Prof accusato di masturbarsi in classe: intervista shock a una sua studentessa

Postato 2 anni, 4 mesi fa alle 00:05. 4 commenti

Avevo ripreso allibito la notizia pubblicata da due quotidiani di un professore che – dalle accuse – pare si masturbasse in classe. Sempre allibito ho creato un tavolo a quattro per commentare al meglio la notizia, senza cadere in giudizi inutili e dannosi. Poi ho conosciuto uno studente di questo professore. Gli ho fatto delle domande, gli ho chiesto la sua idea. In modo che ci aiuti a chiarire anche le nostre. In modo che tutti possiate capire cosa accade con quel docente.

1. Tu sei un suo studente…come giudichi il comportamento di questo professore nei vostri confronti?
Ho sempre giudicato il suo comportamento molto poco rispettoso nei confronti degli studenti, perchè il rapporto tra alunno e professore deve essere di rispetto reciproco. E’ sempre stato molto duro e, a mio parere, anche piuttosto volgare in molte situazioni. Non a livello di molestie sessuali ma, per esempio, bestemmiava. Anche se all’inizio appare come una persona simpatica e alla mano: ci si mette poco tempo a cambiare idea.

2. Avete mai avuto problemi con lui? Il vostro preside ha detto di avere quasi un dossier a riguardo…
Sì ne abbiamo avuti, anche se mai particolari lamentele scritte. Però ci faceva fare il saluto militare (obbligatorio quando entrava) e ho sentito racconti abbastanza pesanti. Per esempio, le bestemmie in classe. Non voleva nemmeno mai discutere dei problemi di una classe in Consiglio. Ha accusato ragazzi di disonestà e, secondo alcune voci anche riportate sui giornali, faceva fare il saluto romano.

3. Qualcuno ha detto che intanto a quell’età siete già nel mondo del sesso, e pertanto non dovreste farvi tutti questi problemi. Nella tua classe siete veramente tutti così sereni di fronte alla sessualità? La vostra scuola ha mai organizzato incontri a riguardo?

Con la mia classe non abbiamo mai partecipato ad incontri, che reputo comunque inutili, perchè dicono cose banali e che tutti in genere sanno già. Le cose riguardanti la sessualità si imparano da soli ma si devono rispettare i propri tempi ed è per questo che molti non sono sereni: è tutto una gara a chi fa primo e tanti bruciano le tappe. Oppure ci sono ragazzi che semplicemente ancora non ne vogliono sentire parlare. Poteva entrarci chiunque in quella classe: e se fosse entrata una ragazzina di 13 anni? Tra la maggior parte dei ragazzi, non c’è serenità sulla sessualità, c’è paura, dubbio, imbarazzo e allo stesso tempo voglia di sapere.

4. Se fossi stata tu a ritrovarti davanti al professore che si masturbava, come avresti reagito? E se avesse chiesto a te di camminare a quattro zampe facendo il verso del maiale?
Credo che sarei scappata anch’io, ma cosa si può fare? Salutare come se niente fosse è fuori discussione e poi uno si spaventa! Un uomo che si masturba in un’aula di un liceo – se veramente così fosse andata – è un pazzo o per lo meno ha qualche serio problema. Nessuna ragazza (e credo anche ragazzi) sarebbero rimasti lì.
Per quanto riguarda l’altra faccenda mi sarei rifiutata, non voglio che si calpesti la mia dignità e dunque sarebbe stato assolutamente fuori discussione. Ma io sono io e tanti altri non mettono in dubbio l’autorità del professore. L’avrebbero fatto, o l’hanno fatto, e ci avrebbero solo guadagnato un sacco di rabbia repressa, imbarazzo e senso di impotenza. Va anche sottolineato che questi episodi accadano solo con gli alunni di prima e di seconda, perché a quelli più grandi non osa fare scenate del genere.

5. Dopo quello che è accaduto, è cambiata la tua considerazione di quel professore? Anche gli altri professori li vedi diversamente?
La mia considerazione è sempre stata molto bassa, nonostante io abbia la sufficienza. Non riuscivo a capire il suo comportamento così strano, le sue spiegazioni frammentarie e poco utili. Gli altri professori per me non sono cambiati, però questa vicenda mi ha fatto pensare che quelli che dovrebbero educare, i cosiddetti educatori, spesso non sono in grado di dividere i problemi della propria vita dal lavoro, provocando un mescolone che si riversa sugli alunni, che diventano delle vittime incapaci di far nulla, visto il sistema scolastico italiano, dove è impossibile licenziare chiunque.

