C’è una storia nella vita di tutti gli uomini


William Shakespeare

Dal Blog

Sul caso di Eluana, l’ho già detto, è impossibile dire cosa è giusto e cosa è sbagliato fare. Io sono dalla parte di chi vuole salvarle la vita, ma nei giorni scorsi ho parlato con tantissimi ragazzi che la pensano diversamente da me. Nessuno ha potuto contraddire le mie tesi. Io non ho potuto contraddire le loro. La questione del scegliere tra la vita o la morte appartiene solo alle nostre coscienze, e nessun partito, nessuna religione e nessun personaggio riuscirà mai a conciliare più pensieri, o a convincere chi la pensa diversamente da sè. Forse proprio per questo il Pd ha spostato la discussione sulla Costituzione, abbandonando il tema della vita. E Berlusconi, pensando di potersi imporre anche in questo, s’è abbandonato a dichiarazioni che hanno dato corda alla minoranza.
Il problema della demagogia nasce dal momento che il Presidente della Repubblica ha parlato di incostituzionalità del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri: l’opposizione ha così subito approfittato dell’occasione per rilasciare dichiarazioni a sostegno di Napolitano, parlando di incostituzionalità del “decreto di Berlusconi”. Nella migliore delle ipotesi omettendo il motivo per cui risultava essere incostituzionale, nella peggiore – a mio avviso è accaduto – ignorandone veramente il motivo. Ogni tanto si è tirata in ballo la sentenza della Corte d’Appello, ogni tanto la Corte Suprema di Cassazione, che avevano giudicato il caso-Eluana. Mai s’è parlato esplicitamente del vero motivo per cui il disegno è stato giudicato incostituzionale da Napolitano: “Rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità e urgenza ai sensi dell’art. 77 della Costituzione, se non l’impulso pur comprensibile suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso”.
Alzi la mano chi lo sapeva.
Il risultato dell’omissione di questa notizia da parte della maggior parte dei politici, ed il fatto che siano state tirate in ballo le recenti sentenze dei giudici, ha creato in moltissime persone – specialmente nei giovani – l’errata convinzione che Berlusconi stia facendo un decreto (ora disegno di legge) che sia fuori dai suoi poteri, e per questo incostituzionale. In questo modo si incrementa ulteriormente l’odio dei “confusi” nei confronti di Berlusconi. L’errata convinzione parte proprio dalla sentenza della Cassazione: loro han deciso in un modo, “Berlusconi non può fare una legge che vada contro a quella sentenza”. Sbagliato, sbagliatissimo. Innanzitutto perché qualsiasi sentenza giuridica non diventa MAI un precedente vincolante nel modello Civil Law, tipico dell’Italia e dell’Europa continentale. Questo vuol dire che un giudice può decidere una cosa, un altro giudice può decidere un’altra (purtroppo la legge non è mai “certa”, ma va ad interpretazione). Si può andare in Corte d’Appello, ma le sentenze per due casi simili o identici potranno ancora essere differenti. Si può andare in Cassazione (il cui scopo è garantire l’uniforme interpretazione della legge sul territorio nazionale), ma anche qui potrebbe accadere – seppur raramente – che ci siano due sentenze che divergono. In tal caso, al riproporsi di una terza sentenza simile, la Cassazione si riunisce a “sezioni unite”: è questa la sentenza più importante che ci possa essere, ma ciò nonostante non è vincolante per i casi successivi. Al riproporsi di un ulteriore caso simile, infatti, il giudice del Tribunale Ordinario è libero di sentenziare in modo differente. Il potere legislativo, in Italia, è affidato solo ed esclusivamente al Parlamento. Giudici, Tribunali e Cassazione non han alcun potere in questo. Dunque è compito del Parlamento – o in casi d’urgenza, del Governo – fare l’attività legislativa. Non esiste che un disegno o un decreto siano incostituzionali in quanto vanno contro a sentenze passate. Le sentenze si attenevano alle leggi “vecchie”: se se ne fanno di nuove, le sentenze si atterranno a quelle nuove.
Assurdo che su questa confusione dei cittadini si sia voluto giocare e far leva. La questione di Eluana si basa solo sulla vita o non vita. Non sulla Costituzione.

p.s. dopo che Veltroni ha detto a Berlusconi che deve inchinarsi di fronte alla Costituzione, vorrei lasciare i link ad alcuni articoli degli anni scorsi, in cui si nota che anche il leader del Pd voleva cambiarla. Solita demagogia? Ansa 5 aprile 2008, L’Unità 31 agosto 2007.

p.p.s. non ho fatto questo post per attaccare né Veltroni né il Pd. Tuttavia quando si parla di problemi tanto importanti ed urgenti, sarebbe bene non deviare né il discorso né abbandonarsi a demagogie.

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