C’è una storia nella vita di tutti gli uomini


William Shakespeare

Dal Blog

apr
06
Pubblicato alle 12:20 am

Non so come faccia a piacere il Grande Fratello. Non so come la gente possa ritrovarsi nel comportamento dei concorrenti.
A fare da garante per il reality show c’è tutta Mediaset, che non dà alternative ai giovani per il lunedì sera, e così per 100 giorni all’anno bisogna sopportare questa trasmissione. Però, almeno, potrebbero provare a fare una gara un minimo educativa. Che vinca il più bravo, che la cultura dei partecipanti conti, almeno poco poco. Invece si sente ancora dire che la “tettonica” viene studiata dai chirurghi plastici, che Caronte accompagnò Dante nei gironi dell’Inferno, che Giovanna d’Arco viene chiamata “pulce d’Orleans”, che Napoleone venne sconfitto a Wallo, che il “5 Maggio” inizia con “Ei fu ferito ad una gamba“.
Il festival dell’ignoranza prosegue, puntata dopo puntata, con pubblico e Alessia Marcuzzi che ci ridono su. Ma questo non fa ridere. I bambini ed i ragazzi che guardano la trasmissione si costruiscono nel loro immaginario un mondo parallelo, in cui la cultura non conta, in cui il titolo di studio non fa la differenza, sia esso la terza media o la laurea, in cui basta essere simpatici per aver successo nella vita. Ma la vita non è così.

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