanto al Crocefisso ci può stare benissimo qualsiasi altro simbolo religioso, anche quello della comunità numericamente più piccola in Italia. <strong>Il dubbio che mi è sorto riguarda il &#8220;no&#8221;  della Corte: si riferivano all&#8217;imposizione del simbolo, così come previsto dai Regi Decreti, o all&#8217;esposizione libera nelle aule? </strong>Perché sappiamo bene che in poche realtà locali il simbolo viene utilizzato realmente come arredo scolastico.<br />
Adesso attenderemo la sentenza che seguerà il ricorso del Governo, ma si può già pensare al futuro.<br />
Perché non fare una bella legge con cui si abrogano i due RD e si dice che l&#8217;Italia, in quanto laica, prevede che le classi che lo vogliano possono mettere il Crocefisso, e tutti gli altri studenti, che credono in un altro Dio, possono appendere accanto a Cristo un loro simbolo? Sarebbe questa l&#8217;Italia (e l&#8217;Europa) dei popoli, delle nazioni e della fratellanza.<br />
Senza scordare che nel nostro Paese il simbolo del Crocefisso non ha un valore esclusivamente religioso, ma anche civico: rappresenta la fratellanza, l&#8217;amore per il prossimo. Cosa c&#8217;è di così male a vederlo appeso di fronte a sé, anche se non ci si crede?</p>
<p>Chi lo desiderasse, si può leggere la sentenza completa sul sito della <a href="http://cmiskp.echr.coe.int/gentkpss/gen-recent-hejud.asp" target="_new">Corte Europea</a>. La sentenza è in francese, quindi se non conoscete la lingue vi conviene sfruttare Google Translate.</p>
<p><em>* Il sondaggio non ha valore statistico: mi sento in obbligo morale specificarlo, qualora un certo mio Docente legga&#8230;devo dimostrare i miei miglioramenti!! Con simpatia.<br />
** Ho scoperto oggi che dal punto di vista giuridico i termini Stato e Repubblica non coincidono più. Tenterò pertanto di utilizzare il termine più appropriato, anche se non sempre sarà facile.</em></p>
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		<title>Interviste sulla polemica del Crocefisso a Terni</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 23:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Crocefisso]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto Professionale "Casagrande" di Terni]]></category>

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		<description><![CDATA[In merito all&#8217;articolo che ho scritto ieri sul Crocefisso che veniva tolto dalla parete di un&#8217;aula da un professore, sempre nella giornata di ieri ho provveduto ad intervistare per Skuola.net il Dirigente Scolastico dell&#8217;Istituto di Terni in cui sono accaduti i fatti ed il sindacato Cobas, che ha manifestato al fianco del professore &#8220;ateo&#8221;. Intervista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2009/02/pg_scuola_crocifisso_gr.jpg' alt='' />In merito all&#8217;articolo che ho <a href="http://www.alexmenietti.it/2009/02/via-il-crocefisso-in-nome-dellintolleranza-religiosa">scritto ieri</a> sul Crocefisso che veniva tolto dalla parete di un&#8217;aula da un professore, sempre nella giornata di ieri ho provveduto ad intervistare per Skuola.net il Dirigente Scolastico dell&#8217;Istituto di Terni in cui sono accaduti i fatti ed il sindacato Cobas, che ha manifestato al fianco del professore &#8220;ateo&#8221;.</p>
<p><strong><u>Intervista al Dirigente Scolastico, prof. Giuseppe Metastasio.</u></strong></p>
<p><strong>Cosa ne pensa di questa vicenda?</strong><br />
Innanzitutto la notizia non è &#8220;nuova&#8221;, in quanto l&#8217;episodio si ripete dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. Sta di fatto che dall&#8217;inizio dell&#8217;anno c&#8217;è il ripetersi di questo comportamento da parte del docente, che sta proseguendo ancora anche in questi giorni. Oggi finalmente verrà ascoltato dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e probabilmente verranno presi provvedimenti disciplinari nei suoi confronti.</p>
<p><strong>Se non sbaglio sono stati gli studenti a segnalarle questo episodio&#8230;</strong><br />
Sì ed è mio dovere tutelarli, come d&#8217;altra parte anche i lavoratori. La scuola ha al centro del servizio proprio gli studenti, che sono i fruitori del servizio. Stanno crescendo, tra l&#8217;altro fanno terza e quindi sono minorenni: un&#8217;imposizione nei loro confronti è grave.</p>
<p><strong><u>Intervista a Nicola Giua dei Cobas.</u></strong></p>
<p><strong>Come giudica la vicenda?</strong><br />
Assurda. La vicenda è veramente assurda non solo per il fatto della polemica sul Crocefisso, ma anche per una serie di episodi accaduti dentro la scuola.</p>
<p><strong>Si spieghi meglio.</strong><br />