Penso che questo commento possa bastare…io rimango sempre più allibito.

Prof che si masturba: le 4 opinioni

Postato 2 anni, 4 mesi fa alle 00:20. 9 commenti

Gli scandali nel mondo della scuola sono all’ordine del giorno e le mie opinioni non si sono mai fatte attendere. Vista la delicatezza del tema di ieri, ho deciso di non rispondere solo io. Qui di seguito trovate le opinioni di quattro tra i maggiori esponenti di tematiche scolastiche a livello nazionale. Franca Corradini è una direttrice amministrativa, presidente dell’Adaar e blogger: cura “A scuola di bugie”, in cui parla dei problemi dell’istruzione scolastica. Anna Ciriani è forse più conosciuta col nome “Madameweb”: è la professoressa di Pordenone sospesa dall’insegnamento per essersi dedicata alla sessualità nella sua vita privata. Infine Daniele Vinci, laureando che ha preparato una tesi tutta sul sistema scolastico; dedica il tempo libero al suo blog, dove parla anche lui di problemi di scuola, ma non solo.
Spero che da questo quadretto di opinioni possa uscire una buona visione d’insieme, che vi permetta di considerare il problema senza cadere in inutili e stupidi giudizi. Chiunque altro desiderasse intervenire può farlo tramite i commenti. Potete rivolgere domande anche agli altri tre opinionisti, vi risponderanno.


Alex Menietti
www.alexmenietti.it
Franca Corradini
ascuoladibugie.blogosfere.it


Nonostante non ci sia ancora una sentenza che attesti quanto accaduto, è preoccupante sentire gli studenti di questo professore definirlo “pazzo” ed il preside, preso meno dall’euforia, giudicare i suoi atteggiamenti “estremi”. E’ altrettanto preoccupante pensare a simili situazioni, perché se in alcuni casi gli scandali portati avanti dai media riguardavano la vita privata dei docenti, in questo caso si parla della vita professionale. C’è da riflettere sugli ispettori, mai mandati, prima che i giornali dedicassero spazio a questa notizia. Se l’istituto fosse stato privato il professore probabilmente sarebbe stato allontanato subito, in virtù delle molestie degli ultimi anni e non solo per quest’ultimo episodio dubbio. Ma la scuola è pubblica e – a quanto pare – nulla funziona come dovrebbe. Siamo veramente sicuri che il servizio offerto agli studenti sia il migliore? Ancora una volta l’inerzia, il silenzio colpevole della Pubblica Amministrazione consente il perpetrarsi di comportamenti che chiamare scorretti è troppo poco. Pubblica Amministrazione che, nel caso dell’ambiente scolastico, dovrebbe avere un occhio di riguardo in più visto che gli utenti sono i giovani, i giovanissimi. Le segnalazioni c’erano state, in questo come in molti altri casi di mia conoscenza diretta. Perché questo presunto insegnante era ancora al suo posto? Perché non esite un sistema di assunzioni che verifichi le capacità psico attitudinali di chi va a svolgere un così delicato compito? Fare il Ponzio Pilato sembra il nuovo sport della classe dirigente. Mi auguro, e mi adopererò con tutti i mezzi possibili perché questo stato di cose finisca. E’ venuta l’ora che ognuno si assuma, per amore o per forza, le proprie responsabilità.

Anna Ciriani
madameweb.wordpress.com
Daniele Vinci
studentefreelance.blogspot.com


