C’è una storia nella vita di tutti gli uomini


William Shakespeare

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Anche in Francia da qualche tempo la scuola è sotto accusa da parte degli studenti. Come da noi c’è chi preferisce fare altro durante le lezioni, ma c’è anche chi, seguendo, trova problemi di apprendimento a causa di un professore che la materia che insegna sembra proprio non l’abbia mai sentita prima, un altro che ha dei metodi d’insegnamento tutti suoi, un altro ancora offensivo.
Ecco allora la nascita – a fine gennaio – di “Note2be.com“, un sito realizzato per permettere agli studenti di valutare i propri professori. Anche gli studenti si sono così buttati in pagelle, sebbene virtuali, regalando al sito un grande successo (40 mila utenti in nemmeno un mese) e suscitando un mare di polemiche. “Non spetta agli alunni dare le pagelle” dice Francis Berguin di Snes-Fsu, principale sindacato delle superiori.
Non spetta agli studenti, forse. Ma se nessuno è in grado di valutarli, perché non aprire queste porte? Non dev’essere uno scontro, ma bensì una piacevole apertura, che permetterebbe ai Presidi di verificare le effettive abilità dei docenti ed alle Istituzioni di verificare le scuole con gli insegnanti migliori, come già sta facendo proprio Note2be. A dimostrazione dell’innocenza dell’iniziativa sono i parametri di valutazione: interessante, chiaro, disponibile, equanime, rispettato dalla classe, motivato.
Il problema sorge quando un professore si ritrova sotto la sufficienza, con le sue (in)capacità e i suoi metodi di valutazione discutibili schiaffati lì, su un sito che vedono milioni di persone. Ecco che allora col rischio di passare per professore incapace si procede per legge: sei professori si sono infatti costituiti nel procedimento giudiziario come parti lese.
E se il Ministro dell’Istruzione ha attaccato l’iniziativa, c’è chi supporta quest’idea, come l’economista Jacques Attali, che nel suo rapporto per rilanciare la Francia ha proposto una valutazione annuale dei professori, dalle scuole materne fino all’Università: finalmente una degna proposta per il rilancio del sistema scolastico. Speriamo che l’iniziativa non rimanga isolata e che anche in Italia, qualsiasi Governo venga eletto, si proceda verso questa direzione.

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