mag 27 2008

Inchiesta: Revisori dei Conti e spreco di soldi

L’inchiesta è stata lanciata ieri da Franca Corradini sul suo blog ed il popolo di internet è rimasto sbalordito. Decine di siti hanno ripreso la notizia.
Si parlava dei Collegi dei Revisori dei Conti, istituiti in tutte le scuole con il decreto 44/01. I Revisori sono una figura importante per l’attività di supporto ed il controllo delle attività contabili delle scuole. Certificano il bilancio, il conto consultivo, la contrattazione integrativa d’istituto. Viene a formarsi un Collegio ogni tre istituti superiori circa. Ricordando che ovviamente sono le scuole a pagare i compensi e le spese di trasferta sostenute dai Revisori. Si parla solitamente di circa 2.000-5.000 € all’anno, che variano a seconda della distanza della trasferta. Nulla di male, se lo Stato assegnasse alle scuole i fondi necessari. Il problema nasce infatti dal momento che sono le scuole a dover finanziare con i loro fondi per il funzionamento amministrativo e didattico, le spese di trasporto, vitto e alloggio dei Revisori.
Il problema era già stato affrontato nella Finanziaria 2007 diminuendo il Collegio da tre a due componenti.
Ma la soluzione è una barzelletta – racconta Franca Corradini – Il membro eliminato è quello dell’Ente Locale, cioè quello che non ha spese di viaggio e di soggiorno, risiedendo sul posto. Viene risparmiato il solo compenso annuo, di converso viene aumentato quello dei due rimasti, che costano quindi intorno ai 4000 euro l’anno, più le spese dei viaggi, che rimangono dunque inalterate“. Per non limitarsi alla polemica propone anche una soluzione. “Nelle scuole, i Bilanci sono informatizzati. A cadenze periodiche i dati vengono estratti con appositi programmi ed inviati al sistema centrale di controllo del Ministero. I dati sono gli stessi che i revisori inseriscono nel loro programma di controllo… Non sono forse obsoleti questi revisori, esistendo gli strumenti per fare i controlli per via informatica ed automatizzata?


mag 01 2008

Effetto Visco…e la privacy dimenticata

Il Governo più criticato della Seconda Repubblica è terminato ormai da un po’ di tempo. Si sperava che con esso fossero terminati anche i problemi e le polemiche. Dai “bamboccioni” a “quant’è bello pagar le tasse”, il Ministero dell’Economia non ha fatto molto per farsi amare. L’ultimo scandalo è arrivato ieri, con la pubblicazione della dichiarazione dei redditi di persone, associazioni, società ed enti. Da quella di Berlusconi a quella di Veltroni, da quella di Totti a quella della Pausini. Nessuno conosce più segreti di fronte alla decisione di Visco. E se i cittadini, scandalizzati, si preoccupano per la loro privacy e per quanto potrebbe accadere con quei dati in mano a malintenzionati, Visco compare su tutti i telegiornali dicendo che la pubblicazione dei redditi degli italiani è “un fatto di democrazia”. Bella democrazia! Lo Stato si è anteposto ai singoli cittadini, compromettendo la loro sicurezza e la loro riservatezza spiegando che si tratta di democrazia: con quale utilità? Inoltre l’Agenzia delle Entrare dice di aver informato il Garante della Privacy prima della pubblicazione di questi dati, ma quest’ultimi rispondono immediatamente con una nota:

L’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate non è mai stata sottoposta all’attenzione del Garante della Privacy. E’ stato convocato il Collegio per esaminare la questione.

Dopo due ore e mezza di riunione, è poi stata presa una decisione: stop agli elenchi dei redditi. Stop alla violazione della privacy. E aggiungo io: stop alle trovate di Visco. Spesso nel centro-destra si ironizza su Calderoli, che trova dei modi tutti suoi per far politica. Ma vogliamo ignorare tutte queste trovate di Visco?


apr 29 2008

Sexyprof torna ad insegnare (e a farsi palpare?)