La scuola sembra non conoscere pace con gli scandali! Non dobbiamo mai dimenticare che l’insegnante è anche un essere umano, pertanto seppur educatore è comunque soggetto alle debolezze che la vita presenta. Tra i docenti ci sono stati e potrebbero esserci: pedofili, omicidi, ladri, estremisti politici, pazzi, ecc, perchè questa è anche la nostra società! Ovviamente la stessa cosa riguarda qualunque categoria professionale e sociale, clero compreso. Dopo avere fatto questa lunga premessa, bisogna tenere in considerazione un’altra cosa: siamo certi che quella sia la verità? Da quanto dichiara il preside della scuola, attraverso i mezzi d’informazione, questo docente non è mai stato molto professionale, ma è vero anche che in Italia si fa presto a nominare santi e a dichiarare colpevoli! Sul giornale scrivono che l’alunna è di indubbia serietà e attendibilità! Possiamo anche dare credito a queste dichiarazioni, ma dobbiamo mantenere il lecito dubbio, poichè per esperienza personale, so che i giornali creano il sensazionalismo per vendere. Lo scoop, sapientemente arricchito di particolari, spesso più o meno attendibili, distorce l’informazione e può anche renderla inverosimile. A tale proposito, prossimamente pubblicherò nel mio blog un articolo che mi riguarda e che invito a leggere. Ciò che in questa vicenda mi sorprende, ancor più della presunta malefatta dell’insegnante, è il fatto che nonostante le ripetute richieste del preside, il Provveditorato non abbia mandato un Ispettore a verificare quantomeno l’attendibilità dei fatti. Purtroppo, la Pubblica Amministrazione è spesso intempestiva burocraticamente per porre rimedio a piccoli problemi, che col passare del tempo diventano gravi. Con me invece, accusata ingiustamente per fatti leciti che riguardano la mia vita privata, sono intervenuti subito e addirittura a livello ministeriale, trattandomi come la peggiore dei criminali. Dopo 5 mesi sono ancora in attesa di conoscere il mio futuro professionale.
Incredibile il fatto che, se certi delle prove e delle dichiarazioni che l’alunna ha rilasciato, il docente sia stato semplicemente invitato a prendersi una settimana di vacanza. Ingiustizia Italiana!
Credo sia inutile punire “solo” il peccatore senza analizzare tutto il contesto, che andrebbe risolto alla radice. Sulla scuola si potrebbero scrivere poemi. Quello che più di tutto rammarica è che viene a mancare sempre di più la figura dell’insegnante, sostituita da tanti “anonimi” impiegati statali. Manca lo stile di insegnante. Lo stile non si acquisisce, lo si possiede. Lo stile è un modo elegante di saper presenziare una professione. Non tutti possono averlo. Non basta una laurea ed una buona preparazione per poter comunicare con dei ragazzi. La scuola non deve essere una scelta (o un lavoro) di ripiego. La scuola è in primis la “coltivazione” del futuro.

Professore si masturba in classe

Postato 2 anni, 4 mesi fa alle 00:20. 10 commenti

Al liceo King di Sturla (Genova) ci sono due orari di uscita. 12.40 e 13.30. Una studentessa che usciva alle 12.40, dopo essersi allontanata, si accorge di aver dimenticato un libro in classe. Saluta le amiche, torna indietro a recuperare quanto dimenticato. Entra a scuola, si avvicina alla sua aula. Apre la porta. Davanti a sé però non trova l’aula vuota come si aspettava, ma un professore con i pantaloni abbassati, che si masturba. La ragazza rimane sconvolta, scappa.
Il giorno successivo, forse perché preoccupato dalla situazione, il professore decide di affrontare il problema. Lo fa nel peggiore dei modi, minacciando gli studenti. Ma gli studenti di mettere una pietra sull’accaduto proprio non ne hanno intenzione, così raccontano tutto ai genitori. Alcuni di questi, allarmati, sono corsi in Questura. Sporta la denuncia, professore allontanato temporaneamente.
Il preside Renato Delle Piane, raggiunto telefonicamente dal Secolo XIX, ha dichiarato: «Sono mesi, anni che questo docente, che ha 62 anni ed è sposato, crea problemi con i suoi comportamenti e nonostante abbia sollecitato spesso il Provveditorato chiedendo un’ispezione, non mi è stata mai mandata, perché, dicono i dirigenti, non ci sono a disposizione ispettori esperti di matematica e fisica. Ma cosa c’entra mai? Quel professore non mi creava certo problemi didattici…ma ben altri. Un duro, un razzista, un uomo spesso con atteggiamenti estremi. Contro di lui ho decine di lettere delle famiglie. Un dossier composto negli anni…».
Tra questi episodi “un ragazzo fatto passeggiare a carponi facendo il verso del maiale” racconta uno studente. Comportamenti assurdi, vergognosi, qualora venissero confermati. Che ridicolizzano ancora una volta la scuola italiana.
Il professore è stato ascoltato ieri dagli ispettori e, pare, sia stato assolto dalle accuse. Attendo tuttavia informazioni più dettagliate, perché la durezza del Preside e degli studenti nel definire quel docente desta molte preoccupazioni.

L’immagine è stata tratta da www.no-privacy.it