Oltre all&#8217;episodio che è ormai noto a tutti, sono state svolte alcune riunioni in cui non per tutti è stato possibile intervenire. La volontà del Crocefisso in quell&#8217;aula, secondo noi, è stata indotta non dagli studenti ma da qualcun altro. Tutto è nato a fine settembre, quando due ragazzi del terzo anno hanno portato a scuola il simbolo religioso: da questa loro azione è nata una discussione tra loro ed il prof. Coppoli. Al termine di questo dibattito sono scesi a un compromesso: gli studenti erano liberi di tenerlo appeso, ma il professore l&#8217;avrebbe tolto dal muro ogni volta che avrebbe avuto lezione, perchè altrimenti l&#8217;avrebbe vissuto in modo problematico.</p>
<p><strong>Quindi Lei dice che il professore avrebbe problemi ad insegnare con il Crocefisso appeso&#8230;</strong><br />
Esatto, il Crocefisso lo vive problematicamente. E&#8217; dichiaratamente ateo lui, ma io che sono cattolico praticante mi sento di condividere la sua posizione. Siamo in uno stato laico.</p>
<p><strong>Lo Stato prevede però anche che gli studenti debbano crescere non solo sotto il profilo formativo, ma anche sotto quello umano e culturale&#8230;</strong><br />
Il professore ha problemi etico-religiosi nel vedere quel simbolo appeso, e dal momento che lo Stato è laico ha diritto ad essere tutelato. Ripeto, secondo noi la volontà di appendere il Crocefisso è stata indotta da qualcun altro.</p>
<p><strong>Un&#8217;ultima domanda: al centro della scuola &#8211; secondo Lei &#8211; ci sono gli studenti o i professori?</strong><br />
Tutti sono al centro della scuola, non solo queste due categorie. Certo è che senza studenti la scuola non esisterebbe&#8230;</p>
<p><font size="1">Le foto non hanno nulla a che fare con il professore in questione né con la suddetta scuola.</font></p>
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		<title>Via il Crocefisso in nome dell&#039;intolleranza religiosa</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 23:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Istituto Professionale "Casagrande" di Terni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore di tensione per un docente dell&#8217;Istituto Professionale &#8220;Casagrande&#8221; di Terni, che è stato denunciato dal suo Dirigente Scolastico per aver tolto più volte il Crocefisso dall&#8217;aula in cui insegnava, e che ora rischia una sanzione esemplare. Tutto è iniziato all&#8217;inizio dell&#8217;anno. Il professore in questione, durante le sue ore di lezione in un&#8217;aula in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2009/02/crocefisso.jpg' alt='' /><strong>Ore di tensione per un docente dell&#8217;Istituto Professionale &#8220;Casagrande&#8221; di Terni, che è stato denunciato dal suo Dirigente Scolastico per aver tolto più volte il Crocefisso dall&#8217;aula in cui insegnava, e che ora rischia una sanzione esemplare.</strong><br />
Tutto è iniziato all&#8217;inizio dell&#8217;anno. Il professore in questione, durante le sue ore di lezione in un&#8217;aula in cui era affisso il Crocefisso, staccava il simbolo religioso per poi riappenderlo alla fine delle sue ore. Il fatto, inizialmente, non ha creato problemi, ma durante un&#8217;assemblea studentesca alcuni ragazzi si sono lamentati di questo fatto. La segnalazione è stata così girata al Dirigente Scolastico che, dopo aver chiesto invano al professore di smettere nel suo comportamento intollerante, ha visto come unica soluzione la denuncia nei confronti del professore. E così, nel corso della giornata di oggi, l&#8217;insegnante verrà interrogato dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.<br />
&#8220;La Repubblica&#8221; riporta una dichiarazione del docente, che nell&#8217;istituto aveva anche il ruolo di rappresentante sindacale: <em>&#8220;[...] Rivendica la libertà docente di non fare lezione sotto un simbolo appeso dietro la cattedra, di una specifica confessione religiosa, invocando la libertà di insegnamento, la libertà religiosa e la laicità dello Stato e della scuola pubblica previste dagli articoli costituzionali&#8221;</em>.<br />
Se i fatti sono come descritti, è inutile dire che <strong>il professore è dalla parte del torto.</strong> Sebbene vi siano esclusivamente regolamentazioni a riguardo, la libertà di esprimere il proprio credo religioso dà la ragione agli studenti. I precedente di questo caso risalgono ai primi anni 2000, con dapprima il caso di Adel Smith a L&#8217;Aquila <em>(è stato condannato per vilipendio della religione cattolica ed a 6.000€ di multa dal Tribunale di Verona)</em> e poi <em>(nel 2004)</em> il caso del &#8220;Cena&#8221; di Ivrea, che portai avanti io, dato che allora ero rappresentante degli studenti.<br />
Riguardo invece le dichiarazioni del docente, è da far notare qualche imprecisione. <strong>Innanzitutto il fatto che il laicismo si basa sul rispetto di tutte le confessioni religiose, e non sull&#8217;intolleranza: in questo caso di parla di ateismo, ma questo atteggiamento non è affatto tutelato dalla Costituzione.</strong> Da far notare anche che diverse leggi tutelano l&#8217;ambiente scolastico, che deve permettere l&#8217;accrescere degli studenti non solo dal punto di vista formativo: tra questi anche la Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989. <strong>Un gesto grave, gravissimo, che non ha nulla a che vedere con la laicità professata, ma che ha a che vedere solo con l&#8217;intolleranza religiosa.</strong></p>
