apr 16 2008
Prof accusato di masturbarsi in classe: intervista shock a una sua studentessa
Avevo ripreso allibito la notizia pubblicata da due quotidiani di un professore che – dalle accuse – pare si masturbasse in classe. Sempre allibito ho creato un tavolo a quattro per commentare al meglio la notizia, senza cadere in giudizi inutili e dannosi. Poi ho conosciuto uno studente di questo professore. Gli ho fatto delle domande, gli ho chiesto la sua idea. In modo che ci aiuti a chiarire anche le nostre. In modo che tutti possiate capire cosa accade con quel docente.
1. Tu sei un suo studente…come giudichi il comportamento di questo professore nei vostri confronti?
Ho sempre giudicato il suo comportamento molto poco rispettoso nei confronti degli studenti, perchè il rapporto tra alunno e professore deve essere di rispetto reciproco. E’ sempre stato molto duro e, a mio parere, anche piuttosto volgare in molte situazioni. Non a livello di molestie sessuali ma, per esempio, bestemmiava. Anche se all’inizio appare come una persona simpatica e alla mano: ci si mette poco tempo a cambiare idea.
2. Avete mai avuto problemi con lui? Il vostro preside ha detto di avere quasi un dossier a riguardo…
Sì ne abbiamo avuti, anche se mai particolari lamentele scritte. Però ci faceva fare il saluto militare (obbligatorio quando entrava) e ho sentito racconti abbastanza pesanti. Per esempio, le bestemmie in classe. Non voleva nemmeno mai discutere dei problemi di una classe in Consiglio. Ha accusato ragazzi di disonestà e, secondo alcune voci anche riportate sui giornali, faceva fare il saluto romano.
3. Qualcuno ha detto che intanto a quell’età siete già nel mondo del sesso, e pertanto non dovreste farvi tutti questi problemi. Nella tua classe siete veramente tutti così sereni di fronte alla sessualità? La vostra scuola ha mai organizzato incontri a riguardo?
Con la mia classe non abbiamo mai partecipato ad incontri, che reputo comunque inutili, perchè dicono cose banali e che tutti in genere sanno già. Le cose riguardanti la sessualità si imparano da soli ma si devono rispettare i propri tempi ed è per questo che molti non sono sereni: è tutto una gara a chi fa primo e tanti bruciano le tappe. Oppure ci sono ragazzi che semplicemente ancora non ne vogliono sentire parlare. Poteva entrarci chiunque in quella classe: e se fosse entrata una ragazzina di 13 anni? Tra la maggior parte dei ragazzi, non c’è serenità sulla sessualità, c’è paura, dubbio, imbarazzo e allo stesso tempo voglia di sapere.
4. Se fossi stata tu a ritrovarti davanti al professore che si masturbava, come avresti reagito? E se avesse chiesto a te di camminare a quattro zampe facendo il verso del maiale?
Credo che sarei scappata anch’io, ma cosa si può fare? Salutare come se niente fosse è fuori discussione e poi uno si spaventa! Un uomo che si masturba in un’aula di un liceo – se veramente così fosse andata – è un pazzo o per lo meno ha qualche serio problema. Nessuna ragazza (e credo anche ragazzi) sarebbero rimasti lì.
Per quanto riguarda l’altra faccenda mi sarei rifiutata, non voglio che si calpesti la mia dignità e dunque sarebbe stato assolutamente fuori discussione. Ma io sono io e tanti altri non mettono in dubbio l’autorità del professore. L’avrebbero fatto, o l’hanno fatto, e ci avrebbero solo guadagnato un sacco di rabbia repressa, imbarazzo e senso di impotenza. Va anche sottolineato che questi episodi accadano solo con gli alunni di prima e di seconda, perché a quelli più grandi non osa fare scenate del genere.
5. Dopo quello che è accaduto, è cambiata la tua considerazione di quel professore? Anche gli altri professori li vedi diversamente?
La mia considerazione è sempre stata molto bassa, nonostante io abbia la sufficienza. Non riuscivo a capire il suo comportamento così strano, le sue spiegazioni frammentarie e poco utili. Gli altri professori per me non sono cambiati, però questa vicenda mi ha fatto pensare che quelli che dovrebbero educare, i cosiddetti educatori, spesso non sono in grado di dividere i problemi della propria vita dal lavoro, provocando un mescolone che si riversa sugli alunni, che diventano delle vittime incapaci di far nulla, visto il sistema scolastico italiano, dove è impossibile licenziare chiunque.
Penso che questo commento possa bastare…io rimango sempre più allibito.
Gli scandali nel mondo della scuola sono all’ordine del giorno e le mie opinioni non si sono mai fatte attendere. Vista la delicatezza del tema di ieri, ho deciso di non rispondere solo io. Qui di seguito trovate le opinioni di quattro tra i maggiori esponenti di tematiche scolastiche a livello nazionale. Franca Corradini è una direttrice amministrativa, presidente dell’Adaar e blogger: cura “A scuola di bugie”, in cui parla dei problemi dell’istruzione scolastica. Anna Ciriani è forse più conosciuta col nome “Madameweb”: è la professoressa di Pordenone sospesa dall’insegnamento per essersi dedicata alla sessualità nella sua vita privata. Infine Daniele Vinci, laureando che ha preparato una tesi tutta sul sistema scolastico; dedica il tempo libero al suo blog, dove parla anche lui di problemi di scuola, ma non solo.



Al liceo King di Sturla (Genova) ci sono due orari di uscita. 12.40 e 13.30. Una studentessa che usciva alle 12.40, dopo essersi allontanata, si accorge di aver dimenticato un libro in classe. Saluta le amiche, torna indietro a recuperare quanto dimenticato. Entra a scuola, si avvicina alla sua aula. Apre la porta. Davanti a sé però non trova l’aula vuota come si aspettava, ma un professore con i pantaloni abbassati, che si masturba. La ragazza rimane sconvolta, scappa.