E’ arrivata qualche giorno fa la notizia della riammissione della sexyprof di Monteroni (Lecce), quella che in classe si faceva palpare dai suoi studenti senza dir loro nulla, limitandosi ad allontanare uno di loro – da quanto si vede nel video diffuso su YouTube – quando allunga una mano sotto al perizoma, arrivando a zone “proibite“. Senza fare una piega, senza fermarsi un secondo. Mentre allontana la mano del suo studente continua a conversare con una studentessa, probabilmente interrogata.
L’insegnante, una volta finita su YouTube e su tutti i media nazionali, aveva temporaneamente perso il posto di lavoro, in attesa della conclusione delle indagini. Allibita non si arrende e, facendo ricorso al Tar, riesce a vincere la causa. Così ecco l’ordine di reintegrarla nelle graduatorie regionali d’insegnamento. L’Ufficio Provinciale ha già annunciato che farà a sua volta ricorso. Uscendo dalla polemica fine a se stessa, sarebbe bello verificare più a fondo la questione.
1. Cosa ne pensano gli studenti di quell’insegnante? Ho provato a fare qualche ricerca su google, ma nessuna traccia di opinioni dei suoi studenti. Sarebbe interessante sapere cosa dicono di lei.
2. La preparazione dei suoi studenti? L’insegnante è di matematica e se qualcuno non segue le lezioni lo si scopre velocemente. Visto che nel video tutti i ragazzi facevano branco dietro all’insegnante, verificare la preparazione degli studenti permetterebbe di scoprire se tutte le lezioni andavano così o se è stato un caso eccezionale.
3. Nell’attuale situazione nessuno è stato punito. Né l’insegnante, che si faceva palpare, né gli studenti, che la palpavano. Il Dirigente Scolastico, avendo piena autonomia nelle sue decisioni, perché non fa qualcosa?
Sarebbe bello avere risposta a queste tre domande…ma purtroppo rimarranno solo dei dubbi. Dubbi sotterrati in un caso che ha suscitato clamore ma nessuna conseguenza degna di nota. Ennesima dimostrazione della malaistruzione italiana.


apr 22 2008

Gli intoccabili professori

I paradossi sono sempre più evidenti. Ricordate il professore filmato mentre fumava in classe, durante le ore di lezione? E’ già stato reintegrato, riceve nuovamente lo stipendio pieno e, da domani, tornerà in aula a far lezione. Un caso singolare, per cui in molti rimangono allibiti tutt’ora. E un motivo in più per rimanere allibiti è la sospensione di tutti gli studenti di quella classe. Una decisione pazzesca e – almeno dal mio punto di vista – senza senso. Si poteva sospendere chi ha fatto il filmato, chi ha difeso il gesto del professore minacciando l’occupazione. Non gli innocenti che hanno assistito alla scena. Pensate d’esser al loro posto: cos’avreste fatto? Dubito che uno studente avrebbe potuto invitare il proprio docente a smettere di fumare, come dubito avrebbe potuto invitare i proprio compagni a non filmare una scena pazzesca come quella. Eppure il preside del “Marco Polo” di Firenze ha voluto dare un segnale di rigidità, sospendendoli tutti. Le sospensioni cominceranno da domani, dieci studenti per volta. I quattro ragazzi che quel giorno erano invece assenti, sono stati censurati. Della consistenza della censura non abbiamo notizie, ma in ogni caso è sbagliato in partenza. Perché nessuno è colpevole di qualcosa che non ha fatto.
Non so se qualche ragazzo di quella scuola mi sta magari leggendo: se per caso fosse così, lo invito a contattarmi tramite mail o msn e di fare immediatamente ricorso al preside. Non si è colpevoli fino a prova contraria e, pertanto, chiedete il motivo della sospensione. Non esistono decisioni che colpiscono la collettività anziché il singolo individuo.


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