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		<title>Cristofobia e perdita dei valori in Occidente</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 23:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cristofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Crocefisso]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; dello scorso weekend la sentenza che ha vietato il Crocefisso in una scuola spagnola. Una sentenza incredibile, che ha suscitato polemiche in tutto il mondo. &#8220;In base a questa sentenza &#8211; racconta l&#8217;arcivescovo di Valladoid, Braulio R. Plaza, alla Radio Vaticana &#8211; qualunque segno religioso potrebbe essere cancellato e tolto in qualsiasi luogo, perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.alexmenietti.it/wp-content/uploads/2008/11/cross_by_7th_dream.jpg' alt='' /><strong>E&#8217; dello scorso weekend la sentenza che ha vietato il Crocefisso in una scuola spagnola. Una sentenza incredibile, che ha suscitato polemiche in tutto il mondo.</strong> <em>&#8220;In base a questa sentenza</em> &#8211; racconta l&#8217;arcivescovo di Valladoid, Braulio R. Plaza, alla Radio Vaticana &#8211; <em>qualunque segno religioso potrebbe essere cancellato e tolto in qualsiasi luogo, perché potrebbe ferire la suscettibilità e la sensibilità di molta gente. Allora faccio l&#8217;esempio di una città europea come Bruges, dove ci sono angoli, vie, incroci in cui sono collocate tante piccole immagini della Vergine, di Cristo e non credo che la gente anche non religiosa, non cristiana, si dia pena per questo. Sono sicuro che mi diranno che qui la questione è diversa… si tratta di un&#8217;aula, di una scuola dove stanno dei bambini… <strong>Allora, di questo passo, dovremo chiedere il permesso per dire &#8216;io credo in Dio e in nostro Signore Gesù Cristo&#8217;?</strong> Non lo so, se vogliamo arrivare a questo… Io voglio continuare a mostrare i simboli religiosi, perché mi pare che anche questo faccia parte della libertà religiosa a cui tutti teniamo&#8221;</em>.<br />
La Croce è affilata, può tagliare, dividere la gente. La Croce è stata usata in passato per conquiste e guerre, ma quel tempo è lontano. In quel tempo tutte le confessioni religiose erano in guerra ed in lotta fra di loro, per dimostrare il proprio prestigio, come neanche in un gioco da tavolo si fa. Ora no. <strong>Ora la Chiesa si occupa di beneficenza. Aiuta i poveri, gli immigrati. Accoglie persone senza un centesimo in tasca, persone provenienti da chissà quale parte del mondo e di chissà quale confessione religiosa: lo fa sotto la Croce, una Croce che unisce e non ferisce.</strong> Rimargina, anzi, le ferite di chi vive nella sofferenza. Regala un sorriso a chi non lo ha. Ma la Croce non è solo questo. <strong>Ci ricorda anche le nostre radici, la nostra storia.</strong> Se festeggiamo il Natale, non è un caso. Eppure anche in quest&#8217;occasione c&#8217;è chi fa cantare ai bambini cori alternativi, in cui non si fanno riferimenti alla religione. Ma perché? Perché la religione dev&#8217;essere vista come qualcosa che deve dividere? Successe anche quattro anni fa qua a Ivrea, quand&#8217;ero rappresentante degli studenti alle scuole superiori. Allora la polemica venne vinta da noi ragazzi, contro il volere dell&#8217;insegnante che tolse il Crocefisso. Dimostrammo anche come la nostra volontà non era strumentale né offensiva, ma solo perché tenevamo a quel simbolo: tutti insieme, cristiani e atei.<br />
<strong>Oggi come quattro anni fa, ma con una sentenza che fa pensare anche a me che nel mondo ci sia veramente un fondo di Cristofobia, che nel nome della laicità stiamo perdendo tutto quello che ci appartiene e che non ci dovrebbe abbandonare mai: la cultura, le tradizioni, le radici.</strong> Altrimenti si perde il concetto di popolo. Di nazione. Di ideali. <strong>Io credo ancora nel valore della religione&#8230;e non smetterò mai di crederci.</strong></p>
<p><em>P.s. per gli iscritti a Facebook, è stato creato un gruppo in difesa del Crocefisso nelle aule spagnole. Potete visitarlo (ed eventualmente iscrivervi) <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=36388689262&#038;ref=mf" target="_new">cliccando qui</a>.</em></p>
<p><font size="1">L&#8217;immagine è di proprietà di 7th dream ed è pubblicata sotto licenza Creative Commons: <a href="http://7th-dream.deviantart.com/art/cross-52356577" target="_new">clicca qui</a> per maggiori info e/o per la pagina dell&#8217;autore.</font></p>
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