C’è una storia nella vita di tutti gli uomini


William Shakespeare

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I paradossi sono sempre più evidenti. Ricordate il professore filmato mentre fumava in classe, durante le ore di lezione? E’ già stato reintegrato, riceve nuovamente lo stipendio pieno e, da domani, tornerà in aula a far lezione. Un caso singolare, per cui in molti rimangono allibiti tutt’ora. E un motivo in più per rimanere allibiti è la sospensione di tutti gli studenti di quella classe. Una decisione pazzesca e – almeno dal mio punto di vista – senza senso. Si poteva sospendere chi ha fatto il filmato, chi ha difeso il gesto del professore minacciando l’occupazione. Non gli innocenti che hanno assistito alla scena. Pensate d’esser al loro posto: cos’avreste fatto? Dubito che uno studente avrebbe potuto invitare il proprio docente a smettere di fumare, come dubito avrebbe potuto invitare i proprio compagni a non filmare una scena pazzesca come quella. Eppure il preside del “Marco Polo” di Firenze ha voluto dare un segnale di rigidità, sospendendoli tutti. Le sospensioni cominceranno da domani, dieci studenti per volta. I quattro ragazzi che quel giorno erano invece assenti, sono stati censurati. Della consistenza della censura non abbiamo notizie, ma in ogni caso è sbagliato in partenza. Perché nessuno è colpevole di qualcosa che non ha fatto.
Non so se qualche ragazzo di quella scuola mi sta magari leggendo: se per caso fosse così, lo invito a contattarmi tramite mail o msn e di fare immediatamente ricorso al preside. Non si è colpevoli fino a prova contraria e, pertanto, chiedete il motivo della sospensione. Non esistono decisioni che colpiscono la collettività anziché il singolo individuo.

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